Sono stato un po’ incerto se valesse la pena scrivere qualcosa in proposito, ed alla fine ho deciso che due righe vanno citate: i giudici italiani hanno condannato tre dirigenti di Google riguardo il caso del 2006, quando alcuni ragazzi di Torino (peraltro già condannati) hanno filmato un episodio di bullismo verso un ragazzo Down ed hanno postato il video su Youtube.
Si tratta solo del primo grado, e speriamo vivamente che nei gradi successivi la sentenza venga ribaltata, dato che si tratta veramente di una sentenza assurda: come non ribadire, infatti, nuovamente che gli Internet Service Providers non possono assolutamente essere ritenuti responsabili di tutto quello che viene pubblicato, specie quando questi provider offrono hosting a piattaforme di social networking; non è pensabile un monitoraggio completo di tutti i contenuti, così come non è pensabile togliere all’utente la possibilità di poter inserire del contenuto: di fatto, si perderebbe la natura stessa di Internet.
Come ben specificato da Google stesso, la procedura corretta è sicuramente quella seguita: Google ha eliminato detto video, non appena è stata informata della sua presenza, ed ha aiutato la polizia a rintracciare i colpevoli; questo è il comportamento da seguire in questi casi, non certo condannare una manciata di dirigenti, oltretutto muovendosi in direzione contraria a quanto legifera l’Unione Europea (per non parlare della Net Neutrality, per cui tutti ci battiamo).
Insomma: l’ennesimo passo indietro di un Paese che non riesce a comprendere praticamente nulla delle nuove tecnologie e di Internet. Siamo un Paese vecchio, troppo vecchio…

