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Posts Tagged ‘Citazioni’

Epi Stathopoulo

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Victor Hugo

Music expresses that which cannot be said and on which it is impossible to be silent.

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Keyleth,

I write to let you and your companions know that the repair of Westruun is proceeding well. I will not bore you with the details. Suffice to say that our children are well-fed and safe, our elderly and infirm are cared-for and comfortable. Without the help of you and yours, this would not be the case.

The folk in charge argue constantly, but that is to be expected. And it is no bad thing; they all want the same good things in different ways. I listen mostly, and do what I can to make sure they listen to each other. Without listening, nothing good can happen.

The town… when I say the repair is going well… it is a hard thing for me to talk about. I am not a particularly clever man, and much of this is new to me. When you make a mistake with metal, you can melt things down and start fresh. It is irritating, and it costs in time and soot and sweat, but it can be done. There is a comfort in iron, knowing that a fresh start is always possible. But a city is not a sword. It is a living thing, and living things defy simple fixing. Roots cannot be reforged. They scar, and broken branches must be cut and sealed with tar. And this makes me angry, as it always has, and my anger has no place to go.

It was easier when I was young. I could use my anger like a hammer against the world. I was so sure of myself, and my friends, and my rightness. I would hammer at the world, and breaking felt like making to me, and I was good at it. And while I was not wrong, neither was I entirely right. Nothing is simple.

I do not work in wood. I am not brave enough for that. There is a comfort in iron. A promise of safety. A second chance if mistakes are made. But a city is more a forest than a sword. No… it needs more tending than that. Perhaps a city is like a garden, then.

So these days it seems that I have become a gardener. I dig foundations in the earth. I sow rows of houses. I plan and plant. I watch the skies for rain and ruin. I cannot help but think that you would be better at this. But circumstance has put both of us in our own odd place. You are forced to be a hammer in the world, and my ungentle hands are learning how to tend a plot of land. We must do what we can do.

Did you know that there are some seeds that cannot sprout unless they are first burned? A friend once told me that. She was… she was a bookish sort. I think of gardening constantly these days. I wear your gift, and I think of you. And I think it is interesting that there are some living things that need to pass through fire before they flourish.

I ramble. You have the heart of a gardener, and because of this you think of consequence, and your current path pains you. I am not wise, and I do not give advice, but I have come to know a few things. Sometimes breaking is making. Even iron can start again, and there are many things that move through fire and find themselves much better for it afterward.

I have enclosed a gift. Once it was a sword, but it has changed. It is a small thing and silly. Please forgive an old man for his foolishness. Still, I hope it brings you some small comfort.

Kindly,
Ker

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Il modus operandi di Dio, rifletté, è quello di convertire il male nel bene. Se nella realtà ha luogo una Sua attività, non può che essere questa, per quanto i nostri occhi non siano in grado di percepirla; il processo resta nascosto sotto la superficie della realtà, ed emergerà solo col tempo. Per il bene, forse, dei nostri eredi in attesa. Persone insignificanti che non sapranno quale terribile battaglia abbiamo combattuto, e le perdite che abbiamo subìto, a meno che non ne ricavino una vaga nozione da qualche nota a pie’ di pagina di un testo di storia minore. Una qualche breve menzione. Senza alcun elenco dei caduti.

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Martha Rivera Garrido

Non innamorarti di una donna che legge, di una donna che sente troppo, di una donna che scrive…
Non innamorarti di una donna colta, maga, delirante, pazza.
Non innamorarti di una donna che pensa, che sa di sapere e che, inoltre, è capace di volare, di una donna che ha fede in se stessa.
Non innamorarti di una donna che ride o piange mentre fa l’amore, che sa trasformare il suo spirito in carne e, ancor di più, di una donna che ama la poesia (sono loro le più pericolose), o di una donna capace di restare mezz’ora davanti a un quadro o che non sa vivere senza la musica.
Non innamorarti di una donna intensa, ludica, lucida, ribelle, irriverente.
Che non ti capiti mai di innamorarti di una donna così.
Perché quando ti innamori di una donna del genere, che rimanga con te oppure no, che ti ami o no, da una donna così, non si torna indietro

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Il legno era del colore del caffè scuro, della terra appena dissodata. La curva del guscio era perfetta come l’anca di una donna. Era un’eco sommessa, era corde e strimpellio vivaci. Il mio liuto. La mia anima tangibile.

