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Giusto un parere, per chi ha voglia di commentare: non vi pare che il selettore del pickup delle Stratocaster sia un tantino “in mezzo alle scatole”?

I mean, mi capita di selezionare il neck pickup per magari fare qualche sezione di accordi pieni (quindi non powerchord), e se non si sta attenti si rischia, nella foga, di “colpire” il selettore e spostarlo dalla posizione selezionata, che è quella più alta e quindi più vicina alla sezione delle corde, e questo perchè esso si trova esattamente sotto alla zona centrale in cui si percuotono le corde stesse.

Se penso al selettore delle Gibson, o anche a quello delle Telecaster, in entrambi i casi sembra posizionato in modo da non poter essere accidentalmente colpito!

Sulla mediocrità

(tratto da un mio post in una mailing list)

[…] Allora, il concetto che sta alla base di ogni forma d’arte è il seguente: le persone che ci si applicano sono poste in una struttura piramidale (inevitabilmente), dove in cima ci sono i geni, alla base tutti quelli che lo fanno per diletto ma senza esserne minimamente portati, nel mezzo tutti i vari livelli di bravura.

Oggi il sistema pone un’asticella ad una certa altezza: se devi scrivere una voce di un’enciclopedia medica, devi essere un medico con determinate referenze, se vuoi pubblicare un libro, questo deve essere interessante, se vuoi pubblicare un album devi essere musicalmente valido.

Ovviamente questa validità non è oggettiva, ma soggettiva sulla base del pubblico che si vuole avere: twilight ha un suo pubblico (indovina dove si colloca nella scala culturale tale pubblico?), ma anche il nome della rosa ha un suo pubblico; lady gaga ha un suo pubblico, ma anche $gruppo_jazz ha un suo pubblico.

Se tu abbassi l’asticella, automaticamente aumenti il numero di persone che possono fare quella cosa, dai loro gli strumenti e la visibilità: in questo modo recuperi quei pochi che per qualche motivo erano rimasti tagliati fuori dal sistema, ma la stragrande maggioranza sarà mediocre; è esattamente come togliere un test d’ingresso da un corso di studi, o non bocciare più alle scuole superiori (ogni riferimento allo stato attuale delle cose è puramente casuale).

Ora, il fatto che quello “strato” possa pubblicare le proprie forme d’arte non è un problema in sè, io stesso pubblico video su youtube e scrivo su un blog, lo faccio principalmente per me e per vedere se qualcuno mi vede/legge, se nessuno lo fa, pace.

Ma se queste persone invece scrivono (ad esempio) di una materia senza conoscerla o senza conoscerla a fondo, ecco che il livello culturale medio scende. Se una persona qualunque scrive sul blog post da giornalista, ma non fa il lavoro di un giornalista (es. le fonti) perchè nessuno glielo ha insegnato, magari avrà un signor seguito: magari io e te non lo leggiamo, ma questo non toglie che possa anche fare migliaia di visite. Si chiama (nel caso del giornalismo) qualunquismo.

Il fatto (citato da Keen) che Wikipedia non ti richieda delle credenziali per scrivere di fisica, fa sì che le voci di fisica possano essere cannate alla grande, e non è detto che la gente se ne accorga, e magari se ne accorge dopo parecchio tempo, e nel frattempo un certo numero di persone le hanno prese per buone. Tutti siamo incappati in voci senza una bibliografia decente, in genere ce ne allontaniamo, ma non tutti lo fanno.

Non tutti fanno una scuola superiore tale da renderli capaci di scrivere un articolo, in questo Paese non ci sono solo licei, ma anche istituti tecnici e professionali, non tutti hanno fatto il percorso di studi che noi stiamo facendo.

Ribadisco, questo non vuol dire che sia tutto da buttar via, ma certamente le cose presenti su Internet (soprattutto testi) vanno prese cum grano salis, e deve esserci qualcuno che ti insegna a prenderle in questo modo, a fare una chiamiamola “navigazione critica”. La scuola oggi insegna a farlo?

Ieri sera pensavo al super intreccio di fidanzamenti e matrimoni di “Un medico in famiglia”, noto telefilm di Rai1, ed ho deciso di metterli per iscritto.

