La fedeltà di un cane è un dono prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell’amicizia con una creatura umana.
Badate ai vostri figli ed abbiatene cura.
Essi si fanno alti e forti e cacciano la tigre con più astuzia e maggior forza di voi.
Un giorno sapranno custodire le greggi meglio di voi.
Voi siete vecchi e infermi.
Badate ai vostri figli e guardatevi da loro.
Bagdhivi
Posted in Citazioni | Tagged Citazioni | Leave a Comment »
Ma è ben miserabile l’anima ansiosa per il futuro, sventurata prima della sventura, angosciata dal timore di non poter conservare fino all’ultimo le cose che ama. Ella non avrà mai pace e l’attesa del futuro le toglierà anche il godimento del presente.
Posted in Citazioni | Tagged Citazioni | Leave a Comment »
L’emozione che ti trasmette un chitarrista non si misura in numero di note al secondo.
Posted in Citazioni | Tagged Citazioni | 1 Comment »
I still find it incredible that we still use the term race as a cultural determinant. To this day—you should have never invited me here because I detest what we’ve done to ourselves out of a need to make ourselves different from one another—we’ve made the word race a way of expressing culture.
There’s no such thing and all you high school students bless your heart for being here. You are a hundred champions right now that are going to go out understanding this. The adults in the room will never understand it. Even though they’ll nod their heads and say you’re right they’ll never be able to stop using the word race as a cultural determinant.
I just heard one of the most prolific statements done by one of the great humanitarians. He’s really trying to organize and bring us all together and he used the word race as if there is a Latino race, an Asian race, Indigenous race, Caucasian race or a Latino race.
There is no such thing as a Latino race, there never has been, there never has been. There never will be. There is only one race and that is what the show brought out. That is the human race period.
Now the pressure comes, why did we start to use the word race as a cultural determinant? The truth is that over six hundred years ago the Caucasian race decided to use it as a cultural determinant so it would be easier for them to kill another culture. That was the total understanding, to kill one culture from another culture. You couldn’t kill your own race so you had to make them the “other” and you to this day—I’ve spent thirty-seven years of my adult life trying to get this word out and now I am done and well prepared as the admiral of the Battlestar Galactica to say it to all of you—there is but one race. That is it.
So say we all. So say we all. So say we all.
(Source)
Posted in Citazioni | Tagged Citazioni | Leave a Comment »
Se non avete mai giocato a Dear Esther prima d’ora, vi consiglio di provarlo: non vi porterà via più di un paio d’ore, ma è veramente carino. Lo definiscono experimental fps, diciamo che è una sorta di avventura grafica ma senza interattività, è più una passeggiata all’interno di quel mondo, mentre vi viene raccontata una storia.
E’ nato come mod di Half Life 2, ma è stato successivamente ripubblicato come gioco a sè stante e lo potete trovare su Steam. Qui sopra riporto un po’ di screenshot presi durante il gioco…
Posted in Virtual world | Tagged informatica, videogiochi | Leave a Comment »
Qualche giorno fa Repubblica titolava del boom della musica legale su Internet, e conseguente calo della pirateria, anche nel mercato italiano, essenzialmente grazie alla presenza di nuove offerte per gli utenti. E’ un’ovvietà, come noi sosteniamo da anni: nel momento in cui l’ascoltatore ha dei modi decenti e moderni per acquistare i brani dei propri artisti preferiti, li utilizzerà; ed ecco quindi l’impiego del digitale, i negozi online, l’acquisto della singola canzone, le offerte, ora anche la musica nella cloud e la possibilità di ascoltarla ovunque e da qualunque dispositivo.
Scrivo questo perchè in questi giorni, sarà un momento particolarmente sfortunato, continuo a cercare tablature su Internet e ad imbattermi in annunci di chiusura, ritiro della “merce” dal sito et al. per problemi legali etc etc etc. Ora, la questione qui non è che le case discografiche non vogliano che la gente sappia che note suonano i loro artisti, ma suppongo l’idea sia di acquistare i loro libri cartacei con le suddette note.
Ora, torniamo all’esempio di prima: vi sembra un quaderno cartaceo un metodo moderno di “scoperta” dei “segreti” di un brano? Probabilmente un libro del genere costa più del CD originario e non conterrà mai le tracce di tutti gli strumenti, per non parlare del fatto che quasi nessuno vende le basi delle proprie canzoni (così da permettere a gente come il sottoscritto di poter provare un brano assieme alla sua base); io non credo che manchi il mercato, manca la volontà di andare incontro al mercato. Ed allora un appassionato in giro per il mondo si sbatte notevolmente per trascrivere un brano (mi è capitato di farlo e volano via le ore), lo pubblica sul Web e magari riceve valutazioni positive dagli altri utenti, per poi vedere quella tablatura eliminata senza un motivo valido e decente (posso capire la pirateria, ma qui…).
Se una casa discografica mi permettesse di spendere qualcosina e di acquistare l’archivio ufficiale con i files di Guitar Pro (tanto per dirne uno) di tutte le canzoni di un CD, con tutte le tracce trascritte in modo decente, io sarei anche disposto a spendere; invece questa possibilità non mi viene data, ed allora devo rivolgermi al Web ed ai files preparati da altri, a volte precisi a volte meno precisi, e ritrovarmi di fronte a questi messaggi (stupefacenti? anacronistici?).
Posted in Virtual world | Tagged Internet, musica | Leave a Comment »
Pubblico anche qui il video realizzato nel weekend: il brano è il tema di “The Rock“, noto film degli anni ’90; il compositore è il buon Hans Zimmer, mentre la versione riprodotta è più “rock” rispetto all’originale, non è opera mia ma l’ho trovata sul Web sottoforma di tablatura.
La base ritmica ed i violini sono suonati dal computer, mentre io suono il basso, la chitarra ritmica e quella “principale” (lead), suddivisa in una parte più “dura” ed una più “soft” (in cui ho aggiunto un effetto di tremolo, un po’ improvvisato ma decisamente azzeccato). E questa è la notizia buona.
La nota dolente è Kdenlive (e un po’ tutto il sistema Linux): ammetto di aver utilizzato la versione nei repository ufficiali di Ubuntu e non quelli ufficiali del progetto, ma crash randomici (ad esempio, se aggiungevo una traccia video dopo quella corrente anzichè prima) e particolari rallentamenti tra riproduzione ed editing non hanno certo reso la vita facile, per non parlare del fatto che il picture-in-picture viene considerato transizione e non è possibile applicare più di due transizioni contemporanee, facendo sì che non sia possibile (almeno, apparentemente) inserire un crossfade assieme alla suddivisione in riquadri. Sorvoliamo poi sul fatto che due strumenti su tre per creare screencast (per la parte di video con Ardour) non hanno funzionato o hanno registrato cose a caso (Dio benedica Xvidcap), e che la versione di Ardour nei repository non è compatibile con la libpng nei repository stessi, forzando il download della versione precompilata presente sul sito. Per il resto, almeno Ardour è stato promosso a pieni voti (e l’audio è stato mixato felicemente con questo strumento).
Vorrei fare qualche esperimento con altri editor (ad esempio, Lightworks) per farmi un’idea del panorama video free (as in freedom or as in beer, francamente non mi interessa troppo la differenza) su Windows (questo perchè non ho intenzione di spendere soldi), se avrò tempo poi pubblicherò i risultati.
Posted in Real world | Tagged basso, chitarra, informatica, musica | Leave a Comment »
Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.
Posted in Citazioni | Tagged Citazioni | Leave a Comment »