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Ovvero: come ho suonato in uno stadio di fronte a 15’000 persone

Volevo pubblicare questo post ad un mese esatto dal concerto, ovvero il 24 agosto (due giorni fa, tre se ci metto molto a scriverlo), ma tra una cosa e l’altra mi accontenterò di scriverlo nella stessa settimana 😉

Per chi avesse vissuto sotto una roccia negli ultimi sei mesi: il 24 luglio a Cesena 1062 musicisti si sono trovati allo stadio ed hanno suonato un intero concerto (18 canzoni) davanti a circa 15’000 persone. Io sono stato uno dei 1062.

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Prequel

Tutto ha inizio il 1 aprile di quest’anno, ore 11:13 (ho controllato su Whatsapp 😉 ), quando il buon Federico mi manda un messaggio dicendomi che quest’anno i ragazzi di Rockin’ 1000 (che l’anno scorso avevano messo assieme 1000 musicisti per suonare una canzone dei Foo Fighters, per convincerli a venire a Cesena) hanno deciso di fare un intero concerto, di nuovo con 1000 musicisti, e mi chiede se mi piacerebbe andare a vederlo.

Vederlo? Tsk, andiamo a suonarci!, rispondo io. Le audizioni erano aperte, era necessario mandare un video in cui si dimostrava di saper suonare lo strumento prescelto. Mi trastullo un paio di giorni con l’idea, ed il weekend successivo prendo in mano la bimba, che non suono praticamente da due anni (ormai la mia vena musicale è acustica, come dimostrato in altre sedi), e produco questo.

Non ascoltatelo, è una performance abbastanza triste sull’assolo… ma indipendentemente dal mio giudizio, la cosa va in porto e due settimane dopo mi accettano!

Le prove

Non c’è moltissimo da dire sulle prove a casa: l’organizzazione ci manda dei video tutorial e le stesse basi che avremo poi in cuffia, e nell’arco dei tre mesi successivi provo le varie parti delle canzoni, sostanzialmente come chitarra ritmica (gli assoli sono fatti quasi esclusivamente dai musicisti solisti che ci preparano i tutorial).

Fast forward al 21 luglio, primo giorno di prove: dopo un po’ di fila per la registrazione, entriamo allo stadio ed iniziamo a provare. Quel giorno siamo solo chitarre (le altre sezioni provano prima e dopo di noi, o nel caso dei cantanti in un luogo a parte). Iniziamo tutti cauti (era stato fatto un po’ di terrorismo sul tenere volumi moderati e portare amplificatori piccoli), ma il Maestro dopo 30 secondi di prove ci dice di alzare a palla l’amplificatore, e per la prima (ed unica?) volta nella mia vita metto il master volume del Fender Mustang I a 9/10 e il volume della Fender Stratocaster a 9/10, e nonostante questo più che sentire con l’udito sento dentro me stesso l’amplificatore durante i brani (e sono solo 20 Watt a stato solido!).

Se volete avere una vaga idea di come potrebbe suonare “Seven nation army” in mezzo a 250 chitarristi…

Chiaramente sentite solo noi, gli altri strumenti non ci sono ancora e la base è in cuffia.

Tra il venerdì ed il sabato pomeriggio proviamo prima con bassi e batterie, poi con i cantanti, poi con tastiere, violini e cornamuse (!) la scaletta: certe canzoni sono un po’ noiose, altre sono qualcosa di fantastico, e si percepisce già così che sarà un’emozione unica, pur non riuscendo a sentire praticamente nessun altro a parte le batterie (bassi, cantanti e tutti gli altri strumenti sono troppo lontani e rivolti verso gli spalti perchè noi si riesca a percepire qualcosa).

