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Archive for the ‘Virtual world’ Category

Mondo latte!

Ok, dopo essere finito dritto dritto su PlanetKDE, ora sono citato anche da Pollycoke! Non sto più nella pelle… 😀

Per i miei 5 lettori: i post in inglese finiscono nel reader di PlanetKDE (oltre che in quello del mio mentore), da lì l’uso dell’inglese…

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Hello Planet!

Ok, after a few years spent reading this blog aggregator, it is now a honor to be a part of it; so: hello planet!

I am Alessandro, and I will develop a new save and load dialog/browsing system which will work with metadata, using Nepomuk, for Google Summer of Code 2009.

It has been a while since I was looking for an interesting way of collaborating with KDE, and now this opportunity it is going to be really great! I really believe in the potentials of semantic desktop (as well as semantic Web, but this is another story), KDE is pioneering in this field and I am very happy to give my contribution to it.

I am now working on some mockups, especially of the new dialogs UI, so stay tuned and soon I will be able to publish a few things out…

In the meantime, you can find my original proposal details here.

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Ok, now it’s time to explain a little more in detail my proposal, so you don’t have to read the whole PDF attached a couple of posts below.

KDE has, since the 4.0 version, a semantic layer/engine called Nepomuk (that you may well know), and the project aims to create a new file dialog, which will allow users to save files associating any type of metadata, suggested by the program, as email details from KMail, document data from Okular, related people or projects, or anything that the user can add autonomously.

When the user will open files, he will browse through tags, until he will find what he will be looking for. In the next days I will be working on a little mockup, for showing what I am thinking about: an idea could be adding an input like the WordPress one, or something like a tag cloud for the system suggestions… anyway, expect some pictures soon!

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Dopo settimane di intenso sviluppo, e dopo un pomeriggio passato a bestemmiare ad aggiornare al volo tutti i pacchetti, così da essere perfettamente sincronizzati con l’uscita della nuova Ubuntu, abbiamo pubblicato Polinux 2.0!

Particolarmente eccitanti il fatto che i pacchetti siano in hosting presso Launchpad.net (abbiamo il nostro PPA!), e la possibilità di installare polinux-desktop direttamente dal DVD, che contiene tutti i pacchetti necessari direttamente da APTonCD.

Domani inoltre ci sarà l’install fest di Jaunty e Polinux, ed il tutto confluirà gioiosamente dentro i corsi del mese prossimo… insomma, aggiornate aggiornate aggiornate!*

* e magari aspettate un paio di giorni, visto che i mirror di Ubuntu sono affossati oggi 😀

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I'm in!

I’m in! See for yourself: link.

Thank you KDE for accepting me: I will do my best in this summer for adequately replying to your trust.

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Corredo del buon chitarrista

Corredo del buon chitarrista

Ecco il corredo del buon chitarrista: non è spettacolare il capotasto mobile (che io continuo a chiamare barré, come si chiama la medesima azione fatta con l’indice della mano sinistra… deformazione professionale) della Dunlop?

Ma non siamo qui per parlare di questo, quanto dell’oggettino sulla sinistra: il famigerato slide. Dopo mesi che l’avevo acquistato e subito accantonato, anche perchè sulla chitarra acustica che ho qui a Milano fa un suono non proprio entusiasmante (che fosse meglio quello in vetro?), lo scorso weekend ho deciso di riprenderlo in mano, ed ho suonato per 4 giorni di fila quasi esclusivamente “Seven nation army” e “Catch the rainbow”, usando lo slide appunto.

Il risultato non è stato malaccio, e la leggera mancanza di precisione, che fa rassomigliarne l’uso al suonare un violino, con la necessità continua di correggere la posizione (vibrato essenzialmente), non è così terribile, specie nelle note ravvicinate: è presente infatti non solo in Jack White, che anzi fa della sua non sempre precisa posizione un tono caratteristico, ma anche nel buon Ritchie nella versione studio della seconda canzone (nei live che trovate su Youtube non usa lo slide).

Ora sto per aggiungere il terzo brano, che naturalmente non può che essere “Scar tissue”, ma devo riprenderlo un momento perchè non lo suono da una vita; l’unica differenza in questa terza canzone è che, a differenza delle altre due, qui sarebbe necessario anche l’uso del mignolo della mano sinistra, dito in cui porto lo slide stesso, data la presenza di un Fa maggiore: toccherà suonarlo solo su 4 corde, così da ovviare al problema.

Sorvolando su White, che va di powerchord quindi bastano tre dita (se non due), Ritchie era stato molto più furbo: solo open chords, così da evitarsi il problema…

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Si sono inventati un fumetto su Ubuntu… i giapponesi, naturalmente! E c’è una vignetta spettacolare sull’uso della command line (quando spesso si accusa la distro di Canonical di non mostrare il vero cuore di Linux):

Linux command line

Linux command line

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Potrei parlare della proposta Carlucci per Internet, naturalmente irrealizzabile da un punto di vista tecnico (ma qualcuno non può dirglielo? Che minchia di consulenti assumono?), potrei parlare della controproposta del PD, finalmente qualcosa di decente; potrei raccontare qualche pensiero dal raduno spirituale cui ho assistito (solo un’oretta, non di più…), ma questa volta andiamo su un argomento semiserio.

Il titolo è pretenzioso, ma il problema mi è venuto alla mente pensando a quando una qualche persona che conosco, che ha un problema con il suo computer, tenta di raccontarmi a distanza cosa non va, e mi rendo conto sempre più spesso che manca un vocabolario comune.

Ora, mi rendo conto che non possiamo certo pretendere che mi si venga a parlare di MOS piuttosto che di SDRAM o di superblocchi sul filesystem, ma quantomeno essere in grado di descrivere la situazione, le opzioni che ti trovi davanti, un’idea per quanto vaga di ciò che può essere successo, bè non credo sia troppo.

