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Ovvero: come ho suonato in uno stadio di fronte a 15’000 persone

Volevo pubblicare questo post ad un mese esatto dal concerto, ovvero il 24 agosto (due giorni fa, tre se ci metto molto a scriverlo), ma tra una cosa e l’altra mi accontenter√≤ di scriverlo nella stessa settimana ūüėČ

Per chi avesse vissuto sotto una roccia negli ultimi sei mesi: il 24 luglio a Cesena 1062 musicisti si sono trovati allo stadio ed hanno suonato un intero concerto (18 canzoni) davanti a circa 15’000 persone. Io sono stato uno dei 1062.

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Prequel

Tutto ha inizio il 1 aprile di quest’anno, ore 11:13 (ho controllato su Whatsapp ūüėČ ), quando il buon Federico mi manda un messaggio dicendomi che quest’anno i ragazzi di Rockin’ 1000 (che l’anno scorso avevano messo assieme¬†1000 musicisti per suonare una canzone dei Foo Fighters, per convincerli a venire a Cesena) hanno deciso di fare un intero concerto, di nuovo con 1000 musicisti, e mi chiede se mi piacerebbe andare a vederlo.

Vederlo? Tsk, andiamo a suonarci!, rispondo io. Le audizioni erano aperte, era necessario mandare un video in cui si dimostrava di saper suonare lo strumento prescelto. Mi trastullo un paio di giorni con l’idea, ed il weekend successivo prendo in mano la bimba, che non suono praticamente da due anni (ormai la mia vena musicale √® acustica, come dimostrato in altre sedi), e produco questo.

Non ascoltatelo, √® una performance abbastanza triste sull’assolo… ma indipendentemente dal mio giudizio, la cosa va in porto e due settimane dopo mi accettano!

Le prove

Non c’√® moltissimo da dire sulle prove a casa: l’organizzazione ci manda dei video tutorial e le stesse basi che avremo poi in cuffia, e nell’arco dei tre mesi successivi provo le varie parti delle canzoni, sostanzialmente come chitarra ritmica (gli assoli sono fatti quasi esclusivamente dai musicisti solisti che ci preparano i tutorial).

Fast forward al 21 luglio, primo giorno di prove: dopo un po’ di fila per la registrazione, entriamo allo stadio ed iniziamo a provare. Quel giorno siamo solo chitarre (le altre sezioni provano prima e dopo di noi, o nel caso dei cantanti in un luogo a parte). Iniziamo tutti cauti (era stato fatto un po’ di terrorismo sul tenere volumi moderati e portare amplificatori piccoli), ma il Maestro dopo 30 secondi di prove ci dice di alzare a palla l’amplificatore, e per la prima (ed unica?) volta nella mia vita metto il master volume del Fender Mustang I a 9/10 e il volume della Fender Stratocaster a 9/10, e nonostante questo pi√Ļ che sentire con l’udito sento dentro me stesso l’amplificatore durante i brani (e sono solo 20 Watt a stato solido!).

Se volete avere una vaga idea di come potrebbe suonare “Seven nation army” in mezzo a 250 chitarristi…

Chiaramente sentite solo noi, gli altri strumenti non ci sono ancora e la base è in cuffia.

Tra il venerd√¨ ed il sabato pomeriggio proviamo prima con bassi e batterie, poi con i cantanti, poi con tastiere, violini e cornamuse (!) la scaletta: certe canzoni sono un po’ noiose, altre sono qualcosa di fantastico, e si percepisce gi√† cos√¨ che sar√† un’emozione unica, pur non riuscendo a sentire praticamente nessun altro a parte le batterie (bassi, cantanti e tutti gli altri strumenti sono troppo lontani e rivolti verso gli spalti perch√® noi si riesca a percepire qualcosa).

Sabato sera la prova generale, con tanto di registrazione audio e video. Tutti i musicisti entrano allo stadio dalla curva lato ferrovia: un’emozione entrare sul prato tutti in fila in mezzo ai riflettori, anche se lo stadio √® in realt√† vuoto. Un’emozione anche quando, tra un accordo e l’altro, si ha tempo di¬†pensare al fatto che si sta veramente suonando in una situazione unica e non dico irripetibile, ma sicuramente molto particolare.

