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Posts Tagged ‘linux’

Anche quest’anno ho partecipato al LinuxDay, finalmente tenutosi in sessione congiunta da tante associazioni per il software libero di Milano, tra cui naturalmente il POuL; ho avuto anche il piacere di tenere un talk introduttivo a LaTeX, in parte ispirato a quanto già mostrato qualche mese fa in occasione della conferenza su LyX che abbiamo fatto al Politecnico. Ripropongo qui le slides aggiornate.

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Anche quest’anno ho dato un (piccolo) contributo ai Corsi Linux organizzati dal POuL, introducendo agli studenti KDE; ecco di seguito le slide che ho preparato (tutte le immagini sono tratte dai siti kde.org e satelliti).

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Linus Benedict Torvalds
Aug 26 1991, 2:12 am

Hello everybody out there using minix –

I’m doing a (free) operating system (just a hobby, won’t be big and
professional like gnu) for 386(486) AT clones.  This has been brewing
since april, and is starting to get ready.  I’d like any feedback on
things people like/dislike in minix, as my OS resembles it somewhat
(same physical layout of the file-system (due to practical reasons)
among other things).

I’ve currently ported bash(1.08) and gcc(1.40), and things seem to work.
This implies that I’ll get something practical within a few months, and
I’d like to know what features most people would want.  Any suggestions
are welcome, but I won’t promise I’ll implement them 😀

Linus (torvalds@kruuna.helsinki.fi)

PS.  Yes – it’s free of any minix code, and it has a multi-threaded fs.
It is NOT portable (uses 386 task switching etc), and it probably never
will support anything other than AT-harddisks, as that’s all I have 😦 .

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Ubuntu 11.10

Ubuntu 11.10

Bè, si potrà dire quel che si vuole, ma di certo non si può non ammettere che Canonical si sta muovendo verso una direzione decisamente interessante… quantomeno nel differenziarsi dalla concorrenza!

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Dopo il discorso di ieri di Richard Stallman, ho iniziato a pensare al software installato nel mio PC, e che uso abitualmente e negli ultimi tempi, e riporto qui la riflessione se sia veramente possibile abbandonare completamente il software proprietario e passare interamente a quello libero. Premetto che io non ho alcun problema nell’uso del software proprietario, quando funziona ovviamente, anche se preferisco il software libero se ho la possibilità di scegliere.

Ecco le parti proprietarie che ho installate nel PC in questo momento (tra parentesi ho indicato sia la motivazione dell’uso di quel software, sia se la sostituzione con alternativa free sia possibile):

  • driver ATI (supporto completo alla mia scheda video sul Dell): questi valgono solo per uno dei miei computer, e l’ultima volta che ho controllato non mi era possibile abbandonarli, dato che quelli free non supportavano il throttling della potenza (quindi temperatura a 70+ gradi); ammetto di non aver controllato l’ultima versione (FORSE NO, ma nel caso solo sul Dell)
  • Google Chrome (scelto in alternativa a Chromium dato che utilizzo molti servizi di Google, e suppongo questo garantisca una migliore integrazione): facilmente sostituibile con Chromium, non so effettivamente quali funzionalità perderei, ma non credo sarebbe una tragedia (in fondo ho usato per anni Firefox, alla peggio potrei tornare a quello) (SI)
  • Oracle JDK (miglior JDK per Java): qui bisognerebbe verificare, dato che utilizzo Java per lavoro e di conseguenza non so se OpenJDK sia compatibile per le funzionalità di cui io ho bisogno (FORSE SI)
  • Dropbox (comodo per condividere file tra i miei computer): software non essenziale alla mia esistenza, ma di nuovo lo utilizzo (tra le altre cose) per lavoro; potrei comunque accedervi dalla sola interfaccia grafica. Non esiste un’alternativa libera (SI)
  • Mono (software che uso da parecchio tempo, ed in cui ho salvati parecchi dati): utilizzo due software basati su C#, Tomboy e F-Spot; possono essere sostituiti con alternative basate su altri linguaggi (SI)
  • Flash Player (incluso in Chrome): la stragrande maggioranza del mio uso di Flash è per i video di Youtube, e dato il supporto di quest’ultimo ad HTML5, non dovrebbero esserci problemi a segarlo (SI)
I formati:
  • codec video: potrei anche rinunciare alla libdvdcss, e guardare i DVD in un lettore da tavolo, ma non so se potrei farlo anche con i DivX, dato che VCast non supporta formati liberi come OGG Theora; di fatto, queste sono le mie fonti principali di video (NO)
  • codec audio: l’abbandono dell’mp3 implicherebbe due cose, ovvero procurarsi un lettore con supporto ad OGG Vorbis (esistono, ma sono ben pochi) e non comprare più musica online, dato che praticamente tutti i rivenditori usano gli mp3. Certo, una volta acquistati si possono riconvertire, ma questo implicherebbe comunque sostenere il mercato degli mp3 stessi, cosa che resterebbe comunque sbagliata. Certo, potrei continuare a comprare CD, ad un prezzo superiore e in direzione contraria rispetto alla mia idea di passaggio completo al digitale (NO)
  • libri: epub è un formato libero, ma avrei comunque bisogno di un convertitore verso mobi per poter usare il Kindle, senza contare il fatto che i libri di Amazon sono protetti a loro volta da DRM (come gli epub italiani, peraltro). Certo, il problema di conversione si risolverebbe con un lettore tipo il Nook (che, detto per inciso, ha l’aria di essere spettacolare, anche meglio del Kindle), ma l’acquisto di epub con DRM sarebbe come acquistare mp3 per poi convertirli in ogg (NO)
Da questo elenco si deduce come il vero problema, oggi come oggi, sia sui formati multimediali più che sui programmi in sè (di fatto, ad oggi l’unico software che da informatico ho usato in versione proprietaria per la mancanza di alternative valide è Matlab). Questo in parte si potrebbe risolvere non appena le case editrici capiranno la cazzata del DRM e inizieranno a vendere epub aperti. A quel punto resterà la sola questione dell’audio.

