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Sembrowser 0.3

Sembrowser 0.3

Sembrowser 0.3

Hi everyone!

I have just released Sembrowser version 0.3 (sources here, Ubuntu packages here); not much changes since 0.2, time is always a problem, but it was worth publishing it because of the two most important features added:

  • text filtering for tags: thanks for all the facilities provided by kdelibs, in few lines of code I have added an edit box for narrowing the tag list by searching through some text;
  • the facet-term underlying structure is changed, with its classes trying to follow the Model-View-Controller architectural pattern; in this way, it should be easier to add new facets or new views, with less code involved. Please notice that this may not be the final structure: some discussions are happening right now about this, so things may change soon.

Just a reminder: Sembrowser is a (very poor) clone of Dolphin, and it is not meant to substitute the default KDE file browser: it is being developed for testing faceted browsing of Nepomuk metadata applied directly to file browsing; the side panel offering this new functionality may (hopefully) someday be ported to Dolphin itself (or to some other Nepomuk apps). So, do not complain about missing functionalities (for the manager part), because I have just added the most important ones, but they are not the main goal here.

Here in Politecnico the exam session is starting right now, so the next month will be a little busy for me; fortunately, by the end of july I should have finished all of my exams, so I should have some more time to dedicate to KDE (especially if some things will get realized as I wish, but more on this later).

Upgrade alla 3.0

E’ uscita la versione 3.0 di WordPress, e scrivo queste due righe solo per dire che sono ammirato della velocità dell’upgrade… memore di altri passaggi tra minor version della 2.x, ero pronto ad aspettare anche qualche minuto, ed invece in qualcosa come 15 secondi l’upgrade è stato fatto!

Spettacolo… ribadisco che WordPress è il miglior gestore di siti esistente, quantomeno ad oggi.

Windows 7 updates

Win7 updates

Win7 updates

Aaaaah! Ma quanti minchia di updates hai?

Brevissimo update del mio ultimo post su Arduino & Java: ho verificato un sospetto che avevo, ed in effetti il codice di test funziona, il problema era dovuto ad una differenza di baud rate: il default dello sketch è 57600, mentre quello della classe Java Arduino è 115200; sovrascritto quest’ultimo valore (usando un costruttore diverso), la demo funziona correttamente.

In allegato, il codice aggiornato (con tanto di script Ant, se non volete usare Eclipse; dovrete comunque passare il path della libreria nativa all’interprete, temo): Arduino – Eclipse.

Ieri ho avuto il piacere di giocare con la seguente guida, che di fatto è un’unione di altre due guide, e permette di programmare l’Arduino in Java.

“Eh?”, diranno i puristi. Ebbene sì: caricando nel microprocessore uno sketch incluso tra gli esempi del PDE di Arduino (StandardFirmata), e creando un progetto Java sotto Eclipse (ma non siete obbligati ad usare un IDE, vi basta anche una mano di Vim) con giusto un paio di jar di Processing, una sorta di sottolinguaggio costruito per fare arte e programmare (non chiedetemi una definizione migliore, non saprei darvela, nemmeno io ho le idee chiarissime su cosa diavolo sia), è possibile di fatto impiegare l’Arduino come un oggetto remoto.

Ora, non vorrei che l’ultima definizione spaventasse qualcuno, ma il corso di sistemi distribuiti ha avuto i suoi effetti: nel codice Java diviene possibile, con questa modalità, creare un oggetto della classe Arduino (che trovate linkata nell’articolo di cui sopra), e su di esso chiamare i metodi corrispondenti alle API C++ che normalmente si usano per programmare la piattaforma; la classe stessa si occupa di comunicare via seriale con l’hardware Arduino e, tramite lo sketch caricato in precedenza, di eseguire in remoto i comandi e restituire il risultato direttamente in Java.

Ora, questo potrà sembrare una bella sega mentale e basta, ma in realtà apre alcune prospettive decisamente interessanti: per quanto, così facendo, si perda la caratteristica di standalone del circuito elettrico, dato che la comunicazione seriale diventa obbligatoria (tenete presente che il programma che caricate nel microprocessore si limita ad eseguire comandi remoti, non li memorizza), resta il fatto che trattare Arduino come un semplice oggetto, come tutte le altre cose in Java, permette una certa flessibilità sicuramente interessante, ed evita al programmatore di dover mettere le mani direttamente nel protocollo seriale per gestire la comunicazione stessa (oltre al fatto che si utilizza un linguaggio serio(TM), per quanto comunque il PDE di Arduino nasconda una parte del codice C++ necessario a far funzionare i vostri circuiti).

Insomma, non ho ancora fatto grossi esperimenti in merito, ma sicuramente è una modalità stimolante e da approfondire.

P.S.: rispetto all’articolo linkato in alto, è necessario aggiungere che deve essere importato anche il jar di RxTx, la libreria seriale, che trovate nella stessa cartella di Processing dove si trova Serial.jar; all’archivio Java va inoltre aggiunta la libreria librxtx.so, sempre dalla stessa cartella, che potete settare nelle proprietà del Build Path in Eclipse come nativa per rxtx.jar.

P.S.S.: includo anche uno zip del progetto di esempio dell’articolo, così com’è, con incluse anche le librerie richieste, già impostate nel progetto di Eclipse; resta il fatto che, ad un primo test, il led incluso nell’Arduino non si sia acceso, nonostante io abbia usato il pin 13, ma potrei aver cannato qualcosa (e, d’altro canto, l’autore dice di usare un led esterno, che io non ho). Arduino – Eclipse

W. Faulkner

To live anywhere in the world today and be against equality because of race or color is like living in Alaska and being against snow.

