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Come ci ricorda il buon Giacomo, oggi Fabrizio De Andrè avrebbe compiuto 70 anni; anche a me piace quindi ricordare il cantautore genovese, con un link ad una delle sue canzoni secondo me più poetiche:

John Donne in musica

Torna il buon John Donne ad essere citato in musica (oltre che in letteratura, vedi la frase “Per chi suona la campana”): mi sono sempre chiesto il verso iniziale di Follow the reaper (dei Children of Bodom) da dove venisse, per la verità avevo sempre pensato fosse parte del testo, ed invece grazie a mia sorella scopro che viene dal decimo sonetto del suddetto JD:

Death, be no proud, though some have called thee mighty and dreadful, for thou are not so.

Negli ultimi due giorni mi sono sparato i primi 14 capitoli di “Agile Web development with Rails“, arrivato mercoledì a tempo di record dall’Inghilterra (con Amazon, naturalmente), e dopo aver ricostruito (sì: copiato riga per riga) l’applicazione di esempio (una semplice libreria online), posso dare un primissimo giudizio al tutto, anche se sto ancora rileggendo il codice scritto di corsa in due pomeriggi, principalmente blind write, per capire che cosa è successo.

Direi, comunque, che l’impressione è finora positiva: da un punto di vista di ingegneria del software, sono estremamente felice della forzata separazione MVC, così come delle facilitazioni per il testing: le user stories, in particolare, sono veramente spettacolari (lo unit test o il functional test non è così diverso da JUnit (ovviamente, essendo la base di partenza la stessa), quindi cose che avevo già visto (ed accuratamente evitato) fino ad oggi); la possibilità infatti di definire un percorso di navigazione di test, per verificare se effettivamente questo viene rispettato, è sicuramente molto utile, specie tenendo conto che siamo in un contesto Agile, quindi se non si scrivono test sicuramente si rischia di rendere il tutto immanutenibile (neologismo?).

Per il resto, non posso che confrontarlo con PHP, unico altro linguaggio con cui ho scritto siti Web (se escludiamo una breve parentesi con J2EE, ma troppo breve per essere rilevante): alcune cose sono secondo me più semplici, mi vien da dire la funzione h() per fare escaping di schifo, in PHP non mi ricordo mai quale delle due/tre funzioni serve allo scopo; anche la scrittura di XML (RSS) è decisamente carina, così come altri particolari che non sono comunque mai troppo lontani da PHP stesso (in cui non ho mai usato un framework, peraltro, quindi…).

Sicuramente una killer feature è la possibilità di ottenere un form AJAX con cinque righe di codice, ed io avevo finora solo visto applicazioni AJAX e temevo vivamente il momento in cui avrei dovuto tentare di scrivere io del codice, ma mi devo ricredere. In particolare, la possibilità di scrivere un Javascript in Ruby è magnifica (oltre che un po’ un ossimoro)…

Ora devo tornare ai miei esami, finita la sessione dovrei scrivere un sito in autonomia, per mettere effettivamente le mani nel framework come si deve; per il momento, comunque, direi che lo promuovo a pieni voti.

KDE SC 4.4

KDE SC 4.4

If you are using Ubuntu 9.10 (Karmic) and the Kubuntu Beta repository, you may have noticed that the release of 4.4 RC2 broke the PyKDE bindings, which were left at version 4.3.x; for (temporarily) solving the issue, I have rebuilt the 4.3.95 packages from Ubuntu 10.04 (Lucid) to Karmic, without any modifications, and you can find them on my PPA. I don’t know if the Beta PPA will provide the final 4.4.0 bindings, mine are just for the RC2 release.

Please notice that they are absolutely not to be considered as stable or widely tested or any of this; they just Work For Me, and they may work for someone else, but I cannot guarantee anything on that.

Ho letto gli ultimi due numeri di Ubunchu, il manga giapponese su Ubuntu (non sanno più cosa inventarsi), e dato che l’ho già citato in precedenza (no, non sto linkando il vecchio post, mi ci vuole una vita per ritrovarlo…), lo ri-cito, riproponendo questa immagine veramente carina…

Ubunchu ep.3

Arthur C. Clarke

A patent is really a license to be sued.

The eleventh hour

Niente come la forza della natura riesce a placare la nostra presunzione.

Sto guardando il video dell’intervista di Youtube con il presidente americano Obama: Youtube ha chiesto ai cittadini degli Stati Uniti di pubblicare domande da fare ad Obama, testuali o tramite video (naturalmente), successivamente sono state votate e le migliori per le varie categorie (economia, politica estera, whatever) sono state effettivamente chieste ed hanno ricevuto risposta.

Ve li immaginate i nostri politici fare una cosa del genere? E non parlo di quei pochi (giovani per lo più) che già ora lo fanno, ma della stragrande maggioranza, Governo in testa. Ma se nel momento in cui Grillo chiede a Schifani (presidente del Senato, ricordiamolo, seconda carica dello Stato se ben ricordo) di poter avere un incontro trasmesso su Internet, lui rifiuta… altrochè trasparenza!

ADSL

Aaaaaahhhh!!! C’è l’ADSL di Telecom a Corbola!!! Ed infatti nevicchia, per confermare la rarità dell’evento…