Feeds:
Posts
Comments

Posts Tagged ‘informatica’

This slideshow requires JavaScript.

Advertisements

Read Full Post »

Remember when we played Tomb Raider @ 640×480 with enormous pixels?

2014-06-22_00002 2014-06-22_00004 2014-06-22_00009

P.S.: yeah, I know, not really news, but for the first time since the ’90s I have a decent graphics card!

Read Full Post »

image

L’immagine qui sopra è tratta dal datasheet che potete trovare sul sito della board; la riporto qui perché trovo sia interessante il fatto che, rispetto a tanta concorrenza (da Arduino Yun a pcDuino), qui l’interfaccia hardware Arduino-compatibile è fornita direttamente dal chip, e non da un microcontrollore a parte.

Da un lato, temo che così si perda la parte real-time che il microcontrollore permette di raggiungere, dall’altro però accedere all’interfaccia hardware (e magari anche all’API software di Arduino) dovrebbe essere possibile senza librerie intermedie (tipo la Bridge per lo Yun). Mi interessa semplicemente per pensare di costruirne un wrapper in altri linguaggi (chessò, Erlang per dire…).

Spero di riuscire ad aprire presto l’immagine Linux che viene fornita con la board, così da capire che librerie ci sono e cosa ci si può linkare (l’architettura è .586).

Read Full Post »

Saluti da Roma!

Sto seguendo la MakerFaire edizione europea, organizzata da Riccardo Luna e Massimo Banzi qui al centro congressi dell’EUR. Oggi c’è stata la conferenza d’apertura, decisamente interessante e con un sacco di ospiti che finalmente si sono potuti conoscere di persona (dagli organizzatori, a gente come Dale Dougherty, Bruce Sterling e tanti altri).

image

Inutile dire che il clou della giornata è stato il breve panel con il CEO di Intel, che ha annunciato la volontà dell’azienda di entrare nel mondo dei makers, mondo che avevano (colpevolmente) ignorato finora, e per farlo hanno iniziato una partnership con Arduino ed annunciato (e distribuito ai partecipanti 😀 😀 😀 ) il primo Arduino Intel-based (e dicono di averne un altro paio in canna). Il tutto in pieno spirito open hardware, con quindi tutta la parte elettronica aperta (stanno cercando i canali giusti di distribuzione, dato che quelli che hanno sempre avuto finora trattavano partner industriali e quantità molto grosse; la distribuzione della board inizierà a novembre). Sul lato software, appena provo il tutto scriverò in proposito (no, non so manco le specifiche hardware: oggi sono stato impegnato fino a tardi, ed ora ho l’unico accesso alla WiFi dell’albergo in uso per backup delle foto, appena finisce andrò sul sito a vedere (suspense); posso dirvi che c’è un attacco che non conosco, ed oggi si ventilava l’ipotesi pci-express… E l’alimentatore è da 2 A).

Ora, eccitazione a manetta a parte, e detto che non ho ancora provato nulla (ho solo aperto la scatola e scoperto che tra le altre cose hanno installato un altoparlantino che suona il jingle di Intel quando ribalti la scatola -_- ), propongo la seguente riflessione: da un lato l’arrivo delle grandi aziende è indice secondo me di diverse cose, dal fatto che il movimento dei makers è qui per restare al fatto che Intel potrebbe far saltare il banco in un campo che era preda di altri produttori di hardware, al fatto che Intel, da sempre distributrice di ad es. driver open per PC, promette schematiche altrettanto open.

La mia domanda è: l’ingresso di una realtà così grossa cosa significa per le tante realtà più piccole? I mean, durante il panel si diceva che la collaborazione in oggetto è iniziata 2 mesi fa, ed Intel in quattro e quattr’otto ha messo in campo l’expertise del caso e prodotto una scheda funzionante in fase di distribuzione. Per dire che, se ci sono le competenze, la concorrenza non è banale. Più che altro, mi viene in mente il paragone con la figura della Disney nel romanzo “Makers” di Cory Doctorow…

Read Full Post »

This slideshow requires JavaScript.

Piccolo esperimento con il Raspberry Pi (semplice, anche se preludio di qualcosa di più ampio, posto che io trovi il tempo di farlo…): ho collegato uno degli LCD 16×2 che avevo in giro per casa, ed ho eseguito gli esempi mostrati nel tutorial di Ladyada (ed uno sguardo al pinout, naturalmente)… nel complesso direi soddisfacente (è stato necessario più tempo per scaricare un mese di update…).

Read Full Post »

My social network

My social network

Ecco uno snapshot dei collegamenti nella mia rete sociale su Facebook… (la dimensione dei nodi rispecchia l'”in-degree”, quindi il numero di connessioni in ingresso per ciascuna persona)

Read Full Post »

Flow Zone

Flow Zone

Questo è un grafico che ho recuperato dal libro “Gamification by Design” di O’Reilly (link), che rappresenta la “flow zone”, ovvero la zona tra noia ed ansia dove si vorrebbe cercare di mantenere il “player” del proprio gioco (quale che sia) il più a lungo possibile; ora, l’idea è chiara ed intuitiva (e tutti bene o male la conosciamo, almeno inconsciamente), la cosa che mi ha colpito è che il fatto che la zona sottostante sia etichettata come “noia” è piuttosto ovvio, ed è una ragione per cui ad esempio si smette di giocare ad un certo videogioco dopo un po’ di tempo, mentre il fatto che la zona sovrastante sia “ansia” è una cosa a cui non avevo mai pensato, ma è decisamente vera: sempre rimanendo in ambito di videogiochi (quindi puramente ludico), trovo che ad esempio

  • giochi di simulazione in genere mi portano rapidamente dalla flow zone alla boredom area, e quindi smetto di giocare abbastanza presto
  • alcuni sparatutto sono troppo ansiogeni, e questo grafico conferma le mie sensazioni, quindi non riesco a giocarci per più di un paio d’ore di seguito (mi viene in mente “Crysis” in questa definizione)
  • alcuni (pochi) giochi ti mantengono esattamente in quella zona, e quando alzi lo sguardo ti accorgi che sono già le 2 di notte ed avevi iniziato alle 9 di sera; mi vengono in mente i giochi di ruolo o alcuni sparatutto che bilanciano meglio la parte di ansia (“Deus Ex”, anyone?)

Interessante.

Read Full Post »

Older Posts »