Il concerto

Domenica 24 luglio: entriamo allo stadio dopo una lunga coda, perch√® l’ingresso √® scaglionato e siamo in ritardo: √® piovuto tutta la mattina, ed i tecnici stanno piano piano riattivando la corrente a tutti gli amplificatori. Per fortuna funzioner√† tutto. Posizioniamo lo strumento, proviamo l’amplificatore, poi fuori dal campo.

Passiamo due lunghissime ore seduti in curva, ad osservare lo stadio che va a riempirsi, mangiucchiando la cena: per quanto mi riguarda, un certo nervosismo inizia a farsi sentire, e dopo mezzo panino non riesco pi√Ļ a mandare gi√Ļ altro. E’ vero, nessuno sentir√† mai quanto sto suonando, ma io voglio fare comunque una cosa precisa e pulita, e per questo durante il concerto sar√≤ quasi sempre nella mia posizione, mentre tanti si muovono verso gli spalti o addirittura staccano l’amplificatore e corrono di qua e di l√† anzich√® suonare.

Finalmente, alle 21:00, entriamo sul campo come la sera prima, questa volta accolti dagli applausi di 15’000 persone. Prendiamo posizione, attendiamo che tutti si sistemino (le chitarre entrano per prime), e finalmente si parte.

Vi ho messo due video girati dai miei genitori ed il video ufficiale uscito finora, con “Rebel rebel”. Quando il giorno dopo andr√≤ a sentire i primi video, finalmente sentir√≤ i cantanti ed i bassi (e tutti gli altri strumenti), che mai avevo sentito per 4 giorni di prove e concerto.

Quindi?

Quindi un’emozione unica, un’esperienza indimenticabile: la prima volta in cui uso in pubblico la chitarra elettrica (finora mi era capitato di usare in pubblico solo quella acustica), la uso davanti a 15’000 persone in uno stadio, nella versione pi√Ļ loud possibile. Anche le sudate durante le prove sotto il sole, le due corde rotte durante il concerto (!), le file per la riconsegna delle cuffie, l’attesa prima dell’inizio: tutte cose che si possono rifare altre 2, 5, 10 volte (magari le corde rotte no…), pur di poter ripetere una simile avventura!

Siamo ora tutti in attesa di ulteriori video ufficiali o (pi√Ļ probabilmente) delle riprese e registrazioni ufficiali dell’evento.

La scaletta

Setlist
1) Bitter Sweet Symphony
2) Come Together
3) Gold on the ceiling
4) Born to be wild
5) Jumping Jack Flash
6) It’s a long way to the top
7) C’mom everybody
8) Seven Nation Army
9) Blitzkrieg Bop
10) Smell like teen spirit
11) Rebel Rebel
12) Police on my back
13) People have the power
14) Rockin in the free world
15) Song 2
Encore
1) Bis Rebel Rebel
2) Medley
3) Learn To Fly

Le canzoni migliori (per me): “Rockin’ in the free world”, “It’s a long way to the top”, “Smells like teen spirit”, e naturalmente il medley con i riff pi√Ļ famosi dei Led Zeppelin (e due riff di Jimi Hendrix, but who cares about him!).

L’effetto di queste canzoni, finora sentite solo dal centro del gruppo dei chitarristi, √® qualcosa di unico; a distanza di un mese, ogni volta che mi passa in testa l’attacco di “It’s a long way to the top” dopo il primo assolo di cornamuse, ho in testa l’immagine dei batteristi che battono il quarto sui tom con una mano e tengono l’altra alzata in aria, e mi viene la pelle d’oca.

All’inizio del post ho messo alcune foto: la maggior parte mie, un paio fatte dai fotografi ufficiali. Al momento non ci sono foto ufficiali in cui ci sia anche io, se non l’ultima della serie, in cui mi vedete di sfuggita in alto a sinistra (la tracolla “Crime scene” gialla √® inconfondibile).

Un enorme grazie a Federico, che ha scoperto l’evento e che ha dato inizio a tutto questo, ed a tutte le amiche e gli amici che sono venuti a Cesena a dare il loro supporto (ed a godersi l’evento ūüėÄ )!

