Feeds:
Posts
Comments

Nashville tuning

Il video qui sopra mostra un mio piccolo esperimento con la Fender Dreadnought (acustica) ed il cosiddetto “Nashville tuning” (info).

L’idea, come spiego nel video stesso, è di rimpiazzare le quattro corde più basse della chitarra con il loro equivalente proveniente da un set da 12-corde, così che siano accordate un’ottava sopra lo standard, realizzando di fatto un reentrant tuning; appena scoperta questa modalità, mi sono precipitato a prendere un set di questo tipo ed ho iniziato a sostituire le corde.

Rispetto alle guide standard che si trovano su Internet, ho dovuto improvvisare per quanto riguarda la quinta e sesta corda: le due previste infatti non hanno retto la tensione, e le ho perciò sostituite con la terza e quarta corda standard (entrambe accordate perciò un tono sopra rispetto a quello per cui sono costruite). L’insieme pare tenere abbastanza bene, anche se la tensione di queste ultime due si fa sentire un poco, ed ora sono pronto a sperimentare!

Riassumendo, le corde montate sono: .010, .014, .008, .012, .023 (G accordata in A, al posto di 0.018), .030 (D accordata in E, al posto di .027).

Carambola

Carambola

Habemus Carambola! Non ho ancora avuto tempo di metterci le mani dentro (salvo un boot di test), ma intanto è lì. Ricordo le specifiche:

  • processore MIPS @ 320 MHz (Ralink RT3050)
  • 32 MB RAM
  • 8 MB flash
  • 2 porte Ethernet
  • Wifi
  • 20 GPIO
  • USB host

Franklin P. Jones

Bravery is being the only one who knows you’re afraid.

2011 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A New York City subway train holds 1,200 people. This blog was viewed about 7,300 times in 2011. If it were a NYC subway train, it would take about 6 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

A couple of weeks ago, a new major version of the Erlang runtime system and libraries has been released, and after its inclusion in the Experimental branch of Debian, I have ported it to Ubuntu 11.10 and published the packages on my PPA.

The packages are the same of the Debian release, I have not changed anything; I don’t know if I will have time to backport it to the previous Ubuntu releases, especially because I am not using them anymore. As usual, IWFM:  if you experience any problems, you can report them to me, but as I am not an official maintainer, I don’t know if I will be able to solve them 🙂

Wave Shield

Wave Shield

Come prima parte di un progettino “da ufficio”, ho passato la serata a saldare il Wave Shield di Adafruit, ed ho testato il tutto con il brano “Europa” di Santana, codificato a 16 bit e 22050 Hz mono (quindi un po’ distorto sugli acuti rispetto all’originale).

Qui sotto, il video con tale test: verso 0:30 si può sentire in lontananza la canzone di cui sopra, col volume piuttosto basso dato che veniva riprodotta tramite auricolari.

Netduino

Netduino

Finalmente, dopo alcuni ritardi dovuti a casini vari con UPS, è arrivato il Netduino. Argh!, direte voi: tradire così l’Arduino, passare a Visual Studio… bè, e allora? Sperimentare è giusto! (senza contare il fatto che qui a casa il secondo vince ancora sul primo, per 5 boards a 1)

La prima caratteristica che salta all’occhio è il fatto che il microcontrollore qui incluso è più potente rispetto agli altri Atmel: innanzitutto è a 32 bit, ed inoltre ha quantitativi di RAM e ROM superiori (anche se non di molto) rispetto al normale Arduino (e per questo sarà interessante sperimentare con il futuro Arduino Due, quando verrà messo in vendita). L’oggetto inoltre si programma usando .NET Framework Micro Edition, quindi le applicazioni sono scritte in C#.

La cosa che in realtà mi ha incuriosito particolarmente e mi ha spinto a prendere un Netduino ed a provarlo è il supporto al multithreading, ed è su questa caratteristica che ho costruito l’esempio riportato qui sotto: usando un prototipying shield preparato quest’estate, ho mandato in esecuzione due thread che accendevano un LED ciascuno, usando tempistiche differenti; in particolare, in un lasso di tempo di 1.5 secondi, il LED di destra lampeggia 2 volte (idealmente, due crome facendo un paragone musicale), mentre quello di sinistra lampeggia 3 volte (terzina di crome, mantenendo il medesimo paragone). Come potete vedere, la cosa funziona.

SooperLooper è un simpatico programmino per Linux, compatibile con Jack, che permette di registrare loop e riprodurli istantaneamente; è piuttosto utile quando volete suonare qualcosa ad esempio con una chitarra, ma ha ovviamente il difetto di aver bisogno di un supporto hardware con cui attivare la registrazione, dato che se state suonando avete probabilmente le mani occupate.

Bè, nulla di più facile: basta avere un pedale “vergine” (come quelli per il sustain delle tastiere), che generalmente ha un’uscita con un jack da 6.3″, da collegare (con un circuito piuttosto semplice, in cui il pedale di fatto funge da interruttore) ad un Arduino. A questo punto, con una decina di righe di codice ed il firmware MIDI, l’Arduino stesso sarà in grado di trasmettere i messaggi CC giusti al looper, che ad ogni pressione del pedale avvierà alternativamente la registrazione di un loop o la sua riproduzione.

Nel video vedete un esempio del circuito e del looper (escludendo un momento di defiance del tutto nella parte centrale, forse dovuto alla poca pressione che si esercita con una mano rispetto ad un piede); non ho una chitarra con me, ma l’insieme nel complesso sta comunque funzionando correttamente.

E’ arrivata la strip di LED (3 metri!) da Adafruit, e nel video potete vedere l’esecuzione del programmino di esempio pubblicato tra le istruzioni per l’uso; il circuito è piuttosto semplice, l’unica necessità è avere un alimentatore per Arduino in grado di produrre un’adeguata corrente (quello qui usato può arrivare a 1.5 A). Ora devo solo decidere dove piazzare questi metri di luci in casa…

Ho progettato una sorta di “shield” per il Telos B, all’interno di un progetto universitario, obiettivo: misurazione di temperatura tramite termoresistori, precisione di almeno un quarto di grado; non darò molti dettagli per ora (anche perchè manca ancora il lato software della cosa), ma per il momento ho le immagini.

Prototipo breadboard

Prototipo breadboard

Il primo qui in alto è il prototipo sviluppato su breadboard (e mi sto salvando la storia dello sviluppo per un’eventuale talk in conferenza embedded).

Prototipo PCB

Prototipo PCB

Ed ecco il prototipo su PCB, preparato dal gruppo di elettronici, che hanno applicato le giuste correzioni laddove io avevo peccato nello schema 😉