Ho sentito quello che scrivono i poeti sulle donne. Compongono rime, rapsodie e menzogne. Ho osservato marinai a riva fissare silenziosi le onde del mare gonfiarsi lente. Ho osservato vecchi soldati con il cuore simile a cuoio avere le lacrime agli occhi al vedere i colori del loro re garrire al vento. Datemi ascolto: questi uomini non sanno nulla dell’amore.

Non lo troverete nelle parole dei poeti o negli occhi bramosi dei marinai. Se volete conoscere l’amore, guardate le mani di un girovago mentre crea la sua musica. Un girovago sa.


Denna suonava in modo lento, quasi solenne. Troppe persone pensano che sia la velocità a contraddistinguere un bravo musicista. È comprensibile. Quello che Marie aveva fatto all’Eolian era straordinario. Ma la velocità con cui si sanno suonare le note è solo la minima parte della musica. Il tempismo è la vera chiave. È come raccontare una barzelletta. Chiunque può ricordare le parole. Chiunque può ripeterla. Ma far ridere qualcuno richiede qualcosa di più. Raccontare una barzelletta più veloce non la rende più divertente. Come per molte cose, l’esitazione è meglio della fretta. Ecco perché esistono così pochi veri musicisti. Molti sanno cantare o eseguire una melodia su un violino. Un carillon può suonare una canzone in maniera impeccabile, una volta dopo l’altra. Ma sapere le note non è sufficiente. Devi sapere come suonarle. La velocità giunge con il tempo e l’esperienza, ma il tempismo è qualcosa con cui si nasce. O ce l’hai o non ce l’hai.


Il fatto era che, con la mia musica, potevo far fronte a tutto il resto. La mia musica era il collante che mi teneva assieme. Solo due giorni senza e stavo cadendo a pezzi.


Pensate alla musica come a una città intricata come Tarbean. Negli anni che avevo trascorso lì, ero giunto a conoscere le sue strade. Non solo quelle principali. Non solo i vicoli. Conoscevo scorciatoie, tetti, parti delle fogne. Per questo motivo, potevo muovermi per la città come un coniglio su un pruno. Ero rapido, sveglio e astuto. Denna, d’altro canto, non era mai stata addestrata. Non sapeva nulla delle scorciatoie. Si potrebbe pensare che fosse stata costretta a vagare per la città, sperduta e inerme, intrappolata in un dedalo tortuoso di roccia e malta. Ma invece lei camminava semplicemente attraverso i muri. Non sapeva fare altrimenti. Nessuno le aveva mai detto che non poteva farlo. Per questo, si muoveva attraverso la città come una creatura fatata. Percorreva strade che nessun altro poteva vedere, e questo rendeva la sua musica selvaggia, strana e libera.


Perché questo abbia un senso, dovete capire qualcosa che ogni musicista sa. Cantare un pezzo nuovo dà agitazione. Ancora di più. È terrificante. È come spogliarsi per la prima volta di fronte a una nuova amante. È un momento delicato.

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Chiedere di tenere in mano lo strumento di un musicista è quasi come chiedere a un uomo di poter baciare sua moglie. I non musicisti non capiscono. Uno strumento è come un compagno e un amante.


La musica è un’amante orgogliosa e capricciosa. Dalle il tempo che si merita ed è tua. Snobbala e arriverà un giorno in cui la chiamerai e lei non risponderà.


Non riuscivo a sopportare di stare vicino alla musica e non esserne parte.


Dio mio, quanto detesto la poesia. Come si possono ricordare parole che non sono state messe in musica?

[…]

Ricordati questo, figliolo, se anche dovessi dimenticarti tutto il resto. Un poeta è un musicista che non sa cantare. Le parole devono trovare la mente di un uomo prima di poter toccare il suo cuore, e le menti di alcuni uomini sono bersagli tragicamente piccoli. La musica tocca direttamente il loro cuore. La giusta musica può trasportare le tue parole, non importa quanto piccola o testarda sia la mente di chi ascolta.

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