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La mia playlist del 2015

Mi √® stato fatto notare, recentemente, che √® parecchio che non pubblico pi√Ļ niente su questo blog!¬†Quale modo migliore se non riprendere con la mia playlist delle 10 canzoni che hanno ossessionato perseguitato reso musicalmente interessante questo 2015? Il range √® piuttosto vario, sia come generi che come data della scoperta (alcune canzoni le conoscevo da anni, altre sono entrate nella mia libreria musicale praticamente un mese fa).

In fondo al post trovate un link alla playlist su Youtube, qui sotto invece un elenco delle canzoni con una motivazioncina…¬†in alcuni casi personale, quindi pu√≤ avere senso solo per me ūüôā

  • Blackmore’s Night – Village lanterne se me lo chiedete oggi, ritengo sia la miglior canzone dei BN: non ha grandi assoli di chitarra, tutto sommato, ma datemi un climax ed io sono contento, a prescindere dal genere
  • Bruce Springsteen – Tougher than the rest una signora canzone d’amore, in pieno stile Springsteen (quindi non smielata ma quasi dura), con tanto di pezzo d’armonica (quasi) facilmente suonabile… e poi, anch’io voglio un cravattino texano!
  • Colin Hay – Waiting for my real life to begin scoperto grazie a Scrubs: un testo eccezionale, e rappresenta un po’ anche il mio stato attuale, in attesa che la vita vera abbia inizio… ūüėČ
  • Florence + The Machine – Shake it out anche questa scoperta grazie ad un telefilm (HIMYM): altro testo molto bello, sul peso dei rimpianti ed in generale del passato, e di come sia difficile staccarcisi a volte
  • Glen Hansard – Bird of sorrow new entry (scoperta direttamente al suo al live all’Alcatraz), ed in questo momento la mia canzone preferita di Glen: inizia triste ma arriva ad essere speranzosa, e la parte “incazzata” √® trasmessa con il grandissimo trasporto tipico del cantante irlandese; il significato malinconico e romantico √® poi da brividi… se solo fosse facilmente cantabile!
  • Glen Hansard & Marketa Irglova – When your mind’s made up canzone piuttosto nota (da me), entra in classifica perch√® √® tutto sommato fattibile cantarla e la parte “incazzata” aiuta a sfogarsi quando necessario…
  • Iron Maiden – Rime of the ancient mariner anche questa √® nelle mie playlist da un po’, ma quest’anno ho comprato “Powerslave” e quindi l’ho ascoltata molto di pi√Ļ: un capolavoro, riassume gli Iron Maiden alla grande: lunghi intrecci di chitarre e basso, una parte “sospesa” e poi il doppio attacco porta agli assoli…
  • Marketa Irglova – Crossroads entrata di recente: in generale adoro il pianoforte come strumento, e qui il testo √® davvero bello
  • Yann Tiersen – Comptine d’un autre ete – L’apres midi la motivazione √® la stessa: un gran pezzo per pianoforte
  • Augustin Barrios – Una limosna por el amor de dios (scoperta interpretata da John Williams, nella playlist la suona Ana Vidovic) pezzo classico stupendo: il tremolo resta un modo di suonare fantastico, e ribadisco come nessun altro tipo di chitarra, indipendentemente dagli effetti e dagli amplificatori usati (e, intendiamoci, ce ne sono che adoro) riesce a battere il suono delle corde di nylon di una chitarra classica…
[youtube https://www.youtube.com/playlist?list=PLHJ9R_JE8Edpctr255hENxMPOqCMXbS1f]

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Pi√Ļ o meno un anno fa, guardando lo stato dei pickup della mia Fender Stratocaster, ho visto tracce di ruggine, ed ho quindi fatto un po’ di ricerche per sostituirli. Poi, tra una cosa e l’altra, ho rimandato l’acquisto fino a un paio di settimane fa, quando ho finalmente deciso cosa comprare e che modifiche fare, ed il post qui descrive la nuova configurazione montata ieri.