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Richard Stallman

Richard Stallman

Ecco Richard Stallman, mentre espone il suo keynote conclusivo alla “V Conferenza Italiana sul Software Libero” (link). Discorso particolarmente denso di significati, in cui RMS ha esposto le varie minacce alla libertà degli utenti delle tecnologie del ventunesimo secolo, limitazioni imposte da aziende, che inseguono il profitto puro e semplice calpestando dette libertà, o da governi miopi se non collusi con queste aziende. Come sempre, tutto estremamente ideologico e le soluzioni ritengo siano complesse e per le quali bisogna trovare un compromesso tra le parti, ma resta il fatto che le questioni sollevate (il cloud ed i propri dati in mano a terzi, il software proprietario, la censura su Internet, la condivisione etc) sono reali ed è necessaria una riflessione da parte dei governi più approfondita e che sia meno orientata verso una mera limitazione delle libertà dell’individuo. Tutto questo, peraltro, a seguito dell’altra importante conferenza con Google ed il trattamento dei dati personali, tenutasi mercoledì scorso.

Approvato anche il passaggio per la sede POuL con foto di gruppo.

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Ati control center

Ati control center

Magari è una cosa risaputa, ma io l’ho scoperta (in parte) solo oggi, a mie spese: su Ubuntu 10.10, a differenza che sulla 10.04 (o forse a causa dell’upgrade dalla prima alla seconda), i settaggi di uno schermo esterno non possono essere fatti dal modulo delle impostazioni di KDE, è necessario agire dall’Ati control center, mostrato in figura. E’ una novità che mi ha fatto perdere qualche minuto ieri, abituato ai driver Intel dell’eeepc, dove mi capita più spesso di usare due schermi (o uno schermo ed un proiettore), ma non è questo il problema.

Il problema è che nel primo riavvio del computer senza il monitor esterno collegato, è necessario entrare nel control center ed applicare i cambiamenti, i quali non faranno altro che confermare la presenza di un solo schermo: questo perchè il PC si “ricorda” le impostazioni precedenti ed invia comunque i segnali alla porta VGA; questo è un comportamento differente rispetto al modulo di KDE, che invece è (più furbo ed) autonomo nel ripristinare le impostazioni iniziali, ed ha fatto sì che il mio (povero) Dell si sia spento per surriscaldamento questo pomeriggio, dato che l’invio simultaneo di Urban Terror su entrambi gli schermi (UT infatti ignora il numero di monitor e manda l’output su tutti) ha sovraccaricato la scheda video e provocato lo sgancio dell’alimentazione, con notevole sorpresa mia e di tutti gli altri, dato che stavo anche fungendo da server.

Qualche minuto di raffreddamento è stato sufficiente a far riprendere il tutto, ma certamente è stata una sorpresa del tutto inaspettata e decisamente fastidiosa…

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(Nota: ripropongo qui un post che sto pubblicando su Slacky.eu, dato che è un ricordo di come sono passato da Windows a Linux…)

Io, ironia della sorte, ho scoperto Linux su Win Magazine! Lo compravo agli inizi del decennio quando facevo le superiori, ed in un numero avevano presentato una di quelle “distribuzioni” che si installavano sulle fat32 e si facevano girare da lì… e quello è stato l’inizio. Poi ho anche provato Knoppix, che ho scaricato di straforo dove trovavo una connessione decente (dato che a casa 56k) ad ogni uscita di una nuova versione.
Poi, estate 2003, ho installato Mandrake, con una tensione che si tagliava col coltello dato che l’ho messa in parallelo a Windows sul pc di casa, e se fosse andato a p… il ridimensionamento della partizione, sarei stato un po’ nella m…a. Ma per fortuna andò tutto bene!
Ma quella Mandrake è durata poco, sono passato quasi subito a Slackware 9, che per quanto mi riguarda rimane la migliore, su un p2 400 faceva boot da zero a KDE caricato in qualcosa come 30/40 secondi, prima di hal dbus ed i mille servizi che ora vengono lanciati all’avvio; ricordo che quando cambiai hardware sotto il naso dell’hard disk, passando da un p2 ad un p3, windows esplose ma linux resse perfettamente, dovetti solo ricompilare Alsa…

