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Escape

You know what? There is no escape.

Yesterday you told yourself: well, you know, if I’m not gonna make it here in my country, I’m going to Spain: good place, good people, good food, many youngsters going there for work. But then Spain got 21% unemployment, and it didn’t look that good anymore. And the whole Europe looks like it is going to be torn apart, so maybe there are no European countries really better than ours.

So today you tell yourself: well, if I’m not gonna make it here in my country, I’m going to the US. The dear, old US. But then US handle jobs in a way too different from ours, always on the verge of being fired if you’re not good enough; no middle class, you become a loser way too quick. Then you watch a Lawrence Lessig recent talk and decide that America has lots of problems. Ok, no US.

So tomorrow you will be telling yourself: well, if I’, not gonna make it here in my country, I’m going to Iceland: yes, it’s quite cold in there, and there are active volcanos all over the place, but their economy looks better than many others (or, at least, some posts on the Internet claim so), and maybe they are gonna make it (among all the other countries in the world).

But, how long will it take before things change there, too? Humanity must face the inevitable changes that are happening everywhere: the economy, the old jobs, the new jobs, the climate (speaking of which: at some point in time, we will have to pay the piper); it was too easy to get away to avoid problems here, and it is becoming harder to do it again. And I’m not speaking about just moving out to get more money in a job, I still can agree with it (especially in my profession), but in general on the quality of life that it is awaiting us in the next few years. And the one of the next generations.

So, there is no escape. Face the problems and solve them. Now.

P.S.: too much Battlestar Galactica today…

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Grande Obama!

E’ passata la riforma sanitaria alla Camera degli USA!

E sapete che c’è? Che sono quasi commosso a leggere quell’articolo: dopo tanto schifo nella politica di questo Paese e di altre parti del mondo, dove la gente si spinge sempre di più a destra ed in mano a politici non politici ma agitatori di popolo, o (peggio?) a sostenitori del capitalismo spinto e delle lobbies, finalmente un’ottima notizia che giunge questa mattina (e di cui mi ero quasi dimenticato, tra una cosa e l’altra).

Ora aspettiamo l’ultimo passetto in Senato e la firma del Presidente.

P.S.: chissà cosa avrebbe detto Crichton di questa riforma…

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… ed avrò dato un altro esame, e poi sulla strada della preparazione per l’ultimo della sessione, lunedì 20…

Sto tenendo un sacco di cose in sospeso: ho un paio di post in ballo, uno su alcune riflessioni riguardo la laurea specialistica al Poli, emerse dai dialoghi con un po’ di amici, un altro invece sulla questione C# vs. resto del mondo, seppur da un punto di vista squisitamente da developer; ho anche il gsoc a rilento, sono molto vicino ad un’importante milestone (che festeggerò con uno screencast, se tutto va come si deve), è lì ad un paio di righe di codice, ma non riesco ancora ad affondare…

Attendete fiduciosi!

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Eccomi qua, back in the City, dopo aver inanellato un’altra elezione (la quinta? sesta? da membro del seggio, naturalmente): abbastanza divertente, in particolare le comunali con la proclamazione del sindaco, un paio di problemini felicemente risolti. Unico neo: domenica ho fatto 22 ore di uptime, con le ultime 4 di scrutinio con 4 verbali contemporaneamente, e ammetto di dover ancora recuperare del tutto la fatica.

Per quanto riguarda i risultati, che dire: pregi, la crescita dell’Italia dei Valori ed il calo del PDL (finalmente!), di brutto naturalmente la crescita della Lega ed il calo del PD, che è riuscito a giocarsi tutto il giocabile in giro per l’Italia. E’ triste la crescita del centrodestra in tutta Europa, ma è più triste pensare che la medesima in Italia è dovuta ai “politici” che ben conosciamo…

Tutto ciò per dire: si ricomincia in dieci giorni, referendum e ballottaggio per le provinciali, un altro weekend di fuoco (ma gli spogli saranno di pomeriggio, se non altro) con un esame quattro giorni dopo! Argh…

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Il post di stanotte è discretamente malinconico… vi avverto…

Negli anni ci siamo sempre di più abituati a conoscere e riconoscere i possibili caratteri distintivi delle persone: il cinico, il profittatore, il sognatore, il tecnico e così via; abbiamo sempre visto questi tipi negli “adulti“, nelle persone più grandi di noi, superiori a quella categoria a cui noi, prima adolescenti e poi “ventenni“, quel momento di passaggio, già grandi ma ancora studenti, appartenevamo. Sì, ci capitava di definire metà della nostra classe delle superiori come ipocrita, ma quello è il tipico comportamento del sedicenne incazzato col mondo; ci capitava di prendere per i fondelli il tipo che in classe (qualunque essa sia) interviene sempre, definendolo secchione o sfigato, ma è sempre stata un’etichetta un po’ così.

In questo ultimo anno, invece, mi accorgo sempre più che ora posso riconoscere queste figure tra le persone della mia età: non solo ora vedo le persone di destra e di sinistra, e come il partito cui votano segna in maniera più o meno profonda i loro gesti, ma anche la persona approfittatrice degli altri, oppure la persona che si fa nettamente solo gli affari propri; la persona che vorrebbe comandare tutti, piuttosto che quella che riesce a coinvolgere gli altri ed a mantenere un gruppo.

Anche oggi, la riprova che ci sono persone con cui non si può lavorare, neppure per uno come me  cui va bene tutto sempre e comunque: quelli che denigrano il tuo lavoro e sanno solo criticarlo, ma appena gli chiedi qualcosa sanno solo parlare, parlare, parlare.

Siamo diventati adulti, siamo entrati nel mondo “vero“. E non ce ne siamo accorti.

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