La lista della spesa è piuttosto semplice:

  • un set di pickup Fender Vintage ’57-’62: il mio sito di fiducia (Thomann.com) aveva anche altri modelli, ma alla fine ho optato per questo set, che ha un suono abbastanza caldo e che in generale preferisco a fronte di altri modelli. Ho poi optato per un set della Fender per andare “sul sicuro”
  • un pickup Seymour Duncan SJBJ in posizione bridge: facendo un po’ di ricerche sui pickup, ho scoperto che esistono modelli humbucking a singolo slot, adatti quindi ad una chitarra che normalmente ha single coil; sulle Fender tipicamente le due configurazioni che vanno per la maggiore sono HSS o HSH, ovvero l’humbucking o solo al ponte o sia al ponte che al manico (esistono eccezioni, ad esempio Dave Murray degli Iron Maiden ha una configurazione HHH). Ora, a me il suono del single coil al manico mi piace veramente molto, e non lo sostituirei mai; al ponte, invece, l’idea di avere un pickup che dia un po’ pi√Ļ di spinta sulle parti distorte non mi dispiaceva affatto, e comunque un test ci poteva stare.
  • un selettore a 3 vie: dato che stavo mettendo le mani nella configurazione, due modifiche importanti: la prima era non collegare del tutto il pickup centrale: non lo uso mai, tanto che la sua manopola del tono √® sempre stata tenuta a zero, ed io personalmente salto sempre direttamente tra neck e bridge (vorrei dire “come Ritchie Blackmore”, ma non vorrei pensaste io sia anche solo vagamente vicino a quel livello: tutt’altro!). Non solo: nei brani con parti ad accordi pieni (tipicamente senza effetti), mi capita di fare ampi gesti con la mano destra e colpire accidentalmente il selettore, spostandolo dalla posizione neck ad una di quelle intermedie, introducendo per sbaglio il pickup centrale e cambiando completamente il suono. Ora, sar√† colpa mia perch√® forse dovrei fare gesti pi√Ļ piccoli, ma la questione rimane. Da qui la modifica: scollegato il pickup centrale, e sostituito il selettore a 5 vie con uno a 3: la via centrale l’ho cortocircuitata a quella in posizione “neck”, cos√¨ che anche un eventuale colpo al selettore lo sposterebbe dalla posizione 1 alla posizione 2, ma il suono non sarebbe in alcun modo cambiato. La posizione 3, naturalmente, resta per il pickup al ponte. Ho anche pensato per un po’ di collegare la manopola del tono rimasta “vuota” al pickup del ponte, ma alla fine non l’ho fatto.
  • un po’ di nuove molle per il tremolo: quelle vecchie cigolavano… -_-

Ieri ho quindi aperto la Fender, scollegato i vecchi pickup e collegato quelli nuovi, cambiando anche il selettore: un buon lavoro di saldatura, e per fortuna tutto funziona perfettamente ūüôā

Foto

Un po’ di foto: i vecchi pickup con i loro collegamenti, i nuovi pickup con i loro collegamenti, due appunti su come erano e come sarebbero diventati i collegamenti elettrici (onde evitare casini).

Old pickups

Old pickups

Old pickups wiring

Old pickups wiring

New pickups wiring

New pickups wiring

New pickups

New pickups

Old wiring schematics

Old wiring schematics

New wiring schematics

New wiring schematics

Il suono

Ho fatto un paio di registrazioni rapide per mostare il suono; non ho una registrazione recente dello stato delle cose prima del cambio di pickup, quindi non ho un confronto immediato. Tutte le registrazioni sono state fatte collegando la chitarra al computer e registrando su Ableton Live 8, utilizzando Amplitube 3 per emulare le testate degli amplificatori.

La prima registrazione √® una semplice improvvisazione con overdrive: pi√Ļ o meno a met√† dell’assolo si sente il pickup al manico, mentre nel resto dell’assolo e nell’accompagnamento uso l’humbucking. La testata (emulata) √® un Fender Super-Sonic, cui aggiungo il buon SD1 della Boss per l’assolo.

La seconda registrazione √® il solito tema di “The rock”, qui usato per testare la distorsione: il primo assolo¬†e l’accompagnamento usando l’humbucking, mentre il secondo assolo¬†usa il pickup al manico. La testata (emulata) √® un Fender Metalhead, cui aggiungo il DS1 della Boss, e nel primo assolo sia il Wah della Dunlop (solo per accentuare il feedback) e l’RV5 (per dare ancora pi√Ļ reverbero).

