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Cristo, ma le vedevi le strade?
Anche soltanto le strade, ce n’erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voi laggiù a sceglierne una.
A scegliere una donna.
Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire.
Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce, e quanto ce n’è.
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla? A viverla…

Playin'…

Finalmente qualcuno mi ha fatto una foto mentre suono!

Eric Clapton - Wonderful tonight (acoustic version)

Eric Clapton - Wonderful tonight (acoustic version)

Certo, non era esattamente quello che pensavo, ma tant’è… in figura mi vedete impegnato (notare il livello di serietà, please) nell’assolo di uscita di “Wonderful tonight” di Eric Clapton, nella fattispecie in versione acustica (dato che spostare la chitarra elettrica da un piano all’altro di casa non è agevole, quantomeno non è agevole come prendere la classica e scendere le scale…)!

Se un signore indica con un dito, l’imbecille guarda il dito.

Estremamente interessanti, quantomeno i primi 4 minuti, di questo video con il buon Seigo che parla dei formati aperti contro i formati chiusi; ho categorizzato il post come “Varie”, dato che in realtà parla della cultura dell’umanità più che del problema informatico in sè.

Oggi ho assistito alla seconda presentazione del corso di “Basi di dati 2”, ed in particolare quanto mostrato da Microsoft, così come quanto aveva mostrato IBM lo scorso autunno, fanno veramente riflettere sul valore aggiunto dell’integrazione fra i componenti, forse quel campo dove il software libero ha ancora qualcosa da dimostrare.

All’epoca IBM aveva mostrato come, utilizzando Websphere, con pochi click si poteva partire da una tabella di un database ed ottenere un servizio Web in deployment completo, pronto ad accettare interrogazioni o commit; con altri tool era altrettanto semplice ottenere una libreria che sfruttasse tale servizio e lo esponesse come semplice chiamata di funzione. Oggi Microsoft ha mostrato, usando Visual Studio e SQL Server, come con parecchi click del mouse, ma in ogni caso meno di quanti ne sarebbero necessari senza, si possa mettere in piedi un DB ad hoc per una Data Warehouse, come sfruttarlo per precalcolare i dati, come integrarlo “seamlessly”con ad esempio Excel, per ottenere un foglio di calcolo a mo’ di tabella pivot, con i grafici a barre direttamente nello sfondo delle celle (spettacolo! mi mancava questa funzionalità di Excel 2007!)…

Ebbene, l’integrazione è perseguita nel mondo dell’open source, ad esempio con Eclipse o con KDE, ma secondo me ci manca ancora qualche passo per raggiungere livelli di quel tipo!

Elegia

Ok, ho chiamato il post “Elegia” ma non ho intenzione di fare un poemetto così su due piedi, bensì di spendere due parole per una persona di cui sono stato al funerale questa mattina.

Alla fine della settimana scorsa è infatti venuto a mancare il dott. Marco Bono, presidente dell’associazione MeglioMilano, per cui e con cui ho lavorato negli ultimi nove mesi. E ciò che voglio dire qui, pur potendo sembrare retorico, è che, per quel poco che ho potuto conoscere di lui (quale può essere il rapporto tra il presidente ed uno stagista), è sicuramente stata un’ottima persona: poteva doverti dire due cose, ed allora rimaneva con te a parlare per un’ora, raccontandoti aneddoti sparsi nella sua vita di manager in giro per le aziende di Milano e nel mondo; e da come parlava, poteva divertirti per come prendeva un po’ in giro alcune personalità “bizzarre” del mondo “in” cittadino, oppure farti riflettere su come ci si dovrebbe comportare ovunque si lavori e qualunque posizione si occupi, sia nei confronti dei propri sottoposti sia in quella dei propri superiori.

E qui voglio riportare un aneddoto che ci ha raccontato almeno un paio di volte, e che può mostrare com’era lui nel suo lavoro ma penso sia simbolo di come ci si deve comportare nella vita, e voglio scriverlo qui per ricordarmelo un giorno in cui possa tornare utile anche a me.