28 giorni

Non diventare una frase fatta, perchè sei poesia.

Ci ho messo un paio di giorni, ma alla fine mi sono accorto che la prima versione di MeeGo, il noto sistema operativo (o meglio, distribuzione Linux) sviluppato in collaborazione tra Intel e Nokia, e’ stato rilasciato, e si poteva decisamente fare un test sul mio eeePC (che ricordo essere il 1005HA, cui peraltro sto per dedicare un post a parte). Ecco quindi una prima occhiata al sistema.

Il test e’ stato effettuato live, con boot da chiavetta USB: l’avvio e’ estremamente rapido, parliamo di 10-15 secondi dal click nel menu fino all’apertura della schermata principale, chiamata MyHome.

MyHome

MyHome

Il menu in alto, visualizzato sempre quando ci si trova in questa schermata, riporta di fatto le categorie presenti: oltre alla gia’ citata home, ce ne sono altre come le impostazioni di rete, i devices, il menu delle applicazioni, il gestore della raccolta musicale… quando un’applicazione e’ avviata, la barra scompare e riappare solo se si sfiora la parte superiore dello schermo.

Applicazioni

Applicazioni

Ecco il menu delle applicazioni, con aperta la tendina relativa ad Internet…

Google Chrome

Google Chrome

… e Google Chrome avviato in tutto il suo splendore. MeeGo e’ infatti scaricabile in due versioni, una con Chrome ed una senza, con la differenza che per la prima e’ necessario accettare a parte la licenza proprietaria del browser stesso al momento del download; io cosi’ ho fatto, dato che uso abitualmente questo browser e non sono particolarmente preoccupato del discorso licenze.

Un difetto notato in questa schermata e’ la forse eccessiva dimensione della barra del titolo, che potrebbe essere un poco ridotta; non ho ancora scoperto se esiste tale impostazione, potrebbe quindi essere gia’ possibile eseguire questa modifica.

Impostazioni

Impostazioni

Ecco la famigerata schermata delle impostazioni: ad una prima occhiata non e’ cosi’ entusiasmante: sembrerebbe essere infatti una versione impoverita del CC di Gnome, che gia’ sappiamo essere estremamente povero di settaggi (almeno in confronto a KDE).

Sinceramente non ho capito se il gestore del desktop sia una versione moddata di Gnome, o piuttosto qualcosa di totalmente diverso; sto ancora leggendo la documentazione sul sito, quindi e’ possibile che sia riportato, in ogni caso la struttura assomiglia a quest’ultimo (e soprattutto i programmi audio/video/messaging sono gli stessi di questo).

Garage

Garage

L’installazione di nuove applicazioni e’ gestita tramite un programma simile (nella struttura) a Synaptic, anche se MeeGo non si appoggia ad apt (bensi’ ad rpm); esiste anche questo Garage, schermata da cui e’ possibile installare alcune delle apps disponibili nei repository, apps che generalmente sono corredate da una descrizione ed alcuni screenshot.

Terminale

Terminale

Ecco, naturalmente, il terminale, che in un buon sistema Linux non puo’ certo mancare.

In conclusione

Ok, e’ stata piu’ una galleria di immagini che una recensione vera e propria, in ogni caso il giudizio non e’ malvagio; essendo di fatto una distro Linux, dovrebbe essere gia’ compatibile con tutti i soliti programmi, ed uscendo direttamente dalla Intel vorrei sperare che sia in grado di gestire come si deve il comparto energetico (da sempre croce e delizia dell’amato pinguino), almeno sul suo hardware.

Le prestazioni sono buone, cosi come l’idea di integrare alcune applicazioni in schermate unificate, di fatto creando un’interfaccia nuova per Empathy, per Evolution, per un aggregatore di social network… Unici due difetti riscontrati, un crash (di fatto un logout seguito da login automatico) quando ho provato a modificare i settaggi della tray, ed il fatto che nonostante la lingua sia settata ad italiano, la tastiera sia rimasta in inglese (avrete notato gli apostrofi al posto degli accenti).

In sostanza, sarei sinceramente curioso di provare ad installare questo sistema al posto di Ubuntu, su questo computer, ed approfondirne la conoscenza; valutero’ la cosa e vi sapro’ dire! Nel frattempo daro’ pure un’occhiata all’SDK, che tra l’altro dovrebbe includere le Qt 4.6, quindi dovrebbe trovare i miei favori senza troppe difficolta’.

Good lesson!

L'ultima slide di ieri

L'ultima slide di ieri

Ottima la riuscita della lezione di ieri sul multimedia & GNU/Linux:  la partecipazione non è stata altissima, ma il pubblico presente era in compenso interessato (non mancano mai i giovani aspiranti musicisti!); non ho mostrato molte funzionalità dei programmi proposti, ma d’altronde già così la presentazione è durata circa un’ora, e le due demo live hanno preso decisamente tempo.

Unica pecca la gestione dei volumi: le casse non erano male ma non avevo sufficiente feedback, ed il volume al massimo da KMix ha comportato che alcuni suoni siano riusciti un poco distorti, nonostante avessi droppato al volo un paio di effetti che avrei voluto comunque applicare. In ogni caso, nel complesso non ho di che lamentarmi.

Chiudo perciò con le slide della lezione ed il breve estratto del tema del film “The Rock”, registrato al volo ieri.

The Rock theme – excerpt

Corsi Linux 2010

Corsi Linux 2010

Domani c’è l’ultima lezione dei corsi Linux 2010, organizzati come sempre dal POuL; si parlerà di videogiochi e multimedia, in particolare io parlerò del secondo argomento, come fare musica con Linux, con dimostrazioni live 😉

Partecipate numerosi!