Knoppix l’ho poi usata il primo anno di università (2004), dato che era a sbattimento minimo, ma è durata un anno accademico: poi 6 mesi di Slack, ed infine Ubuntu (che dura dal gennaio 2006 ad oggi). And that’s all, folks! 🙂

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L’ultimo LinuxPro tratta un argomento piuttosto interessante, ovvero le capacità di calcolo parallelo delle GPU moderne; è sempre stato un tema in cui io mi limitavo ad invidiare i possessori di una nVidia, ma giunto a metà articolo scopro che finalmente AMD ha rilasciato un tool degno di questo nome che supporti come si deve le schede video della Ati.

Armato perciò di howto e notebook ho dato sfogo alla mia HD 4500, e non potevo non riportare qui i risultati; come test, l’articolo (e quindi anch’io) usa aircrack e pyrit per sfondare una WPA (inesistente) facendo una ricerca in un file di chiavi, per la precisione 10 milioni; io personalmente ho calato la cifra ad 1 milione, dato che la CPU ha sfiorato i 96 gradi e temevo l’esplosione del bestio. In ogni caso, ecco i benchmark ed i risultati senza l’uso della scheda video:

Pyrit 0.3.0 (C) 2008-2010 Lukas Lueg http://pyrit.googlecode.com
This code is distributed under the GNU General Public License v3+

Running benchmark (1391.8 PMKs/s)... -

Computed 1407.27 PMKs/s total.
#1: 'CPU-Core (SSE2)': 673.6 PMKs/s (RTT 2.8)
#2: 'CPU-Core (SSE2)': 675.7 PMKs/s (RTT 2.9)
#3: 'Network-Clients': 0.0 PMKs/s (RTT 0.0)
Pyrit 0.3.0 (C) 2008-2010 Lukas Lueg http://pyrit.googlecode.com
This code is distributed under the GNU General Public License v3+

Parsing file '/usr/share/doc/aircrack-ng/examples/wpa.cap' (1/1)...
13 packets (13 802.11-packets), 1 APs

Picked AccessPoint OMISSIS automatically...
Tried 1000001 PMKs so far; 2826 PMKs per second.

The password is 'biscotte'.

real    12m23.770s
user    24m19.370s
sys     0m1.120s

E questo è invece l’output per la versione con GPU (che ricordo essere una Ati Mobility HD 4500, quindi niente di eccezionale), da tenere presente che il test di cracking in questo caso utilizza un solo core, dato che l’altro è impegnato a gestire il calcolo parallelo:

Pyrit 0.3.0 (C) 2008-2010 Lukas Lueg http://pyrit.googlecode.com
This code is distributed under the GNU General Public License v3+

Running benchmark (2039.9 PMKs/s)... /

Computed 1946.38 PMKs/s total.
#1: 'OpenCL-Device 'ATI RV710'': 1883.0 PMKs/s (RTT 2.7)
#2: 'CPU-Core (SSE2)': 235.4 PMKs/s (RTT 3.1)
#3: 'Network-Clients': 0.0 PMKs/s (RTT 0.0)
Pyrit 0.3.0 (C) 2008-2010 Lukas Lueg http://pyrit.googlecode.com
This code is distributed under the GNU General Public License v3+

Parsing file '/usr/share/doc/aircrack-ng/examples/wpa.cap' (1/1)...
13 packets (13 802.11-packets), 1 APs

Picked AccessPoint OMISSIS automatically...
Tried 1000001 PMKs so far; 4382 PMKs per second.

The password is 'biscotte'.

real    7m45.012s
user    3m16.970s
sys     7m34.050s

Interessante, no? Ora devo solo trovare qualcosa in cui applicare la faccenda (partendo dal presupposto che non sono interessato a craccare reti wireless, avendo la mia…).

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LinuxDay 2010

LinuxDay 2010

Con colpevole ritardo, segnalo anche quest’anno l’Evento con la ‘E’ maiuscola, ovvero il LinuxDay 2010; come da un po’ di tempo a questa parte, io parteciperò all’edizione di Cinisello Balsamo, organizzata da FSUG Italia e Lifos in collaborazione con il POuL.

Diversi ragazzi del POuL terranno dei talk, in particolare io parlerò di KDE (e di che altro?), diciamo in versione panoramica dato che il nostro pubblico saranno ragazzi delle scuole superiori. Non credo tuttavia che resisterò ed alla fine un accenno alla semantica verrà fatto…

Qui trovate il post ufficiale dell’evento, e qui la lista di eventi.

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