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Archive for the ‘Virtual world’ Category

Una riflessione forse inaspettata per me, ma è più o meno una conseguenza di una discussione avuta qualche tempo fa sull’argomento, ed a cui vorrei aggiungere un particolare che ho scoperto ieri.

In questi giorni sto giocando a Far Cry, uno sparatutto piuttosto divertente ed interessante da un punto di vista tecnico, immersivo alla grande e che in definitiva mi piace molto; sapendo che ne esiste un seguito, Far Cry 2, sono andato a cercarne una recensione (decisamente positiva) ed il prezzo su Steam. A quel punto, naturalmente, ho guardato i trailer ed i video sul gameplay che erano presenti, e vorrei attirare l’attenzione sul terzo che viene visualizzato su Steam.

Il video in questione presenta la seguente feature del gioco: il presentatore mostra come possa essere utile limitarsi a ferire un avversario, così da attirare i suoi compagni verso di lui per aiutarlo ed avere quindi la possibilità di sparare a tutti ed eliminare un maggior numero di nemici contemporaneamente. Viene anche sottolineato, verso la fine, di verificare che le persone a cui si ha sparato siano effettivamente morte, e per fare questo il giocatore protagonista spara sui corpi già a terra, “finendo” eventuali sopravvissuti.

Ora, quelli presentati sono, da un punto di vista strettamente di gioco, degli ottimi consigli che permettono al protagonista di avere maggior successo; da un punto di vista squisitamente tecnico sono altrettanto interessanti, in particolare il comportamento dell’Intelligenza Artificiale è sempre più corrispondente alla realtà, aumentando il realismo del gioco stesso. Ma, mi domando, che conseguenze ha questo video nella psiche?

E non sto parlando solo del gioco in sè, ma proprio del mostrare esplicitamente queste caratteristiche: io voglio pensare che alla mia età il giocare a queste cose non mi crei dei problemi e mi permetta di distinguere esplicitamente tra “sogno e realtà”, ma ad un ragazzino? Certo, l’ESRB inserirà esplicitamente l’indicazione dell’età consigliata, ma in quanti realmente seguiamo quell’etichetta? Un conto era dieci anni fa, quando l’inverosimiglianza dei videogiochi era chiaramente distinguibile, essenzialmente per povertà tecnologica, ma oggi le reazioni “fisiche” del mondo virtuale sono assolutamente realistiche, e chi mi fa pensare che il giovanissimo, che non è detto sia già in grado di capire dove finisce il virtuale ed inizia il reale, sarà in grado di capire che quella scena violenta è e deve restare confinata in quello schermo?

Meditate, gente, meditate…

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Erlang R14B02 has been uploaded a few days ago in Debian Unstable, and I have just backported the same packages in my Launchpad PPA, compiled for Ubuntu 10.10 Maverick. I have also added an additional patch that resolves a compilation problem for 64bit architectures, a solution suggested in Erlang bugs mailing list.

As I said in previous occasions, these packages are a direct backport from the Debian repository, without (almost) any other modification; they work in my system, but they may not work for you. I am not the official Erlang maintainer in Ubuntu, and I may not have time to hunt for bugs, so if you find a problem feel free to report it, but it may not be solved (at least in short time).

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RAM

RAM

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Ho raggiunto il livello massimo in Neverwinter Nights! Dopo aver completato le due espansioni ufficiali ed una terza della community, il mio chierico ha raggiunto il 40mo livello, il massimo supportato dal motore del gioco.

Ecco la tabella finale del mio personaggio (vestito di tutto punto, naturalmente):

Character table

Character table

Ed ecco la mia arma (fin dai tempi di Hordes of the Underdark), da notare che il +5 del titolo è solo nominale, è stata potenziata più volte lungo la strada:

Bastard sword +10

Bastard sword +10

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Gnome :O

My understanding of GNOME is this: GNOME does not have technical leadership – it hasn’t had clear technical leadership since, as I understand it, the creation of the GNOME Foundation (at which point, by design, the board was given a mandate to build and define GNOME, and then soon afterwards removed that mandate from itself). The foundation does not now dictate any vision or direction for GNOME.

Tratto da qui: per forza poi ci si lamenta di come Gnome tira avanti, non c’è nessuno che guida lo sviluppo! Per carità, è una community e non un’azienda, ma un minimo di board ci deve essere!

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Ecco uno pseudo theremin, simulato tramite un oscilloscopio virtuale su Csound e passato attraverso reverbero e delay; il tutto, naturalmente, utilizzando Jack e registrato con Ardour. Diciamo che è alla base di un esperimento…

… e peraltro mi ha fatto scoprire SoundCloud, che penso utilizzerò d’ora in poi per pubblicare file audio sul blog!