Una¬†nota: il mixing potrebbe non essere eccezionale, era la prima volta che usavo Ableton (pi√Ļ o meno costretto, diciamo…).

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Pongo la domanda: secondo voi una volta erano pi√Ļ bravi a fare colonne sonore rispetto ad oggi? In particolare parlo dei telefilm.

Mi spiego: sono un feticista delle colonne sonore, genere che ritengo mio preferito (a pari merito con l’hard rock), e ne ho diverse di film e anche di videogiochi, pi√Ļ o meno apprezzate ed apprezzabili. Non avevo mai fatto troppo caso alle colonne sonore proposteci dai telefilm, e per colonna sonora intendo la musica che viene trasmessa¬†durante il telefilm, e non la sigla iniziale (qui ce ne sono di carine anche oggi, anche se a causa di questo mondo consumistico del c***o i produttori fanno di tutto per guadagnare secondi di quei miseri 40 minuti che si ritrovano per fare una puntata, e le sigle sono diventate pressoch√® inesistenti (Lost docet); per dire, Nara di¬†Cold Case mi emoziona tanto quanto il tema di¬†Twin Peaks, per quanto probabilmente non godr√† della stessa fama di quest’ultima – negli anni ’80 i telefilm di 1 ora duravano 50 minuti. Per dire.).

Dico questo perch√® sto guardando nelle ultime settimane due esemplari di telefilm tratti direttamente dagli anni ’80:¬†Remington Steele e¬†Moonlighting (che vengono di fatto dallo stesso background, dato che hanno un produttore in comune almeno inizialmente, ed entrambi hanno lanciato le carriere del buon¬†PB e del buon¬†Bruce Willis. Non mi soffermo sulle caratteristiche in s√® delle storie (carino il primo, forse addirittura meglio il secondo, se vi mancano guardateli!), ma sul fatto che hanno delle musiche che mi colpiscono. Ed √® una novit√†, per quanto mi riguarda.

Pensateci: on top of your heads, nominatemi un telefilm di cui vi ricordiate le musiche. A me ne vengono in mente tre (e solo tre) in 28 anni di telefilm guardati:¬†Battlestar Galactica (ho comprato il CD, principalmente per¬†All along the watchtower, ma tutta la terza stagione √® niente affatto male!) e¬†Cold case¬†(qui potreste notare come io non distingua tra musiche composte appositamente e musiche scelte tra le esistenti, ma soprattutto per i telefilm non si possono separare questi due piani; questo secondo telefilm ad esempio √® un fiorire di scelte musicali che seguono l’anno temporale del delitto di turno, e sono spesso molto belle e molto azzeccate (una su tutte,¬†Stolen Car nella puntata 3×11)). Il terzo √®¬†Prime Suspect, versione US, che per√≤ √® durato solo mezza stagione (ma che secondo me aveva una musica rock sporco bellissima, e gi√† la sigla lo dimostra anche se non a sufficienza).

Ora, confrontate quanto appena detto con le musiche, ad esempio, delle puntate 3×08 (Puzzled Steele e la sua musica greca) o 2×21 (Hounded Steele ed il tema durante la rapina) di¬†Remington Steele, o ancora meglio la musica che ruota attorno alla 2×08 (Portrait of Maddie, partite da 12.30 ed arrivate fino a 16.00) di¬†Moonlighting. Poi magari anche all’epoca di tanti telefilm non si ricorda pi√Ļ nulla… Dico questo perch√® non guardavo pi√Ļ telefilm di quegli anni da quando stavo a casa con l’influenza alle medie/superiori, ed ora ne trovo 2 su 2 memorabili e questo mi d√† da pensare.

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Al secondo tentativo sono riuscito a saldare correttamente l’effetto tremolo preso su Musikding, ed a testarlo assieme al fuzz preso tempo fa; in foto alcuni momenti del montaggio e del test prima di inscatolarlo (ho tagliato in due un cavo mono e ne ho sistemato le estremit√† senza jack per poterle collegare ad una breadboard), il file audio √® un insieme piuttosto casuale di accordi con il tremolo attivo ed il fuzz inizialmente attivo e poi spento.

