Feeds:
Posts
Comments

Archive for the ‘Virtual world’ Category

L’intera Rete italiana parla e straparla da due giorni riguardo il nuovo sito della RAI, che ora propone video utilizzando Microsoft Silverlight su Windows e Mac, e compatibile con Moonlight su Linux.

Ora, sorvolando sul solito dibattito Mono sì/Mono no, che per quanto mi riguarda è un’enorme cavolata dato che C# è un linguaggio che non ha nessun senso disprezzare, ed allo stesso modo anche il fatto che venga creato un Framework centralizzato che supporta un’infinità di tecnologie è un’idea che ha dei pregi (a volte, per fare un esempio, il JDK è un po’ troppo dispersivo, tra versioni e pacchetti di compatibilità…); sorvolando anche sul fatto che Moonlight non è ancora al pari con Silverlight, e che richiede un prezzo CPU un po’ altino ancora, ebbene io non ci vedo nulla di male nell’usare questa tecnologia (faccio notare che, su Linux, non dovete avere Mono, vi basta il plugin per Firefox): parlandoci chiaro, l’unica alternativa valida è Flash, che a sua volta è proprietario (e le sue reinterpretazioni libere sono un discreto pacco, come spesso fa l’FSF quando decide di rifare una tecnologia perfettamente funzionante in versione libera, senza esserne in grado (vedi Java a suo tempo)), ed un po’ di concorrenza non credo farà male, potrebbe portare a un miglioramento generale.

L’unico nodo, se vogliamo ed ahinoi, è che non esiste ripeto NON ESISTE un’alternativa a Flash/*light che sia Open Source: certo, ci sono progettini qua e là, ma se non c’è un’azienda dietro che permette la diffusione capillare, ebbene rimarranno progettini. E’ lo stesso discorso di cui parlavo l’altra volta su Miguel De Icaza: se non hai nessuno che porta la tecnologia che hai creato nel mercato, nessuno la userà…

Read Full Post »

Video troppo divertente di Jim Carrey che canta “Imposter”, cover di un’altra canzone (di cui trovate i dettagli tra i commenti del video): fa un’imitazione troppo divertente, anche se non si capisce benissimo il testo…

Read Full Post »

Ok, qualità pessima etc etc, manco si vede, ma il led lampeggia!

Inaugurazione del mio nuovo Arduino, ricevuto oggi dopo aver fatto un ordine cumulativo con mezzo popolo del POuL… ovviamente, escluso il simpatico led, non ho ancora fatto altro: chi ha tempo ora come ora! Senza contare il fatto che non ho niente ma dico niente per farlo funzionare, devo procurarmi un po’ di materiale elettronico…

Ne riparleremo a marzo!

Read Full Post »

KDE 4.2

KDE 4.2 Breathe

KDE 4.2 "Breathe"

Read Full Post »

Finalmente qualcuno mi ha fatto una foto mentre suono!

Eric Clapton - Wonderful tonight (acoustic version)

Eric Clapton - Wonderful tonight (acoustic version)

Certo, non era esattamente quello che pensavo, ma tant’è… in figura mi vedete impegnato (notare il livello di serietà, please) nell’assolo di uscita di “Wonderful tonight” di Eric Clapton, nella fattispecie in versione acustica (dato che spostare la chitarra elettrica da un piano all’altro di casa non è agevole, quantomeno non è agevole come prendere la classica e scendere le scale…)!

Read Full Post »

Oggi ho assistito alla seconda presentazione del corso di “Basi di dati 2”, ed in particolare quanto mostrato da Microsoft, così come quanto aveva mostrato IBM lo scorso autunno, fanno veramente riflettere sul valore aggiunto dell’integrazione fra i componenti, forse quel campo dove il software libero ha ancora qualcosa da dimostrare.

All’epoca IBM aveva mostrato come, utilizzando Websphere, con pochi click si poteva partire da una tabella di un database ed ottenere un servizio Web in deployment completo, pronto ad accettare interrogazioni o commit; con altri tool era altrettanto semplice ottenere una libreria che sfruttasse tale servizio e lo esponesse come semplice chiamata di funzione. Oggi Microsoft ha mostrato, usando Visual Studio e SQL Server, come con parecchi click del mouse, ma in ogni caso meno di quanti ne sarebbero necessari senza, si possa mettere in piedi un DB ad hoc per una Data Warehouse, come sfruttarlo per precalcolare i dati, come integrarlo “seamlessly”con ad esempio Excel, per ottenere un foglio di calcolo a mo’ di tabella pivot, con i grafici a barre direttamente nello sfondo delle celle (spettacolo! mi mancava questa funzionalità di Excel 2007!)…

Ebbene, l’integrazione è perseguita nel mondo dell’open source, ad esempio con Eclipse o con KDE, ma secondo me ci manca ancora qualche passo per raggiungere livelli di quel tipo!

