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La povertà è una grande livellatrice.

Games have engaged intellectual faculties of humans – sometimes to an alarming degree – for as long as civilization has existed.

Mei ‘na torta in tanti che ‘na merda da ti solo.

Se fai una battuta che fa schifo, puoi anche metterci le risate registrate, fa sempre schifo.

“Frannie,” disse e la voltò in modo da poterla guardare negli occhi.

“Che cosa c’è, Stuart?”

“Pensi… pensi che la gente impari mai qualcosa?”

Lei mosse le labbra per parlare, esitò, rimase zitta. La luce della lampada a petrolio tremolava. I suoi occhi erano ormai stanchissimi.

“Non lo so,” rispose infine. Sembrò scontenta della propria risposta; si sforzò di dire qualcosa di più; di chiarire quelle parole; ma non potè che ripetere:

Non lo so.

Naturalmente sapevo bene che la domanda perché-sono-nato se l’eran già posta miliardi di esseri umani ed invano, che la sua risposta apparteneva all’enigma chiamato Vita, che per fingere di trovarla avrei dovuto ricorrere all’idea di Dio.

«Allora, crede che abbia qualche possibilità?»

«Credo che tu abbia talento ed entusiasmo, Isabella. Più di quanto credi e meno di quello che ti aspetti. Ma ci sono tante persone che hanno talento ed entusiasmo, e molte di loro non arrivano mai a nulla. Questo è solo l’inizio per combinare qualcosa nella vita. Il talento naturale è come la forza di un atleta. Si può nascere con maggiori o minori capacità, però nessuno diventa un atleta perché è nato alto o forte o veloce. A fare l’atleta, o l’artista, è il lavoro, il mestiere e la tecnica. L’intelligenza con cui nasci è solo un dotazione di munizioni. Per riuscire a farci qualcosa è necessario trasformare la tua mente in un’arma di precisione.»

«E questo paragone bellico?»

«Ogni opera d’arte è aggressiva, Isabella. E ogni vita d’artista è una piccola o grande guerra, a cominciare da quella con se stessi e con i propri limiti. Per raggiungere qualunque obiettivo, c’è bisogno prima di tutto dell’ambizione e poi del talento, della conoscenza e, infine, dell’opportunità.»

Isabella valutò le mie parole.

«Sciorina questo discorso a tutti o le è appena venuto in mente?»

«Non è mio. Me l’ha sciorinato, come dici tu, qualcuno a cui feci le stesse domande che stai facendo a me. È successo molti anni fa, ma non c’è giorno in cui non mi renda conto di quanto aveva ragione.»

Immagino che i 5 visitatori di questo sito (parafrasando i famosi 5 lettori) si siano già accorti di qualche aggiunta volante: innanzitutto ho creato tre nuove pagine, di cui due su documenti piuttosto vecchiotti, ormai di qualche anno fa, su visioni che avevo riguardo i linguaggi di programmazione ed una distribuzione dedicata agli studenti del Polimi, scelta che è poi stata presa anche da altri (in modo indipendente) e che forse raggiungerà qualche piccolo successo.

La terza pagina è dedicata al mio cane, Uri, un cocker spaniel di 7 anni (se non ricordo male, forse sono 6…), troooppo simpatico!

Ho aggiunto, proprio questa mattina, un ulteriore spazio nella colonna all’estrema destra del vostro schermo, in cui sottolineo alcune iniziative di cui riporto il banner: in particolare, al momento c’è quella contro il nucleare e quella contro le leggi che “regolamentino” i blog (cfr. il mio post precedente), entrambe di Beppe Grillo, e la pubblicizzazione del JavaDay 2009, che si terrà a Roma il 24 gennaio ed a cui conto di parteciparvi full day…

Il futuro di Internet

Internet

Internet

E’ un paio di giorni che sto pensando e rimuginando su questo post, cui forse mi piacerebbe far seguire anche un gruppo su Facebook; anche l’immagine qui sopra, veramente carina, l’ho trovata come simbolo interessante della Rete, allo stesso tempo affascinante ma inquietante.

Oggetto della riflessione: il futuro di Internet.

Tutto parte dai continui tentativi di destra e sinistra, nel nostro Paese ma anche in altri a volte, di controllare il Web. Ora, non sono interessato qui a disquisirne la fattibilità tecnica (ad esempio, le minchiate sparate la settimana scorsa da un ben noto personaggio sono assolutamente infattibili), quanto piuttosto se hanno senso.

Espongo subito la mia posizione: io sono fermamente contrario a tutto ciò: per quanto mi riguarda, Internet deve essere lasciata libera; pensando a come scrivere bene questa mia posizione, mi sono reso conto io stesso che non è una posizione solo bianco o solo nero, come mi piacerebbe che fosse, ed è anche difficile da declinare.

La Rete è stupenda perchè ci si può fare di tutto, si può dire di tutto, c’è la massima e più suprema libertà di espressione, ed è questo che io voglio difendere il più possibile ed il più a lungo possibile. Allo stesso tempo, io stesso sono per l’indagare e perseguire un certo tipo di comportamenti, penso ai pedofili piuttosto che alle (fantomatiche?) reti terroristiche (anche se penso che gran parte di queste siano frutto della campagna del terrore che le Destre mondiali fanno, ma questa è un’altra storia): e allora, bisogna fare dei distinguo? Mi è in un certo qual modo difficile affermare che sì, la libertà d’espressione più completa deve esserci, ma questa o quest’altra idea vanno fermate. Non è a quel punto la libertà massima che secondo me deve esserci. Sono due pareri che combattono dentro di me, e che vorrei riuscire ad integrare correttamente.

C’è tuttavia una posizione in cui mi ritrovo, e per cui mi vedo costretto a fare un riferimento ai referendum sulla fecondazione assistita che ci sono stati un paio di anni fa: io ero favorevole (e lo sono tuttora), questo non perchè non vedessi gli eventuali abusi che possono derivarne, quanto perchè io voglio dare la possibilità alla gente di fare una cosa, sia essa la possibilità di usare gli strumenti della scienza, sia essa la possibilità di abortire se la scelta dei partner è questa; come aveva detto una persona che conosco, non sono per chiudere la porta solo perchè ci possono entrare anche persone non volute: io sono per aprirla, e per controllare chi ci passa.

Allo stesso modo Internet: io voglio e voglio fortemente dare a tutti la possibilità di esprimersi come preferiscono, perseguendo quei comportamenti che comportano la ricerca di fare del male verso gli altri. E per questo sono contrario al controllo della Rete, di qualunque tipo esso sia, dagli ISP sceriffi all’IP unico per ognuno (sì, lo so che non si può fare, è un esempio), a qualunque idea malata che possa venire in mente a politici che non posso che definire “vecchi”: incapaci di comprendere le nuove tecnologie, incapaci di vedere al di là del proprio naso, hanno sempre vissuto un mondo fatto in un certo modo, e temono il cambiamento in quanto foriero di possibili perdite dei loro privilegi (economici, principalmente).

Ma non hanno capito che, invece, i giovani vogliono altro, e la magnificenza dello strumento Internet non può essere limitato da chi, non comprendendolo a fondo, lo combatte.

[La scienza] è come un edificio costruito su palafitte. […] Semplicemente ci fermiamo quando siamo soddisfatti e riteniamo che almeno per il momento i sostegni siano abbastanza stabili da sorreggere la struttura.