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Come si può facilmente notare, ormai il passaggio a WordPress.com è stato completato e tutto sembra funzionare come si deve; scrivo queste due righe giusto per spiegare il perchè di questa scelta, e già che ci sono ripercorro brevemente la storia di questo blog.

L’evoluzione del qui presente sito inizia diversi anni fa, su Libero.it (Digilander!), con un blog scritto in HTML+CSS puro e semplice, con lo stile scopiazzato da una delle riviste sullo sviluppo Web (comprata nel periodo in cui ne prendevo 3/4 al mese), ed ecco com’era:

Prima versione

Prima versione

Il titolo, “Chimera e Bellerofonte” (con varianti latine e/o inglesi), è nato dal fatto che il film “Mission: Impossible 2” mi era piaciuto veramente molto, e quindi ecco la citazione direttamente in homepage.

All’inizio della mia carriera seria da programmatore, ovvero all’epoca della mia prima “chiamata” all’ufficio Web, la necessità di imparare PHP ha portato alla creazione della seconda versione del sito, con annesso passaggio ad Aruba (Digilander supportava solo file statici):

Seconda versione

Seconda versione

L’impostazione del layout rimane la stessa, ma lo schema di colori cambia (con l’aiuto di Angelica, naturalmente!) ed il sito stesso diventa dinamico.

Dopo la mia prima infarinatura di sicurezza informatica, scopro che il mio sito può tranquillamente essere “sfondato” solo guardandolo, e anzichè star lì a rifarlo completamente per renderlo sicuro, decido di passare a WordPress (tanto comunque l’ho sempre usato come blog e pochissimo altro):

Terza versione

Terza versione

Questa versione è quella che ben conoscete tutti; nel tempo è stata migrata da Aruba in un server (quasi) dedicato su OVH, e tutto andava per il meglio.

Se non che il detto server è stato dismesso dai miei “soci”, ed io ho deciso, anzichè tornare su Aruba, di passare su WordPress.com: uso il mio spazio Web veramente solo come blog, ed è inutile, almeno per ora, avere una piattaforma differente. E’ vero che perdo alcune cose, come la personalizzazione grafica o alcuni plugin che usavo (nessuno strettamente necessario, peraltro), ma ne guadagno altre, come il costo (zero!) e la facilità di reblogging, scoperta giusto l’altro giorno. Non solo, ma era decisamente ora di abbandonare un dominio acquistato in un momento di esaltazione adolescenziale per il “filmone” di cui sopra.

Quindi, ecco spiegato il cambiamento, ed ecco la quarta revisione del sito:

Quarta versione

Quarta versione

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Kindle 3.1

Kindle 3.1

Sono ormai trascorsi sei mesi da quando ho pubblicato l’annuncio dell’intenzione di passare al formato digitale per audio e libri, soprattutto grazie alla spinta data dall’acquisto del Kindle 3, l’ultima generazione del popolare e famoso lettore di eBook di Amazon; dato il basso prezzo di quest’ultimo, nella sua versione a 6 pollici, avevo deciso di tuffarmi in questa avventura, ed ora posso dare un primo giudizio.

Audio

Innanzitutto, una breve parentesi sul discorso audio: ad oggi non ho smesso di comprare CD, ma devo dire che gran parte della musica che ho acquistato tra dicembre ed oggi (ed è stata parecchia, credetemi), l’ho acquistata in formato digitale; essendo un utilizzatore Linux, sono tagliato fuori dal mondo iTunes (inserire imprecazione qui), di conseguenza mi rimane pochetto; la scoperta tuttavia di 7digital ha dato decisamente una spinta in questa direzione, e di conseguenza un buon 70% della musica acqusitata non ha un supporto concreto collegato. Perciò, da questo punto di vista sono soddisfatto.

Kindle

Iniziamo la parentesi sui libri partendo da un giudizio sul Kindle: per la lettura di narrativa e saggistica, direi che è assolutamente ottimo, e per quanto in quest’ultimo periodo stia leggendo (in generale) di meno, possi dirvi che mi sono sparato notevoli “mattoni” (ed uno di questi è riprodotto nell’immagine qui sopra), e quindi il dispositivo è stato decisamente testato e rodato a fondo.

