I’m in! See for yourself: link.
Thank you KDE for accepting me: I will do my best in this summer for adequately replying to your trust.
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Ma qui, adesso, ora che l’animo è libero di respirare, quanto a lungo non ci è dato sapere, ora tutte le piccole cose del mondo si mostrano a noi.
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Have you journeyed to the springs of the sea or walked in the recesses of the deep?
Have the gates of death been shown to you?
What is the way to the abode of light? And where does darkness reside?
Have you comprehended the vast expanses of the earth? Tell me, if you know all this.
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Si sono inventati un fumetto su Ubuntu… i giapponesi, naturalmente! E c’è una vignetta spettacolare sull’uso della command line (quando spesso si accusa la distro di Canonical di non mostrare il vero cuore di Linux):
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Il post di stanotte è discretamente malinconico… vi avverto…
Negli anni ci siamo sempre di più abituati a conoscere e riconoscere i possibili caratteri distintivi delle persone: il cinico, il profittatore, il sognatore, il tecnico e così via; abbiamo sempre visto questi tipi negli “adulti“, nelle persone più grandi di noi, superiori a quella categoria a cui noi, prima adolescenti e poi “ventenni“, quel momento di passaggio, già grandi ma ancora studenti, appartenevamo. Sì, ci capitava di definire metà della nostra classe delle superiori come ipocrita, ma quello è il tipico comportamento del sedicenne incazzato col mondo; ci capitava di prendere per i fondelli il tipo che in classe (qualunque essa sia) interviene sempre, definendolo secchione o sfigato, ma è sempre stata un’etichetta un po’ così.
In questo ultimo anno, invece, mi accorgo sempre più che ora posso riconoscere queste figure tra le persone della mia età: non solo ora vedo le persone di destra e di sinistra, e come il partito cui votano segna in maniera più o meno profonda i loro gesti, ma anche la persona approfittatrice degli altri, oppure la persona che si fa nettamente solo gli affari propri; la persona che vorrebbe comandare tutti, piuttosto che quella che riesce a coinvolgere gli altri ed a mantenere un gruppo.
Anche oggi, la riprova che ci sono persone con cui non si può lavorare, neppure per uno come me cui va bene tutto sempre e comunque: quelli che denigrano il tuo lavoro e sanno solo criticarlo, ma appena gli chiedi qualcosa sanno solo parlare, parlare, parlare.
Siamo diventati adulti, siamo entrati nel mondo “vero“. E non ce ne siamo accorti.
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Potrei parlare della proposta Carlucci per Internet, naturalmente irrealizzabile da un punto di vista tecnico (ma qualcuno non può dirglielo? Che minchia di consulenti assumono?), potrei parlare della controproposta del PD, finalmente qualcosa di decente; potrei raccontare qualche pensiero dal raduno spirituale cui ho assistito (solo un’oretta, non di più…), ma questa volta andiamo su un argomento semiserio.
Il titolo è pretenzioso, ma il problema mi è venuto alla mente pensando a quando una qualche persona che conosco, che ha un problema con il suo computer, tenta di raccontarmi a distanza cosa non va, e mi rendo conto sempre più spesso che manca un vocabolario comune.
Ora, mi rendo conto che non possiamo certo pretendere che mi si venga a parlare di MOS piuttosto che di SDRAM o di superblocchi sul filesystem, ma quantomeno essere in grado di descrivere la situazione, le opzioni che ti trovi davanti, un’idea per quanto vaga di ciò che può essere successo, bè non credo sia troppo.
Ed il problema, spesso tema di discussione su Slacky.eu (anche se lì con temi spesso estremistici, data la quantità di utilizzatori di Slackware che si ritengono dèi in terra), è che la stragrande maggioranza degli utenti dei computer non sanno assolutamente nulla di quell’oggetto, nè un minimo di funzionamento lato hardware nè lato software: lo si usa come va va, e quando hai un problema cadi, anzi, piombi dalle nuvole.
Il motivo per cui non considero una cavolata l’ECDL, ad esempio, è proprio perchè ha una sua importanza ed un suo perchè: ti spiega come vanno le cose, a grandi linee magari ma te lo dice; potrà essere una base, potrà insegnarti software proprietario, ebbene non importa, ciò che conta è che tu assuma un certo linguaggio e sia in grado di parlare con la gente di ciò che fai, dei tuoi problemi, delle tue soluzioni.
Non è concepibile usare un computer come si usa una sega elettrica: per quest’ultima non hai bisogno di sapere come funziona un motore elettrico, l’accendi e tagli; un PC non lo si può accendere e basta, deve esserci un’idea di ciò che si sta accendendo!
Allo stesso motivo, sempre più nei corsi di laurea si insegna una qualche base del computer, sia essa “Informatica 1” per gli ingegneri o utilizzo base di una suite office per gli economisti; come è necessario, oggi arrivare in università con la conoscenza di una lingua straniera (o acquisirla sul posto), così dovrebbe esserci l’obbligatorietà di conoscere cos’è e come funziona (hw e sw, naturalmente) un computer.
Così che io e te siamo in grado di parlarci usando lo stesso linguaggio. Non sarebbe come l’inglese?
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Ok, this may be my first and last post about Summer of Code 2009!
I’m participating to the selections phase for a KDE Nepomuk project, about which I will write extensively if my proposal will be accepted, and here I’m publishing the application, in its original PDF version, to be linked from the SoC page on Google.
It contains almost the same things that I wrote in the application form, plus a couple of notes; anyway, without further ado, GSoC 2009 application!
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Ho un paio di idee che mi piacerebbe condividere qui sul blog, ed appena ho un po’ di tempo le scriverò; oggi però non posso esimermi dal linkare questo articolo, per mostrare ancora una volta l’ennesima porcata di un partito politico tra i peggiori che la Storia (e badate bene, quella con la ‘S’ maiuscola) ricordi.
Per questo scrivo che me ne voglio andare: voglio poter andare in un Paese dove la persona conti ancora qualcosa, invece che il nostro dove la persona non conta più niente, contano solo gli interessi neanche del partito, di un solo individuo: il presidente del consiglio (con tutte le minuscole, le maiuscole non le merita neppure).
Qualunque imprecazione non basterebbe per esprimere la delusione di questo schifo, e mi fa stare ancora più male il pensiero che c’è chi riterrà un successo il passaggio di questa legge, che come dice il buon Veronesi nega il diritto all’autodeterminazione di ognuno di noi.
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