Sabato sera la prova generale, con tanto di registrazione audio e video. Tutti i musicisti entrano allo stadio dalla curva lato ferrovia: un’emozione entrare sul prato tutti in fila in mezzo ai riflettori, anche se lo stadio è in realtà vuoto. Un’emozione anche quando, tra un accordo e l’altro, si ha tempo di pensare al fatto che si sta veramente suonando in una situazione unica e non dico irripetibile, ma sicuramente molto particolare.

Il concerto

Domenica 24 luglio: entriamo allo stadio dopo una lunga coda, perchè l’ingresso è scaglionato e siamo in ritardo: è piovuto tutta la mattina, ed i tecnici stanno piano piano riattivando la corrente a tutti gli amplificatori. Per fortuna funzionerà tutto. Posizioniamo lo strumento, proviamo l’amplificatore, poi fuori dal campo.

Passiamo due lunghissime ore seduti in curva, ad osservare lo stadio che va a riempirsi, mangiucchiando la cena: per quanto mi riguarda, un certo nervosismo inizia a farsi sentire, e dopo mezzo panino non riesco più a mandare giù altro. E’ vero, nessuno sentirà mai quanto sto suonando, ma io voglio fare comunque una cosa precisa e pulita, e per questo durante il concerto sarò quasi sempre nella mia posizione, mentre tanti si muovono verso gli spalti o addirittura staccano l’amplificatore e corrono di qua e di là anzichè suonare.

Finalmente, alle 21:00, entriamo sul campo come la sera prima, questa volta accolti dagli applausi di 15’000 persone. Prendiamo posizione, attendiamo che tutti si sistemino (le chitarre entrano per prime), e finalmente si parte.

Vi ho messo due video girati dai miei genitori ed il video ufficiale uscito finora, con “Rebel rebel”. Quando il giorno dopo andrò a sentire i primi video, finalmente sentirò i cantanti ed i bassi (e tutti gli altri strumenti), che mai avevo sentito per 4 giorni di prove e concerto.

Quindi?

Quindi un’emozione unica, un’esperienza indimenticabile: la prima volta in cui uso in pubblico la chitarra elettrica (finora mi era capitato di usare in pubblico solo quella acustica), la uso davanti a 15’000 persone in uno stadio, nella versione più loud possibile. Anche le sudate durante le prove sotto il sole, le due corde rotte durante il concerto (!), le file per la riconsegna delle cuffie, l’attesa prima dell’inizio: tutte cose che si possono rifare altre 2, 5, 10 volte (magari le corde rotte no…), pur di poter ripetere una simile avventura!

Siamo ora tutti in attesa di ulteriori video ufficiali o (più probabilmente) delle riprese e registrazioni ufficiali dell’evento.

La scaletta

Setlist
1) Bitter Sweet Symphony
2) Come Together
3) Gold on the ceiling
4) Born to be wild
5) Jumping Jack Flash
6) It’s a long way to the top
7) C’mom everybody
8) Seven Nation Army
9) Blitzkrieg Bop
10) Smell like teen spirit
11) Rebel Rebel
12) Police on my back
13) People have the power
14) Rockin in the free world
15) Song 2
Encore
1) Bis Rebel Rebel
2) Medley
3) Learn To Fly

Le canzoni migliori (per me): “Rockin’ in the free world”, “It’s a long way to the top”, “Smells like teen spirit”, e naturalmente il medley con i riff più famosi dei Led Zeppelin (e due riff di Jimi Hendrix, but who cares about him!).

L’effetto di queste canzoni, finora sentite solo dal centro del gruppo dei chitarristi, è qualcosa di unico; a distanza di un mese, ogni volta che mi passa in testa l’attacco di “It’s a long way to the top” dopo il primo assolo di cornamuse, ho in testa l’immagine dei batteristi che battono il quarto sui tom con una mano e tengono l’altra alzata in aria, e mi viene la pelle d’oca.

All’inizio del post ho messo alcune foto: la maggior parte mie, un paio fatte dai fotografi ufficiali. Al momento non ci sono foto ufficiali in cui ci sia anche io, se non l’ultima della serie, in cui mi vedete di sfuggita in alto a sinistra (la tracolla “Crime scene” gialla è inconfondibile).