Devo ancora testare a fondo le diverse impostazioni del primo, che comunque pare funzionare bene, mentre il secondo ha un leggero ronzio di fondo poco piacevole, per il resto è abbastanza divertente.

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Fuzz Face Silicon

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Oggi ho finalmente dato gli ultimi ritocchi al nuovo pedale – effetto per chitarra: un Fuzz Face con transistor al silicio DIY!

Qualche mese fa, durante un periodo di esplorazione elettronica, ho infatti scoperto questo sito: vendono diversi componenti per costruire effetti per chitarra, e nel caso non si abbiano idee in proprio, si possono comprare kit gi√† pronti. In particolare, quello in questione si trova qui. L’ho ordinato a suo tempo, facendo l’errore (se di errore si pu√≤ parlare) di comprare l’enclosure intatta, con i buchi da fare; questo ha comportato il fatto che il circuito sia stato saldato qualcosa come quattro mesi fa, ma ho potuto provarlo solo ieri sera.¬†Per una serie di vicende sparse, infatti, solo questa settimana ho fatto preparare i buchi per le manopole, gli ingressi e le uscite (thanks dad!), e ieri pomeriggio ho saldato l’insieme e tra ieri ed oggi ho provato qualche settaggio.

Premetto che io sono un amante di questo effetto, che √® giusto il passettino successivo rispetto all’overdrive, che in generale √® il mio effetto preferito (assieme al riverbero, tanto per dare a Cesare quel che √® di Cesare); ora, per quanto riguarda il pedale in questione, gi√† il fatto che funzioni √® un piccolo successo; il suono non √® male (anche se quando si parla di Fuzz tutti noi abbiamo in mente Gilmour, che sfodera il suono perfetto che una chitarra elettrica possa mai avere), anche se sto ancora cercando un’impostazione ottimale per il trimmer interno (che si regola a mano e non tramite manopola). Settimana prossima avr√≤ la possibilit√† di provarlo sulla Fender (qui a casa ho infatti la Danelectro), e per allora registrer√≤ un campione sonoro.

Unico difetto, se vogliamo: la scatola consigliata √® veramente piccola; per dire, non ho montato la clip per la pila da 9V, dato che secondo me non ci sarebbe mai stata al suo interno. D’altro canto, senza pila utilizzo un alimentatore, con il quale ho dei problemi di ground loop ancora irrisolti (e che mi sfugge da dove saltino fuori, peraltro, ma questa √® un’altra storia).

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Mi prendo la briga (e di certo il gusto) di scrivere due righe su quello che penso della musica rockettara dei decenni passati, ispirato da due chiacchiere fatte via chat col buon Ale. Se non siete d’accordo, eh purtroppo… commenti antipatici verranno censurati senza preavviso (se volete la libert√† d’opinione, non cercatela su questo blog!) ūüėČ

Ora, non √® che a me non piaccia la musica degli anni ’80, o che non ascolti metal o rock di quel decennio (vedi Metallica o Bryan Adams, per citare un esponente di ciascuno dei due generi); semplicemente, gli anni ’70 erano un altro mondo, la chitarra elettrica era un altro mondo, gli effetti erano un altro mondo. Devo premettere che sono un convinto¬†worshipper dell’overdrive invece della distorsione, e che per quanto mi riguarda il primo effetto accoppiato ad un riverbero √® tutto ci√≤ di cui c’√® bisogno per fare un adeguato casino; la distorsione spinta di un gruppo heavy metal √® semplicemente troppo: certo, di tanto in tanto si sente il bisogno di spararsi violenza gratuita nelle orecchie (io in genere festeggio la scrittura di buon codice con¬†Eruption, e le incazzature con¬†St. Anger), ma la classe con cui i chitarristi degli anni ’70 trattavano il proprio strumento e le note che ne cavavano, √® tutta un’altra cosa.