Ed il problema, spesso tema di discussione su Slacky.eu (anche se lì con temi spesso estremistici, data la quantità di utilizzatori di Slackware che si ritengono dèi in terra), è che la stragrande maggioranza degli utenti dei computer non sanno assolutamente nulla di quell’oggetto, nè un minimo di funzionamento lato hardware nè lato software: lo si usa come va va, e quando hai un problema cadi, anzi, piombi dalle nuvole.

Il motivo per cui non considero una cavolata l’ECDL, ad esempio, è proprio perchè ha una sua importanza ed un suo perchè: ti spiega come vanno le cose, a grandi linee magari ma te lo dice; potrà essere una base, potrà insegnarti software proprietario, ebbene non importa, ciò che conta è che tu assuma un certo linguaggio e sia in grado di parlare con la gente di ciò che fai, dei tuoi problemi, delle tue soluzioni.

Non è concepibile usare un computer come si usa una sega elettrica: per quest’ultima non hai bisogno di sapere come funziona un motore elettrico, l’accendi e tagli; un PC non lo si può accendere e basta, deve esserci un’idea di ciò che si sta accendendo!

Allo stesso motivo, sempre più nei corsi di laurea si insegna una qualche base del computer, sia essa “Informatica 1” per gli ingegneri o utilizzo base di una suite office per gli economisti; come è necessario, oggi arrivare in università con la conoscenza di una lingua straniera (o acquisirla sul posto), così dovrebbe esserci l’obbligatorietà di conoscere cos’è e come funziona (hw e sw, naturalmente) un computer.

Così che io e te siamo in grado di parlarci usando lo stesso linguaggio. Non sarebbe come l’inglese?

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Ok, this may be my first and last post about Summer of Code 2009!

I’m participating to the selections phase for a KDE Nepomuk project, about which I will write extensively if my proposal will be accepted, and here I’m publishing the application, in its original PDF version, to be linked from the SoC page on Google.

It contains almost the same things that I wrote in the application form, plus a couple of notes; anyway, without further ado, GSoC 2009 application!

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Dopo un giorno nero, finalmente oggi il mondo è tornato un po’ più rosa: temo che il mio portatile inizi ad avere seri acciacchi (e naturalmente questo succede esattamente un mese dopo che ho optato per l’acquisto di un eeebox anzichè un eeepc…), ed oserei dire che in questo momento sto anche respirando “sottovoce” nella speranza che non mi muoia in mano, come ha già fatto 20 o 30 volte tra ieri pomeriggio ed un’ora fa…

Tutto inizia giovedì notte, quando sto controllando la posta ed improvvisamente il PC si spegne. Lì per lì non indago a fondo, mi limito a riaccenderlo e riparte. Venerdì, ore 13.30, appena finito il pranzo faccio per accenderlo e guardarmi un paio di episodi di Heroes, quando muore di nuovo… lo riaccendo e continua a morire istantaneamente. Dopo qualche tentativo, riesco a tenerlo acceso due minuti di fila e vedo che la temperatura su /proc è a livelli paurosamente alti.

Ok, è probabilmente ora di pulire ventola e dissipatore: mi precipito fuori (ore 15.00) in cerca di una bomboletta di aria compressa, che trovo in un negozio di elettrodomestici in zona Susa, torno a casa di gran carriera e pulisco 3 anni e mezzo di polvere. Riavvio e niente.

Provo a studiare un po’ crypto, dopo aver continuato a tentare ed essere rimasto stupito del fatto che ACPI dica che ho raggiunto la temperatura critica (114°), quando l’aria che esce dal PC è addirittura fredda. Tuttavia mi servono delle dispense che ho solo in formato elettronico, ed allora trovo il modo di disattivare l’ACPI, il computer si accende ma muore comunque dopo una mezz’ora di utilizzo, senza contare il fatto che non ho il monitor della batteria e se attacco l’alimentazione continua a spegnersi.

Stamattina, i ragazzi del POuL ed in particolare il buon Nick (che se avesse un sito lo linkerei, ma dato che non pubblica quello cui sta lavorando (mi senti Nick?), non posso linkarlo…) consigliano di aggiornare il BIOS. Io inizialmente credo sia inutile, secondo me il sensore è andato, ma provo comunque: faccio una iso con un’immagine floppy di FreeDOS e l’utility per il flashing del BIOS, masterizzo l’immagine da 1 MB su un DVD RW (non ho CD, il mio PC non li scrive più…), boot e reflash.

Insomma, per farla breve: al momento ho disattivato il modulo “thermal”, dato che ora il PC dura sicuramente più di prima, ma l’ACPI dopo un’ora e mezza di utilizzo ha deciso che ‘sta cazzo di temperatura critica era stata raggiunta di nuovo… ora l’ho disattivato e pare durare, temo solo però la presenza di un interrupt hardware, che io non posso controllare, e che mi stacchi il PC comunque se decide che la temperatura non gli piace; insomma, penso ancora che il sensore abbia dei problemi, tuttavia ciò che conta è che il tutto tenga almeno fino alla fine degli esami, poi vedrò di ripensare all’opzione netbook (c’è l’Asus 904 con hard disk standard (non SSD) a 307 € su ePrice).

Speravo infatti di poter tirare avanti con questo portatile fino alla laurea (ovvero per un altro anno almeno), per poi prendermi un oggettino nuovo, ma se questo non dovesse essere possibile, penso di orientarmi verso un oggettino piccolo e per cui non ci sia da spendere troppo, e tenermi l’opzione “notebook serio” per quando inizierò a lavorare.

Hang on, my computer!

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