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Posts Tagged ‘videogiochi’

Remember when we played Tomb Raider @ 640×480 with enormous pixels?

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P.S.: yeah, I know, not really news, but for the first time since the ’90s I have a decent graphics card!

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Flow Zone

Flow Zone

Questo è un grafico che ho recuperato dal libro “Gamification by Design” di O’Reilly (link), che rappresenta la “flow zone”, ovvero la zona tra noia ed ansia dove si vorrebbe cercare di mantenere il “player” del proprio gioco (quale che sia) il più a lungo possibile; ora, l’idea è chiara ed intuitiva (e tutti bene o male la conosciamo, almeno inconsciamente), la cosa che mi ha colpito è che il fatto che la zona sottostante sia etichettata come “noia” è piuttosto ovvio, ed è una ragione per cui ad esempio si smette di giocare ad un certo videogioco dopo un po’ di tempo, mentre il fatto che la zona sovrastante sia “ansia” è una cosa a cui non avevo mai pensato, ma è decisamente vera: sempre rimanendo in ambito di videogiochi (quindi puramente ludico), trovo che ad esempio

  • giochi di simulazione in genere mi portano rapidamente dalla flow zone alla boredom area, e quindi smetto di giocare abbastanza presto
  • alcuni sparatutto sono troppo ansiogeni, e questo grafico conferma le mie sensazioni, quindi non riesco a giocarci per più di un paio d’ore di seguito (mi viene in mente “Crysis” in questa definizione)
  • alcuni (pochi) giochi ti mantengono esattamente in quella zona, e quando alzi lo sguardo ti accorgi che sono già le 2 di notte ed avevi iniziato alle 9 di sera; mi vengono in mente i giochi di ruolo o alcuni sparatutto che bilanciano meglio la parte di ansia (“Deus Ex”, anyone?)

Interessante.

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Se non avete mai giocato a Dear Esther prima d’ora, vi consiglio di provarlo: non vi porterà via più di un paio d’ore, ma è veramente carino. Lo definiscono experimental fps, diciamo che è una sorta di avventura grafica ma senza interattività, è più una passeggiata all’interno di quel mondo, mentre vi viene raccontata una storia.

E’ nato come mod di Half Life 2, ma è stato successivamente ripubblicato come gioco a sè stante e lo potete trovare su Steam. Qui sopra riporto un po’ di screenshot presi durante il gioco…

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The Witcher - Epilogue*

The Witcher - Epilogue*

* Immagine tratta dall’artbook di “The Witcher Enhanced Edition – Director’s Cut”

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Una riflessione forse inaspettata per me, ma è più o meno una conseguenza di una discussione avuta qualche tempo fa sull’argomento, ed a cui vorrei aggiungere un particolare che ho scoperto ieri.

In questi giorni sto giocando a Far Cry, uno sparatutto piuttosto divertente ed interessante da un punto di vista tecnico, immersivo alla grande e che in definitiva mi piace molto; sapendo che ne esiste un seguito, Far Cry 2, sono andato a cercarne una recensione (decisamente positiva) ed il prezzo su Steam. A quel punto, naturalmente, ho guardato i trailer ed i video sul gameplay che erano presenti, e vorrei attirare l’attenzione sul terzo che viene visualizzato su Steam.

Il video in questione presenta la seguente feature del gioco: il presentatore mostra come possa essere utile limitarsi a ferire un avversario, così da attirare i suoi compagni verso di lui per aiutarlo ed avere quindi la possibilità di sparare a tutti ed eliminare un maggior numero di nemici contemporaneamente. Viene anche sottolineato, verso la fine, di verificare che le persone a cui si ha sparato siano effettivamente morte, e per fare questo il giocatore protagonista spara sui corpi già a terra, “finendo” eventuali sopravvissuti.

Ora, quelli presentati sono, da un punto di vista strettamente di gioco, degli ottimi consigli che permettono al protagonista di avere maggior successo; da un punto di vista squisitamente tecnico sono altrettanto interessanti, in particolare il comportamento dell’Intelligenza Artificiale è sempre più corrispondente alla realtà, aumentando il realismo del gioco stesso. Ma, mi domando, che conseguenze ha questo video nella psiche?

E non sto parlando solo del gioco in sè, ma proprio del mostrare esplicitamente queste caratteristiche: io voglio pensare che alla mia età il giocare a queste cose non mi crei dei problemi e mi permetta di distinguere esplicitamente tra “sogno e realtà”, ma ad un ragazzino? Certo, l’ESRB inserirà esplicitamente l’indicazione dell’età consigliata, ma in quanti realmente seguiamo quell’etichetta? Un conto era dieci anni fa, quando l’inverosimiglianza dei videogiochi era chiaramente distinguibile, essenzialmente per povertà tecnologica, ma oggi le reazioni “fisiche” del mondo virtuale sono assolutamente realistiche, e chi mi fa pensare che il giovanissimo, che non è detto sia già in grado di capire dove finisce il virtuale ed inizia il reale, sarà in grado di capire che quella scena violenta è e deve restare confinata in quello schermo?

Meditate, gente, meditate…

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Ho raggiunto il livello massimo in Neverwinter Nights! Dopo aver completato le due espansioni ufficiali ed una terza della community, il mio chierico ha raggiunto il 40mo livello, il massimo supportato dal motore del gioco.

Ecco la tabella finale del mio personaggio (vestito di tutto punto, naturalmente):

Character table

Character table

Ed ecco la mia arma (fin dai tempi di Hordes of the Underdark), da notare che il +5 del titolo è solo nominale, è stata potenziata più volte lungo la strada:

Bastard sword +10

Bastard sword +10

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