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Matlab & Octave

Matlab & Octave

Oggi si è svolta la conferenza sul software libero, organizzata da Ingegneria Senza Frontiere – Trashware, cui abbiamo partecipato io e Sante per conto del POuL; la partecipazione non è stata molto ampia, tuttavia direi che i talk sono andati bene.

Pubblico uno screenshot di uno dei miei desktop di oggi, che ho mostrato al pubblico, con Matlab ed Octave entrambi in esecuzione con un grafico 3D di una funzione (scelta a caso, si trattava semplicemente di mostrare come entrambi i programmi siano intercompatibili (almeno fino ad un certo punto)): era troppo carina per non mostrarla…

Nepomuk features

Non posso non linkare un articolo su KDE Dot riguardante le features di Nepomuk: per chi pensa che non esista ancora, che sia inusabile e/o che Strigi si limiti a rubarvi cicli di CPU, bè ravvedetevi 🙂

Vai all’articolo

Molti dei migliori studi sul nuovo ordine politico ed economico hanno avuto come tema quella globalizzazione descritta in un recente articolo da Harry Magdoff: il sistema attraverso il quale una piccola elite finanziaria ha diffuso il proprio potere in tutto il mondo, facendo aumentare il prezzo dei beni e dei servizi, ridistribuendo la ricchezza dai settori a reddito più bassi (di solito nel mondo non occidentale) a quelli a reddito più alto.

iCTF 2009 - Desktop

iCTF 2009 - Desktop

Ingegneri! Preparate la colazione e mangiate tanto, perché domani sera ceneremo nell’Ade!

– È quest’operaio, – rispose il maestro, – che è venuto a lagnarsi perché il suo figliuolo Carlo disse al suo ragazzo: Tuo padre è uno straccione.

Il padre di Nobis corrugò la fronte e arrossì leggermente. Poi domandò al figliuolo: – Hai detto quella parola? Il figliuolo, – ritto in mezzo alla scuola, col capo basso, davanti al piccolo Betti, – non rispose.

Allora il padre lo prese per un braccio e lo spinse più avanti in faccia a Betti, che quasi si toccavano, e gli disse: – Domandagli scusa.

Il carbonaio volle interporsi, dicendo: – No, no. – Ma il signore non gli badò, e ripeté al figliuolo: – Domandagli scusa. Ripeti le mie parole. Io ti domando scusa della parola ingiuriosa, insensata, ignobile che dissi contro tuo padre, al quale il mio… si tiene onorato di stringere la mano.

Il carbonaio fece un gesto risoluto, come a dire: Non voglio. Il signore non gli diè retta, e il suo figliuolo disse lentamente, con un fil di voce, senza alzar gli occhi da terra: – Io ti domando scusa… della parola ingiuriosa… insensata… ignobile, che dissi contro tuo padre, al quale il mio… si tiene onorato di stringer la mano.

Allora il signore porse la mano al carbonaio, il quale gliela strinse con forza […].

Senza parole

[…] Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

La Repubblica – “Figlio mio, lascia questo Paese”

MPlayer compositing

MPlayer compositing

Sì, non avevo mai tenuto attivo il compositing fino ad oggi, e stasera, mentre guardavo Richard Gere da Fazio ed attendevo che iniziasse NCIS, quindi con due istanze attive di MPlayer (benedetto il sito RAI), mi sono accorto che le finestre diventavano semitrasparenti durante il trascinamento, ma i video continuano comunque a girare.

Ecco quindi, in foto, Rai3 trascinato e semitrasparente su Rai2, e naturalmente l’immagine non può mostrare come entrambi i video continuassero a girare tranquillamente… e non potevo non immortalare la cosa!

Tra l’altro, questo mi ha ricordato di quando, anni fa, era uscito Looking Glass: secondo me è stato addirittura prima che io iniziassi l’università, e di fatto era un sistema di compositing scritto in Java; nel video dimostrativo si mostrava proprio il movimento del player video in trasparenza…

Guardate questo video, anche se non capite del tutto l’inglese: ne vale veramente la pena.

http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf

Ancora su Nepomuk

Brevemente, per esprimere la soddisfazione dovuta al fatto che ora, sorvolando su un po’ di lavoro interno dovuto alle policy di kdelibs, Nepomuk sta diventando una dipendenza obbligatoria (quantomeno de facto) sia di kdebase che di kdepim, ed è un’ottima notizia per la diffusione del desktop semantico (con buona pace degli ultraconservatori anti-sfruttamento delle risorse del computer).

Insomma: se volevate far girare KDE 4.4 su un Pentium 2 con un quartino di RAM, lasciate perdere… 🙂

Mi sono finalmente iscritto ad Ubuntu One, ma soprattutto sono riuscito a farlo funzionare anche sotto l’accoppiata KDE/Chrome (quest’ultimo deve essere usato per permettere al servizio di riconoscere il proprio computer), utilizzando la versione beta della applet per Gnome (esiste un prototipo di applicazione per KDE, ma è ancora sotto intenso sviluppo).

Oltre ai 2 GB di spazio su disco remoto, che sono offerti gratuitamente e che sono abbastanza interessanti, specie se ho dei documenti da passare da un computer all’altro senza dover accendere ogni volta entrambi, la cosa essenziale è stata stamattina l’installazione dell’ultima versione di Tomboy, l’applicazione che io uso per scrivere note e sulla quale ormai ne ho quasi 400, ovvero difficilmente la cambierò (almeno in attesa di una buona versione di SemNotes); da adesso infatti è possibile sincronizzare le note su Ubuntu One, e di conseguenza posso finalmente avere il medesimo archivio di note su tutti i miei computer, senza dovermi preoccupare ogni volta di copiare avanti ed indietro la cartella dove le note stesse sono salvate su disco.

Insomma: decisamente soddisfatto…