Un enorme grazie a Federico, che ha scoperto l’evento e che ha dato inizio a tutto questo, ed a tutte le amiche e gli amici che sono venuti a Cesena a dare il loro supporto (ed a godersi l’evento 😀 )!

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Al secondo tentativo sono riuscito a saldare correttamente l’effetto tremolo preso su Musikding, ed a testarlo assieme al fuzz preso tempo fa; in foto alcuni momenti del montaggio e del test prima di inscatolarlo (ho tagliato in due un cavo mono e ne ho sistemato le estremità senza jack per poterle collegare ad una breadboard), il file audio è un insieme piuttosto casuale di accordi con il tremolo attivo ed il fuzz inizialmente attivo e poi spento.

Devo ancora testare a fondo le diverse impostazioni del primo, che comunque pare funzionare bene, mentre il secondo ha un leggero ronzio di fondo poco piacevole, per il resto è abbastanza divertente.

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Fuzz Face Silicon

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Oggi ho finalmente dato gli ultimi ritocchi al nuovo pedale – effetto per chitarra: un Fuzz Face con transistor al silicio DIY!

Qualche mese fa, durante un periodo di esplorazione elettronica, ho infatti scoperto questo sito: vendono diversi componenti per costruire effetti per chitarra, e nel caso non si abbiano idee in proprio, si possono comprare kit già pronti. In particolare, quello in questione si trova qui. L’ho ordinato a suo tempo, facendo l’errore (se di errore si può parlare) di comprare l’enclosure intatta, con i buchi da fare; questo ha comportato il fatto che il circuito sia stato saldato qualcosa come quattro mesi fa, ma ho potuto provarlo solo ieri sera. Per una serie di vicende sparse, infatti, solo questa settimana ho fatto preparare i buchi per le manopole, gli ingressi e le uscite (thanks dad!), e ieri pomeriggio ho saldato l’insieme e tra ieri ed oggi ho provato qualche settaggio.

Premetto che io sono un amante di questo effetto, che è giusto il passettino successivo rispetto all’overdrive, che in generale è il mio effetto preferito (assieme al riverbero, tanto per dare a Cesare quel che è di Cesare); ora, per quanto riguarda il pedale in questione, già il fatto che funzioni è un piccolo successo; il suono non è male (anche se quando si parla di Fuzz tutti noi abbiamo in mente Gilmour, che sfodera il suono perfetto che una chitarra elettrica possa mai avere), anche se sto ancora cercando un’impostazione ottimale per il trimmer interno (che si regola a mano e non tramite manopola). Settimana prossima avrò la possibilità di provarlo sulla Fender (qui a casa ho infatti la Danelectro), e per allora registrerò un campione sonoro.

Unico difetto, se vogliamo: la scatola consigliata è veramente piccola; per dire, non ho montato la clip per la pila da 9V, dato che secondo me non ci sarebbe mai stata al suo interno. D’altro canto, senza pila utilizzo un alimentatore, con il quale ho dei problemi di ground loop ancora irrisolti (e che mi sfugge da dove saltino fuori, peraltro, ma questa è un’altra storia).

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Danelectro

Danelectro

New entry nello Studio Siv! E non dico altro… (e se non avete capito, cfr. Wikipedia)

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Pubblico anche qui il video realizzato nel weekend: il brano è il tema di “The Rock“, noto film degli anni ’90; il compositore è il buon Hans Zimmer, mentre la versione riprodotta è più “rock” rispetto all’originale, non è opera mia ma l’ho trovata sul Web sottoforma di tablatura.

La base ritmica ed i violini sono suonati dal computer, mentre io suono il basso, la chitarra ritmica e quella “principale” (lead), suddivisa in una parte più “dura” ed una più “soft” (in cui ho aggiunto un effetto di tremolo, un po’ improvvisato ma decisamente azzeccato). E questa è la notizia buona.