Altrimenti, come si spiega il fatto che dagli anni ’80 in poi gli assoli live sono assolutamente identici a quelli fatti in studio? Identici nota per nota… un Jimmy Page o un Ritchie Blackmore non hanno mai fatto due assoli uguali in tutta la loro carriera, e solo cos√¨ puoi prendere un¬†Dazed & confused da 6:26 minuti e tirarne fuori un’esibizione da 27:59 minuti (live in¬†The song remains the same), o prendere uno¬†Space Truckin’ da 4:33 minuti e transformarla in 19:54 minuti (live in¬†Made in Japan) – ovviamente devi avere una band adeguata che ti supporta, il chitarrista non √® tutto in una canzone di mezz’ora.

Per non parlare dei virtuosi metallari che ci sono in giro: certo, anch’io ascolto qualche canzone di Malmsteen, ma sinceramente dopo qualche minuto un po’ la voglia ti passa, dato che per il 90% delle canzoni ti mostra quanto √® bravo a correre su e gi√Ļ per la tastiera della sua Fender (e tanto di cappello, intendiamoci), ma vogliamo mettere con un¬†Child in time, che ti mostra quanto tu possa comunque fare un assolo veloce ma significativo? Per non parlare di quest’assolo, assolutamente improvvisato (pur sulla base della versione studio), e che per quanto mi riguarda ad oggi √® il miglior assolo che io abbia mai sentito (con il miglior suono che io abbia mai sentito)…

P.S.: non so se definire quasi poetico il fatto che questo post sia scritto mentre ascolto Enya…

P.P.S.: in questo post ignoro il punk, perch√® pur essendo fenomeno pre-anni 80, sopprime del tutto gli assoli di chitarra, e per quanto mi riguarda una canzone senza un’assolo di chitarra √® come una scopata senza l’orgasmo.

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Danelectro

Danelectro

New entry nello Studio Siv! E non dico altro… (e se non avete capito, cfr. Wikipedia)

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Qualche giorno fa Repubblica titolava del boom della musica legale su Internet, e conseguente calo della pirateria, anche nel mercato italiano, essenzialmente grazie alla presenza di nuove offerte per gli utenti. E’ un’ovviet√†, come noi sosteniamo da anni: nel momento in cui l’ascoltatore ha dei modi decenti e moderni per acquistare i brani dei propri artisti preferiti, li utilizzer√†; ed ecco quindi l’impiego del digitale, i negozi online, l’acquisto della singola canzone, le offerte, ora anche la musica nella cloud¬†e la possibilit√† di ascoltarla ovunque e da qualunque dispositivo.

Scrivo questo perch√® in questi giorni, sar√† un momento particolarmente sfortunato, continuo a cercare tablature¬†su Internet e ad imbattermi in annunci di chiusura, ritiro della “merce” dal sito et al. per problemi legali etc etc etc. Ora, la questione qui non √® che le case discografiche non vogliano che la gente sappia che note suonano i loro artisti, ma suppongo l’idea sia di acquistare i loro¬†libri cartacei con le suddette note.

Ora, torniamo all’esempio di prima: vi sembra un quaderno cartaceo un metodo moderno¬†di “scoperta” dei “segreti” di un brano? Probabilmente un libro del genere costa pi√Ļ del CD originario e non conterr√† mai le tracce di tutti gli strumenti, per non parlare del fatto che quasi nessuno vende le basi delle proprie canzoni (cos√¨ da permettere a gente come il sottoscritto di poter provare un brano assieme alla sua base); io non credo che manchi il mercato, manca la volont√† di andare incontro al mercato. Ed allora un appassionato in giro per il mondo si sbatte¬†notevolmente per trascrivere un brano (mi √® capitato di farlo e volano via le ore), lo pubblica sul Web e magari riceve valutazioni positive dagli altri utenti, per poi vedere quella tablatura eliminata senza un motivo valido e decente (posso capire la pirateria, ma qui…).

Se una casa discografica mi permettesse di spendere qualcosina e di acquistare l’archivio ufficiale con i files di Guitar Pro (tanto per dirne uno) di tutte le canzoni di un CD, con tutte le tracce trascritte in modo decente, io sarei anche disposto a spendere; invece questa possibilit√† non mi viene data, ed allora devo rivolgermi al Web ed ai files preparati da altri, a volte precisi a volte meno precisi, e ritrovarmi di fronte a questi messaggi (stupefacenti? anacronistici?).

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