Allora, in sette stagioni (per quanto la corrente non sia ancora finita, ma ce lo possiamo immaginare) le coppie sono quasi sempre rimaste in famiglia:

  • Lele, il protagonista, era sposato con una donna; rimasto vedovo, si è prima sposato la sorella della prima moglie, poi separatosi da lei si sta per sposare con la sorella del suo migliore amico;
  • Libero, il padre di Lele, si è sposato con la con-suocera, ovvero la madre di entrambe le prime mogli di suo figlio;
  • Alberto, il nipote di Lele (figlio di sua sorella), è stato insieme per un periodo alla migliore amica di sua cugina (figlia di Lele), per poi tradirla con la sorella del marito della suddetta cugina (quasi-cognato?);
  • Ciccio, il figlio mezzano di Lele, per un periodo è stato insieme alla figlia del compagno di sua zia (sorella di Lele).
In pratica rimane solo l’incesto per chiudere il cerchio…
Ammetto di non ricordarmi con precisione le prime stagioni, se mi sono dimenticato qualche coppia chiusa (cioè con qualche parente di qualche coppia già esistente) fatemi sapere!

Don Andrea Gallo

L’Italia è una repubblica democratica – ve lo deve dire un prete? – laica!

Una riflessione forse inaspettata per me, ma è più o meno una conseguenza di una discussione avuta qualche tempo fa sull’argomento, ed a cui vorrei aggiungere un particolare che ho scoperto ieri.

In questi giorni sto giocando a Far Cry, uno sparatutto piuttosto divertente ed interessante da un punto di vista tecnico, immersivo alla grande e che in definitiva mi piace molto; sapendo che ne esiste un seguito, Far Cry 2, sono andato a cercarne una recensione (decisamente positiva) ed il prezzo su Steam. A quel punto, naturalmente, ho guardato i trailer ed i video sul gameplay che erano presenti, e vorrei attirare l’attenzione sul terzo che viene visualizzato su Steam.

Il video in questione presenta la seguente feature del gioco: il presentatore mostra come possa essere utile limitarsi a ferire un avversario, così da attirare i suoi compagni verso di lui per aiutarlo ed avere quindi la possibilità di sparare a tutti ed eliminare un maggior numero di nemici contemporaneamente. Viene anche sottolineato, verso la fine, di verificare che le persone a cui si ha sparato siano effettivamente morte, e per fare questo il giocatore protagonista spara sui corpi già a terra, “finendo” eventuali sopravvissuti.

Ora, quelli presentati sono, da un punto di vista strettamente di gioco, degli ottimi consigli che permettono al protagonista di avere maggior successo; da un punto di vista squisitamente tecnico sono altrettanto interessanti, in particolare il comportamento dell’Intelligenza Artificiale è sempre più corrispondente alla realtà, aumentando il realismo del gioco stesso. Ma, mi domando, che conseguenze ha questo video nella psiche?

E non sto parlando solo del gioco in sè, ma proprio del mostrare esplicitamente queste caratteristiche: io voglio pensare che alla mia età il giocare a queste cose non mi crei dei problemi e mi permetta di distinguere esplicitamente tra “sogno e realtà”, ma ad un ragazzino? Certo, l’ESRB inserirà esplicitamente l’indicazione dell’età consigliata, ma in quanti realmente seguiamo quell’etichetta? Un conto era dieci anni fa, quando l’inverosimiglianza dei videogiochi era chiaramente distinguibile, essenzialmente per povertà tecnologica, ma oggi le reazioni “fisiche” del mondo virtuale sono assolutamente realistiche, e chi mi fa pensare che il giovanissimo, che non è detto sia già in grado di capire dove finisce il virtuale ed inizia il reale, sarà in grado di capire che quella scena violenta è e deve restare confinata in quello schermo?

Meditate, gente, meditate…

Se vuoi costruire una nave,
non radunare uomini per raccogliere il legno,
distribuire i compiti e suddividere il lavoro,
ma insegna alla gente la nostalgia del mare infinito.

Dio ci scampi: siamo nelle mani degli ingegneri!

25 aprile

25 aprile

25 aprile

(Fonte)

Nuovo PC fisso

Nuovo PC fisso

Ecco una schermata della Ubuntu 10.10 appena installata nel nuovo PC fisso, in cui si è reincarnato il mio vecchio portatile (qui la sua elegia): ho infatti recuperato il Sempron (che peraltro ha ormai compiuto 6 anni) e l’ho inserito in una scheda madre adeguata, recuperato un po’ di componenti vari et voilà!

… peraltro ho messo un dissipatore enorme, 24° a riposo credo che quella CPU non li avesse mai visti…

Marshall Micro & Boss RV-5

Marshall Micro & Boss RV-5

Ecco due new entry nello Studio Siv: l’effetto RV-5 della Boss, acquistato appositamente per essere accoppiato alla chitarra acustica, ed il micro-amplificatore della Marshall (1 Watt), utile per fare qualche esperimento qui prima di usare il nuovo effetto in un contesto diciamo più serio.

Appena ho qualche risultato dalla sperimentazione, naturalmente, pubblicherò un seguito…