Read Full Post »

Vi riporto un mio intervento in un thread di Slacky.eu, in cui la discussione era partita da altro ma è arrivata con il sottoscritto che difende il desktop semantico (l’originale lo trovate qui):

[…] Sì, sono ingegnere informatico, e ammetto di scaldarmi un po’ perchè personalmente trovo l’idea del [desktop/web] semantico come molto promettente ed eccitante; continuo tuttavia a trovare ingiusto paragonare motori di ricerca come google ds o tracker o beagle o quant’altro a nepomuk ed affermare che sono la stessa cosa, perchè se magari qualcuno può obiettare che siano così magari le implementazioni odierne, partono da presupposti diversi ed evolveranno in modo diverso: i primi sono motori di ricerca “stupidi”, ovvero che indicizzano tutto il testo di tutti i tuoi documenti e, a fronte di una ricerca da parte tua, ti restituiscono i risultati contenenti la frase esatta che tu hai inserito come criterio di ricerca, piuttosto che quelli contenenti il maggior numero di parole chiavi etc.
La semanticità di Nepomuk invece parte dal presupposto che ciò che conta siano le relazioni tra le cose, tra i documenti: è chiaro che parte dai metadati e dalle parole, mica può inventarsi un’idea, tuttavia ha la pretesa (che magari scopriremo essere sbagliata o irraggiungible, alla fine) di poter fare una ricerca “intelligente” (dove il solo definire “intelligente” meriterebbe un libro, perciò nel caso vi rimando ai libri di AI o in mancanza di quelli alle pagine di Wikipedia sull’argomento), di poterti dire un documento da dove veniva, chi te lo aveva mandato, a quali immagini (che hai salvato da qualche altra parte) fa riferimento, quali altri documenti hai che trattano le stesse cose, dove per “stesse cose” non intendo le stesse parole, ma le stesse parole usate con lo stesso significato.
Sotto la parola “semantico”, che tu dici essere un termine difficile/poco usato (dal pubblico) e quindi che attira molto, ci sono anni di studio in branche dell’intelligenza artificiale e della matematica, logiche apposite sono state teorizzate e sviluppate per implementarne le idee. Ed io, da informatico, non posso che credere che questa idea sia veramente una cosa nuova, e che se applicata come si deve possa veramente portare a qualcosa di diverso. Magari in KDE 4.2 non sarà all’altezza delle aspettative, ma bisogna pur partire!
(Il lato web semantico è offtopic, ma nel caso puoi andarti a vedere l’esempio introduttivo dell’articolo originale di Tim Berners-Lee del 2001, dovresti trovarlo sul sito del W3C…)

Read Full Post »

Mi è appena capitato, in una fase di zapping rapido, di guardare un paio di minuti di “Amici”, dove c’era un responsabile della casa discografica che sta pubblicando il CD fatto da ‘sti pagliacci (massimo disprezzo, naturalmente, sia di Amici come di X-Factor che parte domani); allora, il personaggio in questione ciancia un po’ di cavolate varie sull’opera magnifica prodotta dal branco, poi cerca di invogliare il pubblico a comprare musica originale, tra l’altro ‘sto CD dovrebbe avere un prezzo potabile.

E fin qui tutto bene: io stesso ho solo musica originale, di cui ho il disco o che ho comprato online su iTunes, e ci tengo ad avere un repository pulito pulito e del tutto legale.

Il peggio è che successivamente, “a concludere”, il tipo dice “… mi ricordo che quando ho iniziato a lavorare in questo campo, 15 anni fa, potevamo permetterci di seguire/pubblicare (non ricordo le parole esatte) 10 emergenti come voi; oggi, a causa della pirateria, possiamo seguirne magari solo due o tre…”: EH? Ma stiamo scherzando?

Sono d’accordo che ne possono seguire un quarto: la pirateria infatti porta via soldi (anche se su questo gli studi di settore non concordano) a loro, a questi st***zi delle case discografiche, che guadagnano un casino di soldi praticamente senza far nulla! Che non vengano a piangere sulle spalle dei consumatori, che si ritrovano a dover spendere più di 20 € per album di 40 minuti 40 (vedi Amy Winehouse o l’ultimo di Bryan Adams)! Se loro guadagnassero un decimo di quello che guadagnano ora, rimarrebbero comunque multimilionari e forse potrebbero lo stesso pubblicare più gente giovane!

Il problema è enorme, ed il mondo discografico mondiale è ad anni luce dal risolverlo, perfino quello filmografico, le major del cinema, sembra più propenso ad adattarsi al mondo del Web rispetto a loro! Ed infatti, la gente inizia a pubblicarsi la musica in proprio, ed ecco allora chi ha già i soldi, come Radiohead o Coldplay o Paul McCartney, che permettono all’utente di scegliersi il prezzo della loro opera, o i giovani che usano social networks come MySpace come trampolino di lancio, alla ricerca di fare colpo su queste maledette major ed il loro strapotere, i loro strasoldi e la percentuale estremamente bassa che riversano all’artista stesso, che se vende milioni di dischi allora guadagnerà in proporzione, ma se rimane un prodotto di nicchia come tirerà avanti?

Il musicista, maledizione, non deve guadagnare sul CD, il suo obiettivo non è quello, bensì portare la gente ai concerti, dal vivo, dove sicuramente dà maggior soddisfazione suonare e dove c’è la vera fonte del guadagno (anche se, pure sui biglietti dei concerti ci sarebbe da uccidere qualcuno…).