Per darvi un’idea di quanto lo schermo sia realistico, posso farvi l’esempio seguente: a volte capita, sui libri cartacei, che si riesca ad intravedere la pagina successiva attraverso quella che state leggendo, ad esempio perchè è presente una figura; ebbene, leggendo un saggio sul Kindle, che conteneva diverse figure, quando nella pagina corrente appariva uno spazio bianco nella parte bassa, in genere indice che la pagina successiva avrebbe contenuto una figura, mi sono sopreso più volte a cercare di intravedere detta immagine attraverso la pagina, cosa ovviamente impossibile. La pagina quindi appare veramente realistica. Giudizio: ottimo.

Per quanto riguarda i libri scientifici, in particolare di programmazione, il giudizio si abbassa lievemente, ma in questo caso il problema è dovuto più alla qualità del libro in formato digitale, piuttosto che del device in sè (vedi la sezione successiva).

Il capitolo PDF invece è decisamente da bocciare: se avete testo semplice, una conversione tramite Calibre (o altro programma analogo) vi permette di ottenere una versione in formato nativo, che probabilmente vi romperà la compatibilità dei titoli ma che se non altro mantiene il testo piuttosto leggibile; se invece volete leggere direttamente il PDF, bè lasciate perdere: si tratterebbe di fare continuamente zoom avanti e indietro, e se state leggendo una rivista è decisamente scomodo muoversi lungo le colonne con i cursori (oltre al fatto che spendete un sacco di batteria, dato che il Kindle consuma solamente quando fa refresh dello schermo, ed io sono particolarmente maniaco del risparmio energetico).

Non ho provato invece il browser, che tuttavia dovrebbe funzionare abbastanza bene dato che (se non erro) è basato su Webkit. Sto invece aspettando che Amazon rilasci ufficialmente il KDK, che potrebbe permettere di avere qualche applicazione in più sul dispositivo (ad esempio, io desidero ardentemente un server SSH ed un client Dropbox, e questo senza dover effettuare jailbreak (illegale!)).

La grossa nota dolente, a mio parere, è il mancato supporto al formato ePub: francamente da un punto di vista di utenza è veramente una stupidaggine, dato che si tratta di un formato standard per la riproduzione digitale di libri, e per quanto i vari tool informatici permettano la conversione verso il formato proprio di Amazon, se l’ePub è distribuito con alcuni particolari DRM (Adobe DRM), è necessario rompere tale protezione per eseguire la conversione. Ora, io sono e resto del parere che se compro un prodotto posso convertirmelo in qualunque formato io voglia, per usufruirne al meglio(vedi quando iTunes distribuiva in MP4 criptati), resta il fatto che da un punto di vista strettamente legale è una pratica che viola la licenza con cui si è acquistato tale prodotto.

Libri

Il capitolo libri è decisamente più complesso: se vi va di leggere in inglese, Amazon naturalmente è la risorsa primaria, in genere offre prezzi competitivi e di costo inferiore alla versione cartacea. Diverse case editrici di materiale informatico offrono la possibilità di acquistare in formato nativo per il Kindle, anche se in questo caso non sempre la leggibilità dei prodotti è adeguata, probabilmente dipende dal tempo speso ad eseguire la conversione adeguatamente.

Per quanto riguarda i libri in italiano, ecco la nota dolente: stanno nascendo in questi mesi diverse librerie digitali “nostrane”, ma quasi mai queste offrono prodotti in formato Kindle, in genere utilizzano il formato ePub, spesso con l’Adobe DRM, con tutti i problemi del caso (vedi la sezione precedente). L’apertura di Amazon Italia può essere d’aiuto in questo, perciò attendo fiducioso…

Conclusioni

Il passaggio al digitale è di conseguenza riuscito diciamo attorno ad un 50%: se per la musica infatti mi sto avviando a percentuali decisamente più alte, da un punto di vista di libri sono ancora abbastanza basso, soprattutto per quanto riguarda la letteratura locale (ed i regali, che continuano ad essere “concreti”). Vedremo tra qualche mese quale sarà il trend…

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https://www.kickstarter.com/projects/721744279/push-the-freedombox-foundation-from-0-to-60-in-30/widget/card.html

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Dopo aver letto l’ultima weekly di Distrowatch, e dopo aver apprezzato il passaggio al font di Ubuntu per il loro sito, ho deciso di provarlo anch’io, ammetto principalmente attirato dal fatto di usare un font nato per Linux e non per un OS diverso.

Il download dovrebbe avvenire automaticamente per chi non lo ha già installato nel sistema, in caso di problemi dovrebbe fare fallback sul Verdana standard. Se ci sono osservazioni di qualche tipo, fate un fischio!

(qui l’ultima weekly, qui le istruzioni per mettere il font in un sito (Google Translator is your friend))

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