Raccontava che ad un certo punto, parecchi anni fa, lavorava come manager in un’azienda (di cui non ha mai fatto il nome), e vedeva come gli altri manager a lui sottoposti arrivavano al lavoro con comodo, in tarda mattinata, e facevano praticamente i cavoli propri, non avendo l’obbligo di timbrare il cartellino, come invece doveva fare chi lavorava come dipendente. E lui, persona che era in ufficio alle 7.30, ad un certo punto decise che si trattava di una questione di rispetto verso gli altri, ed impose l’obbligo del cartellino: allora quelli gli scrissero addirittura lettere minatorie, ma lui non demordette, ed anche quei manager iniziarono ad andare al lavoro all’orario giusto.

Ebbene, io non ho ovviamente prove dell’autenticità di questo racconto, ma da com’era raccontato direi che era autentico, ed è così che voglio ricordare Marco Bono.

Requiescat in pace.

Il desktop semantico

Vi riporto un mio intervento in un thread di Slacky.eu, in cui la discussione era partita da altro ma è arrivata con il sottoscritto che difende il desktop semantico (l’originale lo trovate qui):

[…] Sì, sono ingegnere informatico, e ammetto di scaldarmi un po’ perchè personalmente trovo l’idea del [desktop/web] semantico come molto promettente ed eccitante; continuo tuttavia a trovare ingiusto paragonare motori di ricerca come google ds o tracker o beagle o quant’altro a nepomuk ed affermare che sono la stessa cosa, perchè se magari qualcuno può obiettare che siano così magari le implementazioni odierne, partono da presupposti diversi ed evolveranno in modo diverso: i primi sono motori di ricerca “stupidi”, ovvero che indicizzano tutto il testo di tutti i tuoi documenti e, a fronte di una ricerca da parte tua, ti restituiscono i risultati contenenti la frase esatta che tu hai inserito come criterio di ricerca, piuttosto che quelli contenenti il maggior numero di parole chiavi etc.
La semanticità di Nepomuk invece parte dal presupposto che ciò che conta siano le relazioni tra le cose, tra i documenti: è chiaro che parte dai metadati e dalle parole, mica può inventarsi un’idea, tuttavia ha la pretesa (che magari scopriremo essere sbagliata o irraggiungible, alla fine) di poter fare una ricerca “intelligente” (dove il solo definire “intelligente” meriterebbe un libro, perciò nel caso vi rimando ai libri di AI o in mancanza di quelli alle pagine di Wikipedia sull’argomento), di poterti dire un documento da dove veniva, chi te lo aveva mandato, a quali immagini (che hai salvato da qualche altra parte) fa riferimento, quali altri documenti hai che trattano le stesse cose, dove per “stesse cose” non intendo le stesse parole, ma le stesse parole usate con lo stesso significato.
Sotto la parola “semantico”, che tu dici essere un termine difficile/poco usato (dal pubblico) e quindi che attira molto, ci sono anni di studio in branche dell’intelligenza artificiale e della matematica, logiche apposite sono state teorizzate e sviluppate per implementarne le idee. Ed io, da informatico, non posso che credere che questa idea sia veramente una cosa nuova, e che se applicata come si deve possa veramente portare a qualcosa di diverso. Magari in KDE 4.2 non sarà all’altezza delle aspettative, ma bisogna pur partire!
(Il lato web semantico è offtopic, ma nel caso puoi andarti a vedere l’esempio introduttivo dell’articolo originale di Tim Berners-Lee del 2001, dovresti trovarlo sul sito del W3C…)

Mi è appena capitato, in una fase di zapping rapido, di guardare un paio di minuti di “Amici”, dove c’era un responsabile della casa discografica che sta pubblicando il CD fatto da ‘sti pagliacci (massimo disprezzo, naturalmente, sia di Amici come di X-Factor che parte domani); allora, il personaggio in questione ciancia un po’ di cavolate varie sull’opera magnifica prodotta dal branco, poi cerca di invogliare il pubblico a comprare musica originale, tra l’altro ‘sto CD dovrebbe avere un prezzo potabile.

E fin qui tutto bene: io stesso ho solo musica originale, di cui ho il disco o che ho comprato online su iTunes, e ci tengo ad avere un repository pulito pulito e del tutto legale.

