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Posts Tagged ‘chitarra’

Mustang!

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Nuovo amplificatore nello Studio Siv! Naturalmente programmabile via usb…

Maggiori dettagli seguiranno…

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Giusto un parere, per chi ha voglia di commentare: non vi pare che il selettore del pickup delle Stratocaster sia un tantino “in mezzo alle scatole”?

I mean, mi capita di selezionare il neck pickup per magari fare qualche sezione di accordi pieni (quindi non powerchord), e se non si sta attenti si rischia, nella foga, di “colpire” il selettore e spostarlo dalla posizione selezionata, che è quella più alta e quindi più vicina alla sezione delle corde, e questo perchè esso si trova esattamente sotto alla zona centrale in cui si percuotono le corde stesse.

Se penso al selettore delle Gibson, o anche a quello delle Telecaster, in entrambi i casi sembra posizionato in modo da non poter essere accidentalmente colpito!

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Bending waves

Vi siete mai chiesti che forma d’onda abbia un bend? Ebbene, ecco fatto:

Forma d'onda

Forma d'onda

Scoperta per caso, mentre registravo su Ardour: notate come la forma si sposti verso l’alto (rispetto allo zero) mentre la nota si alza… ah, dimenticavo, ecco cosa stavo suonando: Bend.

Se non avete mai registrato nulla, sappiate che di solito l’onda ha un picco iniziale e successivamente degrada verso lo zero uniformemente, anzichè piegare verso l’alto in quel modo. Aggiungo anche lo spettro, non tanto perchè sia altrettanto interessante (o forse lo è? E’ passato troppo tempo dall’esame di segnali…), quanto perchè è colorato e carino da vedere:

Spettro

Spettro

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Epiphone MM-30

Epiphone MM-30

Studio Siv si arricchisce di un nuovo strumento: un mandolino! L’Epiphone MM-30 è la new entry, acquistato due settimane fa come strumento relax, visto che ho lasciato le chitarre a casa ed avevo bisogno, tra un esame e l’altro, di avere delle corde sotto le dita.

Il giudizio al momento è buono, ho qualche canzone sottomano, al momento nulla di definitivo; appena riesco a registrare qualcosa (via microfoni, non è infatti amplificabile) lo pubblico!

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Con l’acquisto che ho fatto questo Natale, ed imitando un po’ la colonna di Dave Phillips su LinuxJournal, posso ora dire che Studio Siv apre i battenti!

Studio Siv altri non è che il mio set di apparecchiature per fare musica: computer e accessori, strumenti musicali ed accessori per registrare, riprodurre, remixare, etc etc etc. E’ da un po’ che raccolgo il necessario, e già un assaggio c’era stato la primavera scorsa (vero Nick?); ma solo ora che posso registrare la chitarra direttamente con il computer, sotto il diretto controllo di Jack, posso dire di poter iniziare a fare sul serio.

Studio Siv

La qualità non è eccelsa, ma il mio cellulare non è certo la fine del mondo; sulla sinistra, ecco il Behringer UCG102, un pratico ed efficare preamplificatore (totalmente compatibile con Linux, ofc) chitarra-USB, che viene visto e riconosciuto dal sistema come una scheda audio normale (ha anche un’uscita cuffie); l’ingresso, tuttavia, non accetta un microfono bensì il classico jack mono da 6.3″ comunemente usato dalle chitarre elettriche/elettrificate/amplificate/whatever (e peraltro anche l’uscita audio ha il medesimo jack, procuratevi un adattatore da 3.5″ stereo.

Il buon jackd viene efficacemente configurato per leggere da questa scheda e scrivere in quella audio standard del vostro PC (se volete usare la solita uscita audio del computer), e da lì a lanciare un buon set di effetti audio (Rakarrack) e/o un DAW (Ardour), il passo è breve…

Jam software

Il primo esperimento, lì inquadrato, è una cover degli Audioslave, “I am the highway”: non male, ma qualcosa di più impegnativo si prospetta all’orizzonte! In attesa di scrivere qualcosa di mio…

Ah, dimenticavo: buon 2010 a tutti! (primo post dell’anno 😀 )

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Corredo del buon chitarrista

Corredo del buon chitarrista

Ecco il corredo del buon chitarrista: non è spettacolare il capotasto mobile (che io continuo a chiamare barré, come si chiama la medesima azione fatta con l’indice della mano sinistra… deformazione professionale) della Dunlop?

Ma non siamo qui per parlare di questo, quanto dell’oggettino sulla sinistra: il famigerato slide. Dopo mesi che l’avevo acquistato e subito accantonato, anche perchè sulla chitarra acustica che ho qui a Milano fa un suono non proprio entusiasmante (che fosse meglio quello in vetro?), lo scorso weekend ho deciso di riprenderlo in mano, ed ho suonato per 4 giorni di fila quasi esclusivamente “Seven nation army” e “Catch the rainbow”, usando lo slide appunto.

Il risultato non è stato malaccio, e la leggera mancanza di precisione, che fa rassomigliarne l’uso al suonare un violino, con la necessità continua di correggere la posizione (vibrato essenzialmente), non è così terribile, specie nelle note ravvicinate: è presente infatti non solo in Jack White, che anzi fa della sua non sempre precisa posizione un tono caratteristico, ma anche nel buon Ritchie nella versione studio della seconda canzone (nei live che trovate su Youtube non usa lo slide).

Ora sto per aggiungere il terzo brano, che naturalmente non può che essere “Scar tissue”, ma devo riprenderlo un momento perchè non lo suono da una vita; l’unica differenza in questa terza canzone è che, a differenza delle altre due, qui sarebbe necessario anche l’uso del mignolo della mano sinistra, dito in cui porto lo slide stesso, data la presenza di un Fa maggiore: toccherà suonarlo solo su 4 corde, così da ovviare al problema.

Sorvolando su White, che va di powerchord quindi bastano tre dita (se non due), Ritchie era stato molto più furbo: solo open chords, così da evitarsi il problema…

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