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Foto agghiacciante

Falò ad Herat

Falò ad Herat

Non c’è un motivo preciso, ma questo falò acceso tra le rovine di Herat, in Afghanistan, sembra la scena di un film.

Eppure è la realtà, ed è terribile: immaginate che la casa in cui vi trovate ora sia ridotta ad un cumulo di macerie, e che stanotte siate costretti ad accendere un falò nel vostro ex soggiorno…

Ecce Arduino!

Ok, qualità pessima etc etc, manco si vede, ma il led lampeggia!

Inaugurazione del mio nuovo Arduino, ricevuto oggi dopo aver fatto un ordine cumulativo con mezzo popolo del POuL… ovviamente, escluso il simpatico led, non ho ancora fatto altro: chi ha tempo ora come ora! Senza contare il fatto che non ho niente ma dico niente per farlo funzionare, devo procurarmi un po’ di materiale elettronico…

Ne riparleremo a marzo!

Back in The Office

Ieri sono tornato a lavorare in Ufficio Web al Politecnico, dopo un anno di assenza, sempre come 150 ore: è stato come tornare a casa! Salvo qualche new entry, conosco tutti e tutti conoscono me, ed è quindi stata una discreta rimpatriata…

Così, solo per esprimere la mia contentezza per questa posizione! 🙂

George Bernard Shaw

The reasonable man adapts himself to the world; the unreasonable one persists in trying to adapt the world to himself. Therefore all progress depends on the unreasonable man.

Ok, forse è un argomento troppo serio rispetto agli standard usuali, tuttavia ci stavo pensando l’altra sera, ed ecco una riflessione sulla televisione pubblica italiana: mi trovo sostanzialmente d’accordo con Grillo quando afferma che dovrebbe essere simile alla BBC, ovvero uno o due canali di informazione pura.

Volendo però entrare più nel dettaglio, ho pensato ad una lista di cose che vorrei fossero finanziate col mio canone, ed una lista di cose che invece non dovrebbero esserlo; questo dal punto di vista di una persona di cultura (come mi ritengo).

Cose da tenere:

  • informazione: TG, approfondimenti politici “veri” (that is, non Porta a Porta, che una sera su tre fa gossip a nastro), approfondimenti storici e culturali veri (dal buon Piero Angela a Minoli, ad esempio)
  • sport: solo mondiali ed europei di diversi sport (calcio, tennis, atletica), più le olimpiadi
  • intrattenimento: solo film italiani seri (da cinema, che abbiano vinto dei riconoscimenti) o film internazionali da Leone d’Oro o Palma d’Oro

Cose che una televisione pubblica pagata dalla nazione non dovrebbe assolutamente produrre:

  • reality: in qualunque forma, numero e caso essi siano, si tratta pur sempre di spazzatura. Punto.
  • telefim/fiction/soap: nessuna, non c’è motivo per le fiction italiane che fanno cagare, le soap sono boiate a nastro ed i telefilm, per quanto io sia amante di questi, certo non devono essere acquistati con la televisione pubblica
  • intrattenimento: nessun varietà, che non ha senso essere pagato da noi, quando lo guardano 4 vecchie in croce
  • preserata: nessun gioco a premi, non vedo perchè finanziare a qualcun altro x mila euro di vincita facendo niente

In sostanza, la televisione pubblica è pagata (anche) da noi, e chiaramente deve andare incontro al più ampio consenso possibile, e ciò che va incontro a tale consenso sono l’informazione fatta seriamente (ribadiamolo: non Porta a Porta) ed i film nazionali/internazionali fatti come Dio comanda. Tutto il resto, lo si può buttare.

Io non lo pagherei.

KDE 4.2

KDE 4.2 Breathe

KDE 4.2 "Breathe"

Ci risiamo: dall’articolo di oggi di Repubblica, il Governo italiano vorrebbe salutare felicemente Internet ed il mondo civilizzato, ed unirsi alla cara vecchia Cina in una fantasmagorica censura, che come al solito farebbe gli interessi prima di tutto del controllo dell’informazione, che se ad oggi può essere vera e veritiera solo sulla Rete e non certo in TV o nei giornali, tutti ben controllati dai soliti noti, con questa proposta potrebbe non essere più così, dato il potere pressochè illimitato dato al Governo per censurare i siti che vuole. Naturalmente, farebbe i soldi anche l’amico Fritz alias Silvio, la cui azienda principale ha intentato causa a Youtube per motivi assurdi, e con questa legge potrebbe anche vincere!

Ebbene, oltre alle solite note tecniche per cui dubito che ‘sta gente possa veramente pretendere di controllare Internet, giuro che, se passa una cosa del genere, finisco l’università e poi espatrio: posso sopportare le cazzate della politica italiana, che sarebbe da prendere tutta e buttare via, posso sopportare il nepotismo, convinto tuttora che la bravura possa darmi una chance, posso sopportare i tagli alla ricerca, in fondo ormai io sto finendo, ma la censura ad Internet, questo no.

Questo sarebbe veramente troppo.

S.P.Q.R.

Al ritorno da Roma!!!
Molto interessante il weekend nella Capitale: dopo parecchie informazioni raccolte durante il JavaDay (su tutte Scala, che potrebbe tornare utile nello scrivere parser XML, almeno spero!), ho girato mezza città a piedi (e sono distrutto)!
Stasera ho poco tempo, solo due foto di passaggio, entrambe fondamentali:

Campo dei fiori - Giordano Bruno

Campo dei fiori - Giordano Bruno

Eh sì, Giordano Bruno! Baluardo della resistenza contro l’ottusità della Chiesa in quei secoli… ad memoriam.

Colosseo

Colosseo

Ed il Colosseo naturalmente… foto non ad altissima risoluzione, prese con il cellulare, ma arriveranno anche quelle serie!

1985 classe di ferro

A new hope

Ebbene sì, il post di oggi titola come il 4° film di Star Wars, “Una nuova speranza”: ieri, il sogno di un grande sostenitore dei diritti civili è divenuto realtà.

Più di 45 anni fa, Martin Luther King Jr. diceva:

I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.

Ieri quel sogno è divenuto realtà, con il primo Presidente degli Stati Uniti nero. Ed ora Obama può far bene o può far male (si può fare peggio di GW?), ma il solo fatto che oggi sia lì dov’è ed occupi il posto che occupa, questo è abbastanza.

Buon lavoro, Presidente!

Ed io, tanto per andare controcorrente, vi metto il link del video del discorso del Dr. Rick Warren, l’invocazione a Dio che ha preceduto i giuramenti, tanto per pubblicare un discorso con le “palle” di una persona di chiesa (è il momento che, devo ammettere, mi ha più commosso della cerimonia): ma il nostro Papa è in grado di fare un discorso così? I nostri sacerdoti sono in grado di farlo?