Il peggio è che successivamente, “a concludere”, il tipo dice “… mi ricordo che quando ho iniziato a lavorare in questo campo, 15 anni fa, potevamo permetterci di seguire/pubblicare (non ricordo le parole esatte) 10 emergenti come voi; oggi, a causa della pirateria, possiamo seguirne magari solo due o tre…”: EH? Ma stiamo scherzando?

Sono d’accordo che ne possono seguire un quarto: la pirateria infatti porta via soldi (anche se su questo gli studi di settore non concordano) a loro, a questi st***zi delle case discografiche, che guadagnano un casino di soldi praticamente senza far nulla! Che non vengano a piangere sulle spalle dei consumatori, che si ritrovano a dover spendere più di 20 € per album di 40 minuti 40 (vedi Amy Winehouse o l’ultimo di Bryan Adams)! Se loro guadagnassero un decimo di quello che guadagnano ora, rimarrebbero comunque multimilionari e forse potrebbero lo stesso pubblicare più gente giovane!

Il problema è enorme, ed il mondo discografico mondiale è ad anni luce dal risolverlo, perfino quello filmografico, le major del cinema, sembra più propenso ad adattarsi al mondo del Web rispetto a loro! Ed infatti, la gente inizia a pubblicarsi la musica in proprio, ed ecco allora chi ha già i soldi, come Radiohead o Coldplay o Paul McCartney, che permettono all’utente di scegliersi il prezzo della loro opera, o i giovani che usano social networks come MySpace come trampolino di lancio, alla ricerca di fare colpo su queste maledette major ed il loro strapotere, i loro strasoldi e la percentuale estremamente bassa che riversano all’artista stesso, che se vende milioni di dischi allora guadagnerà in proporzione, ma se rimane un prodotto di nicchia come tirerà avanti?

Il musicista, maledizione, non deve guadagnare sul CD, il suo obiettivo non è quello, bensì portare la gente ai concerti, dal vivo, dove sicuramente dà maggior soddisfazione suonare e dove c’è la vera fonte del guadagno (anche se, pure sui biglietti dei concerti ci sarebbe da uccidere qualcuno…).

E allora, per chiudere: di nuovo, che questi personaggi incravattati nei loro completi da x mila euro non vengano a piangere su di noi, quando loro stessi per primi non riescono ad adattarsi al mondo nuovo che li circonda: vogliono rimanere nel loro piccolo orticello, bello verde di moneta sonante, e fanno di tutto per tenerlo così com’è, senza capire che il terzo millennio va in altre direzioni, e presto o tardi anche loro dovranno adattarsi.

Innanzitutto: buon 2009 a tutti!

Io, per parte mia, devo dire che questo anno si prospetta niente male, anche se per un giudizio vero e proprio sarà necessario aspettare che finisca la sessione d’esami che s’appropinqua, comunque i presupposti ci sono tutti!

Non ci sono tantissime novità, sono state due settimane di studio e gioco: ho finito 3 videogiochi (quasi quattro): Ghost Recon Advanced Warfighter (nel secondo sono agli sgoccioli, con un paio di giorni in più… 😀 ), Rainbow Six Athena Sword e Rainbow Six Vegas: ormai sono un maestro degli FPS strategici!

Ho pubblicato un vagone di aforismi, ora non si vedono più in home page perchè mi sembrava sinceramente eccessivo farli vedere mescolati con i post, per il momento per vederli dovete entrare nella categoria qui di fianco, presto metterò una pagina dedicata (appena capisco come cavolo si fa); ho ordinato su ePrice l’eeeBox, bianco, che dovrebbe arrivarmi a giorni: una bella spesa, ma finalmente avrò un fisso da mettere in camera da letto a casa! Devo procurarmi uno schermo…

Qui a Milano una neve davvero spettacolare, anche se non il massimo per girare in valigia, ma non posso che definirla stupenda! Da me, naturalmente, neve neanche a parlarne, anche se la brina…

Brina mattutina

Brina mattutina

Gad Lerner

Gli spazi per far crescere nell’Islam di casa nostra una visione alternativa al fondamentalismo e all’antisemitismo ci sarebbero, se superassimo la non politica delle porte sbattute in faccia.