La nota dolente è Kdenlive (e un po’ tutto il sistema Linux): ammetto di aver utilizzato la versione nei repository ufficiali di Ubuntu e non quelli ufficiali del progetto, ma crash randomici (ad esempio, se aggiungevo una traccia video dopo quella corrente anzichè prima) e particolari rallentamenti tra riproduzione ed editing non hanno certo reso la vita facile, per non parlare del fatto che il picture-in-picture viene considerato transizione e non è possibile applicare più di due transizioni contemporanee, facendo sì che non sia possibile (almeno, apparentemente) inserire un crossfade assieme alla suddivisione in riquadri. Sorvoliamo poi sul fatto che due strumenti su tre per creare screencast (per la parte di video con Ardour) non hanno funzionato o hanno registrato cose a caso (Dio benedica Xvidcap), e che la versione di Ardour nei repository non è compatibile con la libpng nei repository stessi, forzando il download della versione precompilata presente sul sito. Per il resto, almeno Ardour è stato promosso a pieni voti (e l’audio è stato mixato felicemente con questo strumento).

Vorrei fare qualche esperimento con altri editor (ad esempio, Lightworks) per farmi un’idea del panorama video free (as in freedom or as in beer, francamente non mi interessa troppo la differenza) su Windows (questo perchè non ho intenzione di spendere soldi), se avrò tempo poi pubblicherò i risultati.

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Nashville tuning

Il video qui sopra mostra un mio piccolo esperimento con la Fender Dreadnought (acustica) ed il cosiddetto “Nashville tuning” (info).

L’idea, come spiego nel video stesso, è di rimpiazzare le quattro corde più basse della chitarra con il loro equivalente proveniente da un set da 12-corde, così che siano accordate un’ottava sopra lo standard, realizzando di fatto un reentrant tuning; appena scoperta questa modalità, mi sono precipitato a prendere un set di questo tipo ed ho iniziato a sostituire le corde.

Rispetto alle guide standard che si trovano su Internet, ho dovuto improvvisare per quanto riguarda la quinta e sesta corda: le due previste infatti non hanno retto la tensione, e le ho perciò sostituite con la terza e quarta corda standard (entrambe accordate perciò un tono sopra rispetto a quello per cui sono costruite). L’insieme pare tenere abbastanza bene, anche se la tensione di queste ultime due si fa sentire un poco, ed ora sono pronto a sperimentare!

Riassumendo, le corde montate sono: .010, .014, .008, .012, .023 (G accordata in A, al posto di 0.018), .030 (D accordata in E, al posto di .027).

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SooperLooper è un simpatico programmino per Linux, compatibile con Jack, che permette di registrare loop e riprodurli istantaneamente; è piuttosto utile quando volete suonare qualcosa ad esempio con una chitarra, ma ha ovviamente il difetto di aver bisogno di un supporto hardware con cui attivare la registrazione, dato che se state suonando avete probabilmente le mani occupate.

Bè, nulla di più facile: basta avere un pedale “vergine” (come quelli per il sustain delle tastiere), che generalmente ha un’uscita con un jack da 6.3″, da collegare (con un circuito piuttosto semplice, in cui il pedale di fatto funge da interruttore) ad un Arduino. A questo punto, con una decina di righe di codice ed il firmware MIDI, l’Arduino stesso sarà in grado di trasmettere i messaggi CC giusti al looper, che ad ogni pressione del pedale avvierà alternativamente la registrazione di un loop o la sua riproduzione.

Nel video vedete un esempio del circuito e del looper (escludendo un momento di defiance del tutto nella parte centrale, forse dovuto alla poca pressione che si esercita con una mano rispetto ad un piede); non ho una chitarra con me, ma l’insieme nel complesso sta comunque funzionando correttamente.

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