E allora, per chiudere: di nuovo, che questi personaggi incravattati nei loro completi da x mila euro non vengano a piangere su di noi, quando loro stessi per primi non riescono ad adattarsi al mondo nuovo che li circonda: vogliono rimanere nel loro piccolo orticello, bello verde di moneta sonante, e fanno di tutto per tenerlo così com’è, senza capire che il terzo millennio va in altre direzioni, e presto o tardi anche loro dovranno adattarsi.

Read Full Post »

Internet

Internet

E’ un paio di giorni che sto pensando e rimuginando su questo post, cui forse mi piacerebbe far seguire anche un gruppo su Facebook; anche l’immagine qui sopra, veramente carina, l’ho trovata come simbolo interessante della Rete, allo stesso tempo affascinante ma inquietante.

Oggetto della riflessione: il futuro di Internet.

Tutto parte dai continui tentativi di destra e sinistra, nel nostro Paese ma anche in altri a volte, di controllare il Web. Ora, non sono interessato qui a disquisirne la fattibilità tecnica (ad esempio, le minchiate sparate la settimana scorsa da un ben noto personaggio sono assolutamente infattibili), quanto piuttosto se hanno senso.

Espongo subito la mia posizione: io sono fermamente contrario a tutto ciò: per quanto mi riguarda, Internet deve essere lasciata libera; pensando a come scrivere bene questa mia posizione, mi sono reso conto io stesso che non è una posizione solo bianco o solo nero, come mi piacerebbe che fosse, ed è anche difficile da declinare.

La Rete è stupenda perchè ci si può fare di tutto, si può dire di tutto, c’è la massima e più suprema libertà di espressione, ed è questo che io voglio difendere il più possibile ed il più a lungo possibile. Allo stesso tempo, io stesso sono per l’indagare e perseguire un certo tipo di comportamenti, penso ai pedofili piuttosto che alle (fantomatiche?) reti terroristiche (anche se penso che gran parte di queste siano frutto della campagna del terrore che le Destre mondiali fanno, ma questa è un’altra storia): e allora, bisogna fare dei distinguo? Mi è in un certo qual modo difficile affermare che sì, la libertà d’espressione più completa deve esserci, ma questa o quest’altra idea vanno fermate. Non è a quel punto la libertà massima che secondo me deve esserci. Sono due pareri che combattono dentro di me, e che vorrei riuscire ad integrare correttamente.

C’è tuttavia una posizione in cui mi ritrovo, e per cui mi vedo costretto a fare un riferimento ai referendum sulla fecondazione assistita che ci sono stati un paio di anni fa: io ero favorevole (e lo sono tuttora), questo non perchè non vedessi gli eventuali abusi che possono derivarne, quanto perchè io voglio dare la possibilità alla gente di fare una cosa, sia essa la possibilità di usare gli strumenti della scienza, sia essa la possibilità di abortire se la scelta dei partner è questa; come aveva detto una persona che conosco, non sono per chiudere la porta solo perchè ci possono entrare anche persone non volute: io sono per aprirla, e per controllare chi ci passa.

Allo stesso modo Internet: io voglio e voglio fortemente dare a tutti la possibilità di esprimersi come preferiscono, perseguendo quei comportamenti che comportano la ricerca di fare del male verso gli altri. E per questo sono contrario al controllo della Rete, di qualunque tipo esso sia, dagli ISP sceriffi all’IP unico per ognuno (sì, lo so che non si può fare, è un esempio), a qualunque idea malata che possa venire in mente a politici che non posso che definire “vecchi”: incapaci di comprendere le nuove tecnologie, incapaci di vedere al di là del proprio naso, hanno sempre vissuto un mondo fatto in un certo modo, e temono il cambiamento in quanto foriero di possibili perdite dei loro privilegi (economici, principalmente).

Ma non hanno capito che, invece, i giovani vogliono altro, e la magnificenza dello strumento Internet non può essere limitato da chi, non comprendendolo a fondo, lo combatte.

Read Full Post »

Oggi è stata una giornata di aggiornamenti ai siti Web di cui sono Webmaster!

Prima la scoperta della nuova release di sicurezza di Drupal, la 6.7, scoperta per caso ieri sera/stanotte e messa su nel pomeriggio sul sito del POuL, poi il login qui e la novità di WordPress 2.7, scintillante di nuova grafica per l’inserimento di contenuti, cui naturalmente mi devo ancora abituare, ma le cui prime impressioni pare la rendano molto più comoda della 2.5/2.6 (che peraltro, per le limitate cose che combino io su Internet, andava comunque più che bene).

Insomma, staremo a vedere se tutte queste novità porteranno a qualcosa. Nel frattempo, vi segnalo anche l’uscita della versione 12.2 di Slackware Linux, la distribuzione più vecchia che la storia ricordi (in quanto a origini eh, non in quanto a programmi!): probabilmente dovrei dedicarci un post apposta, prima o poi, comunque rimane all’insegna dell’aggiornamento preciso dove possibile, mentre al contempo è fedele alla propria fama di stabilità in componenti critici del sistema.

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »